Un senso alla forma

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Un giallo quello che stiamo per raccontare, da non crederci, eppure è così.

È stato constatato che con il passare degli anni ci sono state delle uccisioni in giro per il nostro pianeta.
Sì, proprio uccisioni, uccisioni di punti interrogativi; una vera strage! Sì, sono scomparsi i punti interrogativi, o punti di domanda, quei comuni segni di punteggiatura che sono graficamente formati da un ricciolo con avvolgimento antiorario soprastante verticalmente un punto: ?.

L’idea di far fuori questo simpatico punto, era stata decisa all’unanimità dai punti esclamativi; e sembra che il motivo fosse che con la sua arroganza e la sua pancia imperasse spesso su tutti gli altri punti; e allora si sono detti: “Che senso ha farsi delle domande quando le risposte non arrivano? E quando arrivano magari è troppo tardi?allora e meglio non farsi domande se la situazione non cambia!”

Ed ecco che ci fu, nelle successive generazioni, fino a oggi, l’invasione dei punti esclamativi e non si è stati più in grado di farsi domande e chiedersi il perché delle cose; tutto sembra dovere o semplice casualità.

In realtà il punto di domanda è una filosofia, perché è il punto che non segna una fine, ma un inizio, l’inizio di una serie di sfide, di una vita?

Torniamo a farci domande, conviviamo con “?”, a me risulta molto simpatico e anche molto originale. E’ forse proprio la sua forma così originale che vuole un senso?

 

Laureato in scienze della comunicazione e si occupa di comunicazione e relazione con i media in vari campi: scrive su Chiesa, giovani, cultura e società. E' formatore al centro Elis, di ragazzi delle scuole superiori. Ama molto stare con i giovani ed è molto appassionato del mondo degli adolescenti.