Viaggio al di là delle colonne d’Ercole

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Oggi viviamo in un mondo sempre più globalizzato, un mondo apparentemente più piccolo, dove i media rendono la comunicazione più facile e istantanea. In questo contesto siamo sempre più chiamati al confronto con l’altro, a misurarci con una cultura diversa, a conoscere la storia di altri Paesi. Tutto questo ci permette anche di approfondire le nostre origini e di essere orgogliosi della bandiera tricolore.

A me è capitato quest’estate. Grazie al Rotary Youth Exchange ho avuto la possibilità di vivere per il mese di agosto presso una famiglia statunitense nella citta di Missoula, Montana, dopo che Jenni, la ragazza che mi ospitava, era stata in Italia da me. Gli scambi a breve termine sono disponibili per candidati di due Paesi diversi e la loro durata è generalmente di 3-4 settimane in ognuno dei due Paesi preferibilmente durante il periodo estivo. Non è facile mettere per iscritto la ricchezza che mi ha dato questa esperienza: non si tratta solo di un viaggio oltreoceano in vista dell’apprendimento di una lingua straniera e della visita turistica negli USA. Queste settimane mi hanno dato tanto sia sul piano culturale sia sul piano etico.

Sono stata nella terra dei cowboy e degli indiani per eccellenza, nel Paese delle leggende e dei racconti attorno al fuoco, nella patria di orsi e cervi, nel quarto stato negli Stati Uniti per grandezza ma uno tra i meno popolati, tanto che si dice che il numero dei cervi superi quello delle persone. Conosciuto con il nome di Big Sky Country e Treasure Country, offre un cielo stellato che toglie la parola.

Difficile è credere che la città dove alloggiavo, Whitefish, avesse soltanto cento anni di storia e che il Montana è entrato a far parte dell’Unione soltanto nel 1889 quando, invece, la penisola italiana conta più di duemila anni.
Ora tornando a camminare nuovamente per il centro della città, i palazzi più antichi, il teatro, o anche semplicemente i negozi acquistano una loro preziosità. La Storia e la moda che si respirano tra le vie cittadine risaltano nella loro unicità. E si impara presto ad apprezzare di più la propria patria, la propria città. Tanti sono stati gli americani che mi hanno parlato dell’Italia come del gioiello dell’Europa e tanti sono stati coloro che hanno scelto la penisola italica come prima prossima meta. Finché non si viaggia e non ci si confronta con un Paese giovane come gli Stati Uniti diventa difficile rendersi conto della grandezza e della ricchezza che noi italiani possiamo offrire.

Lo scambio tra due ragazzi di nazionalità diverse consiste proprio nel saper dare e nel sapere ricevere, nell’imparare ad apprezzare e a riconoscere, e nel mettere in gioco sé stessi. E questo è ciò che è accaduto tra me e Jenni: ho constatato quanti liceali abbiano già un lavoro, mi sono stupita della facilità con cui ricorrono al burro, di quanto amino i film Star Wars e della popolarità del peanut butter & jelly sandwich. Cultura e mentalità diverse, ma stessi valori: una famiglia, quella che mi ha accolto, affettuosa e ospitale fin dai primi momenti a tal punto da farmi sentire quasi a casa. Ovviamente tutto ciò richiede più indipendenza e maturità: non c’è il genitore o l’amico che può accorrere in aiuto in caso di necessità, ma si diventa responsabili delle proprie azioni.

Ospitare un ragazzo straniero e poi essere a sua volta ospitati porta anche alla nascita di profonde amicizie. Si collezionano insieme tanti ricordi che rimangano indelebili nel tempo, segno di un sentito legame.

Ed è appunto in questo contesto che si è costretti a mettere in gioco le proprie capacità linguistiche, migliorandole sicuramente.

Dire che un’opportunità di tal genere apre orizzonti e arricchisce dal punto di vista umano non è affatto retorico: non si tratta, infatti, di un gap nella tua vita di ragazzo italiano. Al contrario è un periodo all’estero che diventa sinonimo di relazioni, di apprendimento e di scambio: un bagaglio che si custodisce dentro di sé per sempre e che si spartisce poi con gli altri, una volta tornati a casa.

Ci vuole sicuramente spirito di avventura, un briciolo di curiosità e voglia di vedere il mondo. Il resto è secondario: a tutti coloro che hanno in progetto un viaggio del genere dico di accantonare qualsiasi eventuale dubbio e di comprare il biglietto aereo senza riserve. Certo, si parte a scatola chiusa, ma il riscontro sarà più positivo delle aspettative.

 

Ventenne, con tanti sogni e progetti. Intanto studia Lettere Moderne. Quando può prende la valigia e se ne va. Non importa dove: ama viaggiare come scrivere. Si annoia facilmente, per questo ha aperto il suo blog www.ilblogletterario.com dove parla del bene e del bello nascosti nella quotidianità.