Una gondola nella giungla

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«È che… è più forte di me, dottor Auris. Soccombo. Non ce la faccio. Quando sono lì, cioè, ecco… Viene fuori il peggio. La rabbia, l’ira. Vorrei spaccare tutto. E poi lo sconforto. Dentro di me si agitano emozioni torbide. Fuori di me imprecazioni e violenza. Anche adesso, che sto su questo lettino, il solo pensiero di dover affrontare per tornare a casa quella giungla, quel turbine, quel caos… da ogni parte… il rumore… uff… lo stress… la tensione… le minacce… uff… gente impazzita che attenta alla mia vita, continuamente, come in una foresta di animali selvatici… e io lì, la paura, la rabbia, il desiderio di sopraffazione, le urla… È grave, dottore?»

«Si calmi. Si rilassi. Respiri profondamente. Le emozioni che lei prova non devono spaventarla. Un’emozione è una cosa buona, ci mette in contatto con la vita vera, con la realtà. Ecco, così. Nessuno la minaccia, adesso. Le emozioni, le dicevo, sono il nostro modo di reagire alle esperienze che facciamo, se sappiamo riconoscerle, controllarle, non ci fanno del male. Ci aiutano, anzi, a conoscere meglio il mondo che ci sta intorno, ma soprattutto a conoscere noi stessi. E se ci conosciamo possiamo reagire in modo positivo e vincere le tensioni maligne. Ad esempio, la rabbia che proviamo quando qualcuno ci taglia la strada mentre guidiamo. Si tratta di una reazione autonomica e neuroendocrina nei centri sottocorticali dell’encefalo agli stimoli emotigeni… Ma, mi segue?»

«Beh, insomma, non potrebbe essere più concreto?»

«Mi ascolti. Provi a immaginare: un città in cui il traffico è tentacolare, vorticoso. Migliaia, milioni di auto. I furbi che si immettono sulla carreggiata senza guardare chi arriva, gli imbranati che camminano a 20 all’ora al centro della strada, sirene spiegate, sorpassi a destra, inversioni a U con la doppia striscia continua, manifestanti che bloccano gli incroci, semafori infiniti, seconde, terze e quarte file. Un traffico che mette famiglia contro famiglia. E lei lì, dentro la sua auto, le mani sul volante, la cintura che la abbraccia. E niente di tutto quello che c’è fuori riesce a scalfire la sua calma profonda. Lei è al di sopra di tutto questo. Fuori c’è la giungla, dentro un giardino profumato. Lei è forte, sicuro. Sorride, anche. La vettura viaggia silenziosa e scivola via come una gondola sulla laguna. Il suo è un problema di auto, signore mio. La mia diagnosi è questa. Alcune ricerche condotte dalla i2 Media Research presso la Goldsmith University of London hanno dimostrato che è possibile sconfiggere i sintomi dello stress da guida: il cervello che va su di giri, la rabbia che ingolfa la mente, la frustrazione che fa grippare il cuore. Il rimedio è semplice, e si chiama ‘auto ibrida’. La trova alla Toyota. Si tratta di un’auto che va ad elettricità e a benzina, ed è il motore che gestisce tutto in base alla esigenze di traffico e ambientali. La batteria si ricarica col movimento e accumulando l’energia delle frenate. Lei deve solo godersi la guida, mentre sotto di lei c’è un’automobile che grazie al sistema Hybrid Synergy Drive pensa a tutto. E inoltre le fa risparmiare e inquina poco. Insomma, solo vantaggi. Ehi! Ma che fa? Dorme?»

«No. Sogno. Davvero lei ritiene che basta cambiare auto per trovare la serenità? Non ci posso credere…»

«Allora guardi questo video:»

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Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.