Un uomo che amava i giovani

0

Ogni persona che passa lascia dietro di sé un’impronta, possiamo identificarci o meno ma sappiamo benissimo che dietro quella traccia si cela il volto di un uomo, la sua storia , la sua sacralità! Karol Wojtyla è stato il Papa della mia adolescenza … in lui ho rivisto una figura paterna, il volto della famiglia … il suo abbraccio era insieme l’abbraccio del mondo intero e per questo mi trasmetteva tanta serenità.

Ed era nello stesso tempo la fatica, il dolore, il sacrificio con il quale riusciva a portare sempre la sua Croce, quel groviglio straordinario di qualità che m’hanno trasmesso la forza di superare i momenti di crisi. Non c’è un’immagine della sua vita che m’abbia colpito particolarmente, perché, per me, sono state tutte indistintamente importanti: la gioia del suo sguardo quando si trovava in braccio un bambino, l’accoglienza e l’apertura ai giovani, la tolleranza ed il perdono persino nei confronti del suo attentatore … e poi le giornate mondiali della gioventù. Era il Papa immerso nella meditazione che si rifugiava sulle montagne a lui tanto care, era il Papa sportivo, il Papa Uomo!

Ogni aspetto della sua vita si proietta in me con una velocità impressionante, la sua esistenza è una fucina esemplare dalla quale non si può non attingere, è un pozzo senza fine da cui ci si potrebbe dissetare ab aeterno. Per me è un esempio, uno di quelli da emulare, come dicevamo in una discussione.

E per voi? Cosa ha rappresentato questo Papa? C’è una frase, un’espressione di sua Santità che ricordate e che continua a farvi riflettere? C’è una foto in cui è ritratto che vi fa emozionare soltanto a guardarla?… Adesso che Giovanni Paolo II sta per diventare Beato, avviandosi quindi ad essere Santo, tutti (o quasi) rivedono in Lui, nel Papa polacco, il grande uomo di Fede … perché ha raccontato una Fede, quella alla sua vocazione attraverso la sua vocazione! Per me è stato come una spugna pronta ad assorbire e a restituire Amore!

E allora che cosa ci resta del vero Giovanni Paolo II, qual è l’eredità più grande che la sua morte ha lasciato a noi giovani? « La bottega dell’orefice – potrei rispondere io – perché in questa sua opera a carattere drammatico è racchiuso un po’ tutto il suo credo; è una meditazione ed insieme un dramma poetico che vi consiglio di leggere. Storie d’amore, di crisi e di matrimoni e poi il momento catartico dello scambio delle fedi. Ebbene, è con quest’opera che il Papa m’ha lasciato un segno, un’impronta – quella di cui parlavo all’inizio – facendo sì che io riflettessi sul peso specifico di ogni uomo e sull’amore nella sua interezza ».

L’amore è una sfida continua. Dio stesso forse ci sfida affinché noi stessi sfidiamo il destino.
Grazie Karol!

Sono Domenico, ho 29 anni e una passione smodata per la scrittura. Il mio sogno nel cassetto è scrivere un libro, l’altro è un viaggio per il mondo in sella alla mia bici. “Strappare la bellezza ovunque sia e regalarla a chi mi sta accanto” è quel che tento di fare attraverso i miei articoli. Spero che un pizzico di quella bellezza arrivi dritta dritta ai vostri cuori! Buona lettura!!!