Valentina non muore più, il mondo le vuole bene

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Vi ricordate Brittany Maynard, la giovane americana che aveva pubblicamente annunciato su youtube il suo suicidio assistito, non potendo sopportare di spegnersi lentamente a causa di una rara forma di tumore al cervello?
Il mese scorso una ragazzina cilena di 14 anni ha preso spunto da lei e ha deciso di pubblicare un video in cui ha chiesto l’autorizzazione del presidente Michelle Bachelet per «dormire per sempre».
«Papi, sono stanca, non ce la faccio più. (…) E se muoio durante il trapianto?». La stanchezza di vivere tra ospedali e cure mediche, la paura di una malattia incurabile come la Fibrosi Cistica – che colpisce soprattutto i polmoni e causa infezioni spesso mortali – hanno preso il sopravvento sulla piccola Valentina Maureira, che ha visto morire  della stessa malattia un suo compagno di ospedale e che non ha mai potuto conoscere il fratello Mike morto a 6 anni della stessa malattia.

Il presidente Bachelet ha visto il suo video-appello ed è andata a trovarla in ospedale, dove le due hanno avuto una lunga chiacchierata affettuosa tra lacrime e sorrisi. La presidenta ha saputo cosa dirle, è una mamma e tra l’altro anche pediatra. Non sappiamo cosa precisamente si son dette, ma certo è che – ha riferito il padre – dopo il colloquio, la figlia, pur non cambiando idea, ha iniziato a vedere con occhi diversi, con più ottimismo, la sua malattia.
Sono trascorse circa tre settimane da quell’incontro con tanto di simpatico selfie tra la presidenta e la ragazza, in tanti hanno visto il suo video e Valentina ha ricevuto tanti messaggi di incoraggiamento sui social, e soprattutto delle visite che le hanno fatto riconsiderare la sua decisione: «Ho parlato con molte persone dopo aver pubblicato il mio appello – ha detto Valentina – e mi hanno portato a pensare molto e cambiare idea su quello che pensavo».

È venuta a trovarla Maribel Oviedo, una giovane argentina di Cordoba, che soffre anche lei di Fibrosi Cistica e combatte senza perdere la speranza. Ha subìto un trapianto di polmone, ma due anni fa, la sua sorella gemella, Marisol, non ce l’ha fatta ed è morta. Non per questo lei ha smesso di lottare.
Maribel ha contattato Valentina attraverso un amico su Facebook e ha organizzato un incontro. Così, Ernesto e Maribel sono andati in Cile e sono andati a far visita a Valentina presso l’ospedale di Santiago dove è ricoverata. Hanno viaggiato fin lì proprio per «incontrare Valentina e la sua famiglia e trasmettere un messaggio di speranza», ha detto Ernesto ad un quotidiano di Cordoba.
Ed è stato soprattutto questo incontro inaspettato a far cambiare idea a Valentina, chissà, forse avrà pensato che esistono al mondo persone disposte addirittura a viaggiare per incontrarla e dirle di non mollare, persone che le vogliono bene senza nemmeno conoscerla.
Forse questa vita vale la pena di essere vissuta.

Tutto è nato da un triste video, quello di Brittany, che ha fatto nascere in Valentina l’idea dell’eutanasia, ma alla fine, proprio grazie ad un altro video altrettanto triste, la situazione è cambiata da male in bene, proprio quando tutto sembrava perduto. Anche nelle vicende più tristi, possiamo, in fondo, trovarci del bene: tutto ciò ha consentito a Valentina di conoscere tante persone che capiscono benissimo cosa prova, provando loro stessi le stesse sofferenze e difficoltà, ma che hanno voglia di farcela, tanta speranza e coraggio; a capire che non è sola, che insieme il coraggio per combattere si può trovare e che la strada per sconfiggere la paura di soffrire e di morire non è la morte.

Rossella Rumore

Apparentemente distratta ma attenta e curiosa, con picchi di pignoleria - da far rimpiangere la Rossella assai disordinata e sbadata - soprattutto quando si tratta di chiamare le cose con il loro nome, senza se e senza ma... Amo scoprire le sorprese della vita e il mondo a poco a poco… Il mio motto preferito è quello dei ragazzi de La Rosa Bianca: "uno spirito forte, un cuore tenero"