Unfair & lovely

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Se il mondo è davvero bello perché è vario, perché cercare di cancellare quelle particolarità che ci rendono unici e speciali?

Bianco è meglio. Ecco la credenza che, da alcuni anni, si è diffusa nei paesi orientali: che la pelle chiara sia sinonimo di bellezza. In Asia un gran numero di persone ha fatto ricorso a creme e trattamenti specifici per schiarire la tonalità della propria carnagione, incoraggiati dal pensiero che, avendo la pelle più chiara, la loro vita potesse davvero migliorare (come suggerivano i produttori di tali cosmetici). Ma perché mai bianco dovrebbe essere più bello? La domanda se la sono posti in tanti, e sono state portate avanti numerose campagne in difesa della pelle scura. In particolare, il progetto di Pax Jones, ventunenne studentessa di colore dell’università del Texas, ha spopolato sul web, creando un vero e proprio fenomeno virale. Mrs Jones ha realizzato una serie di fotografie a due sue compagne di corso indiane, le sorelle Mirusha e Yanusha Yogarajah, per combattere e smentire l’infondata credenza che avere la carnagione chiara anziché scura possa essere un privilegio.

“Il nostro obiettivo era combattere la sotto rappresentazione delle persone di colore nei media” afferma Pax Jones in un’intervista alla BBC.

Le tre studentesse hanno deciso di chiamare la serie di fotografie “Unfair & Lovely” (letteralmente, “scuro e bello”), giocando con il nome di una nota marca di cosmetici indiani per lo schiarimento della pelle, chiamata appunto “Fair and Lovely” (“chiaro e bello”). Le foto hanno dato il via ad una vera e propria campagna che, semplicemente chiedendo alle persone di colore di postare su social network come Facebook, Instagram o Twitter delle foto che le ritraevano, seguite dallo slogan #unfairandlovely, ha riscosso tantissimo successo in tutto il mondo.

La stessa Mirusha Yogarajah ha aderito prontamente alla protesta, raccontando la propria esperienza in un’intervista alla BBC: “Alla maggior parte di noi è sconsigliato esporsi ai raggi del sole, o la nostra pelle diventerà più scura. Come se essere più scuri sia indesiderabile. Al college, una persona asiatica con la pelle più chiara della mia ha abusato di me. E una volta, qualcuno mi ha tirato un palloncino pieno di candeggina. Episodi come questi sono profondamente umilianti. Quando è accaduto, era difficile per me vedermi come preziosa. È difficile capire perché le persone vogliano disumanizzarti a causa del tuo aspetto. Mi sono sentita molto vulnerabile”.

Grazie alla tenacia di ragazze come loro e come tutte le persone che hanno aderito al progetto è possibile cercare di fermare questo dilagante stereotipo che rischia di portare avanti una concezione di bellezza tanto innaturale quanto assolutamente irrealistica. La nostra carnagione e i nostri tratti somatici definiscono parte di noi, ma non rappresentano certo tutta la nostra identità. Se il mondo è davvero bello perché è vario, perché cercare di cancellare quelle particolarità che ci rendono unici e speciali? Provate a pensare a un mondo dove le persone sono omologate le une alle altre: quella bellezza tanto ricercata da tutti finirebbe per andare perduta per sempre, perché è proprio dalle differenze che nasce lo splendore del nuovo, del bello, dell’inaspettato. Sono queste diversità a renderci così, esattamente come siamo: umani, imperfetti, e per questo, pieni di meraviglia.

Articolo scritto da Francesca Sartori

Cogitoetvolo