Unbroken

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Un film di Angelina Jolie. Con Jack O’ Connel, Alex Russell, Jai Coutney. Sceneggiatura: Ethan e Joel Coen. Distribuzione: Universal Pictures. Paese: Stati Uniti d’America. Anno: 2014. Uscita: 29/02/2015. Target: 14+.

La storia dell’atleta olimpionico ed eroe di guerra, Louis Zamperini che insieme ad altri due membri dell’equipaggio, riesce a sopravvivere su una zattera per 47 giorni, in seguito ad un disastroso incidente aereo durante la Seconda Guerra Mondiale, per poi essere catturato dalla Marina giapponese e spedito in un campo di prigionia.

E’ una storia vera anche se sembra quella di un romanzo.

Louis Zamperini è un italo-americano molto amato dal pubblico americano. Atleta olimpico a Berlino, durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo quarantasette giorni di naufragio in un gommone fu catturato dai giapponesi e portato in un campo di prigionia fino alla fine della guerra. Qui subì le angherie e le sevizie di un comandante particolarmente accanito nei suoi confronti. Rientrato in patria è diventato un predicatore cristiano ed è tornato in Giappone per incontrare i suoi vecchi aguzzini in segno di perdono e riconciliazione dopo una lunga serie di sventure, dolore e prove superate con grande coraggio, fede e determinazione.
Da questa storia è nato il film, tratto da un best seller di Laura Hillenbrand, Sono ancora un uomo. Una storia epica di resistenza e coraggio (riscritto per il cinema dai fratelli Coen) diretto e prodotto da Angelina Jolie di recente convertita alla regia. L’attrice-regista non è, però, del tutto riuscita nell’intento nobilissimo di raccontare la storia di un uomo che la Seconda Guerra Mondiale ha  trasformato in un eroe. Il film appare spesso sbilanciato con alcune parti eccessivamnete lunghe.

Oltre a trascurare l’elemento umano della storia (facciamo fatica a capire cosa provi davvero il protagonista nei momenti più duri, cosa riesca davvero a tenerlo in vita e soprattutto dove inizia la progressiva presa di coscienza del valore del perdono) il film nel raccontare questo accanimento crudele da parte del comandante giapponese sfiora spesso il grottesco e la caricatura, tralasciando quella che doveva essere una delle morali del film: il rispetto degli individui nelle situazioni più estreme.

Fa sorridere poi il fatto che tutti i soldati americani appaiano belli, coraggiosi e buoni mentre i giapponesi sono tutti ugualmente stereotipati e cattivi soprattutto nella seconda parte del film dove trionfa una violenza gratuita e una resa psicologica dei personaggi minima. Per non parlare dell’andamento lento della storia e di una sceneggiatura fin troppo laconica.

Il film appare però bello nel fotografare i legami di una famiglia, quella di Zamperini, unitissima anche nei momenti più difficili e in grado di pregare incessantemente per il figlio lontano. Intenso è anche il legame che unisce Louis ai suoi compagni di sventura: relazioni intense e profonde che consentono a Louis di mantenere la sua dignità di persona umana senza lasciarsi mai prendere dallo sconforto.

Alla fine di tutti i ragionamenti la parabola esistenziale del protagonista insegna che è l’amore la risposta  al male ed è l’unico in grado di cambiare il corso degli eventi. L’amore che Louis ha imparato a declinare all’infinito dai suoi genitori e dall’esempio di un padre, a volte un po’ severo, che gli ha insegnato a guardare fiducioso verso l’alto offrendo a Dio sempre e comunque le preghiere, le azioni e le contrarietà della sua esistenza terrena, riuscendo a perdonare anche i suoi aguzzini. Presentato in Vaticano, il film ha ricevuto tre candidature Oscar, ma soltanto sugli aspetti tecnici del film.

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia