Una settimana dedicata alle email!

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Il tempo che in media noi italiani trascorriamo davanti alla posta elettronica per leggere e rispondere ai messaggi ammonta a circa sette giorni all’anno, ovvero quasi 180 ore della nostra vita. A rivelare questo dato è una ricerca dell’azienda finlandese Nokia, che rivela che il 56% degli italiani trascorre più di mezz’ora al giorno a leggere e successivamente rispondere ai messaggi di posta elettronica, e che questo dato aumenta di anno in anno e che di certo non sembra avere intenzione di arrestarsi.

La e-mail in Italia sta diventando oramai il mezzo di comunicazione più utilizzato, difatti ha spodestato l’utilizzo del “vecchio” telefonino e degli ormai antiquati sms. Ogni italiano riceve in media ogni giorno circa venti mail, che riguardano questioni di lavoro principalmente ma anche di rapporti interpersonali e sociali e per gli acquisti on line che si moltiplicano senza sosta.

È evidente che non solo in Italia, ma in tutto il mondo, il web ha praticamente stravolto il nostro modo di comunicare, e inconsciamente sta sconvolgendo anche il nostro modo di pensare e di rapportarci agli altri. Un particolare sguardo è da riservare alle questioni interpersonali: infatti tramite web è più facile comunicare per gestire rapporti d’amore e di amicizia, rendendo nel contempo codeste relazioni più distaccate e finte. Dove si andrà a finire di questo passo?

La risposta a questa cruda domanda è da ricercare ognuno dentro di noi stessi: una società che non dice le cose “in faccia” è una società che ha paura, che ha timore delle “risposte” e delle relazioni, quindi una società che via via s’impoverisce e rende i caratteri delle persone sempre più deboli e inaffidabili. Allora sarebbe meglio tentare di trovare un punto d’incontro che si adatti alle singole esigenze. Per esempio, va bene rispondere alle mail per le questioni “ufficiali”; ma per quelle private non è meglio recarsi davanti la porta di casa delle persone interessate e confrontarsi guardandosi negli occhi? Alla vecchia maniera, insomma…

 

Cogitoetvolo