“Viaggiare apre la mente”, disse un saggio…

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L’estate, si sa, è il periodo dell’anno più opportuno per darsi ad una bella vacanza: al mare, su isole caraibiche, o in montagna, per godere dell’aria frizzante delle escursioni, o ancora in una bella città d’arte. Così, nei mesi estivi non possiamo fare a meno di essere  circondati da foto che ritraggono i nostri conoscenti al mare, o su un aereo, o dall’altra parte del mondo.

Da quando sono tornata dal mio ultimo viaggio, però, guardo quelle foto con occhi diversi.

E’ una bella giornata di maggio, la mia vacanza volge al termine, cerco il mio posto assegnato tra le file dei sedili e mi ritrovo ad avere un vicino d’aereo davvero interessante: un uomo sulla quarantina, pantaloni sportivi, inconfondibili occhiali da sole da viaggiatore e valigetta 24 ore. Nel momento in cui l’aereo sembra cominciare a ritardare la partenza, decide di fare conversazione con me. Ha un accento americano, ma parla l’italiano in modo impeccabile. Capisco che viaggia moltissimo per lavoro, e ne ho la conferma quando mi riferisce di conoscere ben sette lingue a causa degli affari di cui si occupa. Da una persona così, penso, ho solo da imparare: perciò comincia a raccontarmi dei suoi viaggi, degli usi e costumi che ha conosciuto, del buon cibo e dei panorami spettacolari che ha visto. Quando l’aereo finalmente decolla, mi dice di dover riposare un po’; lo guardo con tristezza, ero talmente affascinata dai suoi discorsi! Forse impietosito dal mio sguardo deluso, decide di scambiare ancora qualche parola con me, e chiude la nostra conversazione con una frase che ha tutti i requisiti per essere la morale di una fiaba: “Viaggiare apre la mente; conoscere le culture che ci circondano può significare innamorarsene, oppure non condividerle, ma certamente aiuta a tornare a casa più consapevoli della realtà in cui si vive, nel bene o nel male”.

Da allora, non posso fare a meno di chiedermi cosa ci sia davvero dietro un viaggio, di lavoro o di piacere che sia; quali siano le sorprese che esso possa riservare; quale cultura esso possa nascondere e rivelare al contempo.

Conoscere una cultura non significa solo sapere se in quel paese si osserva una religione, o si rispettano le donne, o se esistono i matrimoni tra persone dello stesso sesso. La cultura è fatta anche delle piccole cose: del modo di porsi della gente, dell’abitudine di dare del tu anche a uno sconosciuto, dell’offrire un caffè piuttosto che una tisana, del dare un bacio a mo’ di saluto piuttosto che una stretta di mano. È fatta, poi, del modo di vivere in società: del poter partecipare attivamente alla vita politica, del potere svolgere un lavoro piuttosto che un altro, del dover sostenere un tenore di vita più alto o più basso, del potersi avvalere dei trasporti pubblici o no; un viaggio può rivelare molti di questi aspetti di una cultura, e inevitabilmente si finisce per fare il confronto con la propria realtà. È per questo che “viaggiare apre la mente”, come diceva il mio vicino di aereo. Se un atteggiamento, o un’usanza, al di qua del confine sembra assurda, a pochi chilometri di distanza può scoprirsi essere una prassi: ciò apre nuovi orizzonti, toglie “paraocchi”, allarga la visione delle cose.

La chiacchierata con l’americano mi è servita a capire quanto sia importante viaggiare, e quanto dal confronto col “diverso” si possa apprezzare il proprio, o si possa provare il desiderio di migliorarlo. Del resto, sin dai tempi più remoti, solamente quando i popoli venivano in contatto si realizzavano miglioramenti o scoperte, e quegli stessi popoli si evolvevano.

Sta a noi, quindi, prenotare il prossimo biglietto, e scoprire cosa ci circonda, per innamorarci di esso, o per innamorarci ancora di più del nostro bel Paese.

Rossella Angirillo

Laureata in Giurisprudenza, ho sempre affrontato la vita con intraprendenza e determinazione: è difficile distogliermi da un mio obiettivo e non mi spaventano le nuove sfide. Tra codici e sentenze, nel tempo libero accontento la mia parte sognatrice: sono molto riflessiva, e mi piace affidare alla scrittura tutti i miei pensieri.