Via dalla pazza folla

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Un film di Thomas Vintenberg. Con Carey Mulligan, Matthias Schoenarts. Sceneggiatura: David Nicholls. Fotografia: Charlotte B. Christensen. Genere: Drammatico. Produzione: DNA Film. Distribuzione: 20th Century Fox. Paese: GB, USA. Data di uscita: 17 settembre. Target: +14.

Bathsheba Everdene è una modesta ragazza di campagna che ama l’indipendenza e rifiuta l’offerta di matrimonio di Gabriel, un giovane pastore suo vicino. La fortuna vuole che Bathsheba erediti da un suo zio una grossa fattoria, che decide di dirigere da sola. Gabriel è ora uno dei suoi tanti dipendenti. William Boldwood,un proprietario terriero di mezza età che non si è sposato a causa di una delusione d’amore, di fronte alla bellezza della ragazza (e a qualche imprudente segnale di incoraggiamento da parte di lei), si decide a chiederla in sposa. Bathsheba rifiuta ancora una volta, anche perché si sente attratta dal sergente Troy, che finisce per sposare. I loro caratteri risultano presto inconciliabili e inoltre la donna scopre che Troy è ancora legato a un suo vecchio amore…

Wessex, 1874. Campagna inglese. Bathsheba Everdene è una giovane ragazza spensierata ed indipendente che vive nella campagna inglese insieme alla zia. Tra i vicini di tenuta vi è il signor Gabriel Oak, allevatore di pecore. I due si scambiano sguardi a lungo, finché il fattore non decide di farsi avanti con una proposta di matrimonio. La giovane rifiuta, perché considera il matrimonio una sorta di laccio e di cappio alla sua libertà. La sorte cambia il destino dei due. A seguito di un incidente, il signor Oak perde il suo gregge, mentre Bathsheba eredita una ricca fattoria di famiglia in cui lo spasimante finirà per fare il fattore.

L’Inghilterra perbenista e vittoriana non vede di buon occhio la posizione sociale della giovane, che oppone resistenza ad altri spasimanti, tra cui il signor Boldwood, considerato il miglior partito della contea e rimasto celibe dopo una delusione d’amore. Il cuore di Bathsheba non cede, non vacilla neppure davanti ad una seconda proposta di matrimonio. Sarà il sergente Troy, bello e dannato, a sconvolgerla e scuoterla, al punto da scappare in una fuga romantica con bel militare. Ma una volta spenta la passione, la convivenza tra i due comincia a risentire dell’insofferenza di lui, segretamente ancora innamorato di una giovane di cui non aveva più notizie.

Bathsheba è infelice. Nonostante il rifiuto, il signor Oak le resta accanto, salvando la tenuta più di una volta. Il suo amore per la giovane, viene coltivato nel silenzio, nella devozione e nell’obbedienza, resistendo anche alle circostanze avverse. Riusciranno i due giovani a ritrovarsi dentro la tempesta ed a riconoscersi?

Via dalla pazza folla è un nuovo adattamento cinematografico del romanzo di Thomas Hardy, che segue quello del 1969. La protagonista incarna il prototipo femminile così familiare alla letteratura inglese ottocentesca della giovane intelligente ed indipendente. Così come in Jane Austen o Emily Bronte, anche Bathsheba si interroga sull’amore e il desiderio di indipendenza ed emancipazione. Si può conciliare il desiderio di libertà con quello di appartenere a qualcuno? Si può amare senza sottomettersi all’altro? Ed è proprio questo grande e misterioso interrogativo sempre attuale su cui verte la narrazione, a tratti un po’ lenta e ridondante del film che, comunque, dá particolare risalto alla morale vittoriana, ipocrita e formalista, con cui è possibile fare un confronto con i tempi di oggi.

Preziosa è la fotografia del film che concilia con sapienza scene a campo lungo con i primi piani, dando risalto ai dialoghi più intensi, ma anche ai sentimenti più intimi in cui lo spettatore può immedesimarsi. Via dalla pazza folla, lancia un messaggio ancor’oggi attualissimo, in cui viene narrata con onestà distinzione tra passione e vero amore. Una pellicola da non perdere per gli amanti delle trasposizioni cinematografiche dei romanzi e dei soggetti in costume.

Valentina Ragaglia

Classe '91. Dottoressa in lettere moderne. Scrivo su diversi siti e portali online di informazione occupandomi di politica, cultura, attualità. Amo la mia terra, la Sicilia, perfetta sintesi poetica di assonanze ed ossimori. Adoro i gatti, il gelato, acquistare e leggere libri. Il mio motto è: «La bellezza nasce dai limiti, sempre.»