Videogiochi e cioccolata

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La cioccolata fa venire i brufoli e fa ingrassare.
Senza questi drammatici effetti faremmo enorme consumo di cioccolata; e non solo perché piace ma anche perché, grazie ad alcuni agenti chimici che provocano euforia ed eccitazione, è un efficace antidepressivo? il miglior medicinale contro la sindrome da “nonmiconsideranessuno”, com’è noto!

In epoca tecnologica anche i palliativi si evolvono e così scopriamo che i videogiochi rischiano di soppiantare la gloriosa cioccolata.
Ecco cosa riferisce Keith Bakker, uno specialista che da tre anni segue i giovanissimi pazienti che ricorrono alla clinica di Amsterdam che cura la dipendenza dai videogiochi: “Un ragazzo mi ha confidato che, per la seconda volta in vita sua, in clinica si è sentito amato ed accettato. La prima volta gli era successo in World of Warcraft?”.

Sentirsi amato ed accettato in un videogioco on-line: sembra un episodio da cartoon?
Il nostro cuore ha bisogno di battere per qualcuno o qualcosa e deve poter ambire ad un amore  che abbia canoni di bellezza e bontà all’altezza delle sue aspirazioni; se in questa ricerca viene frustrato o avvilito da soluzioni superficiali? lo perdiamo!

Non è un caso che il 95% dei pazienti della clinica suddetta sia al di sotto dei 23 anni: un cuore giovane ha un potenziale d’amore abissale e non si accontenta della presenza di genitori part-time o della compagnia di amicizie superficiali; e poiché la cioccolata non basta più, anche un ambiente virtuale come quello dei giochi on-line (e forse anche dei social network,  forum, ecc.) può offrire un orizzonte di senso alla propria esistenza estremamente coinvolgente.

In un altro articolo pubblicato su questo sito, qualche tempo fa si è discusso sugli effetti dannosi che possono provocare i videogiochi: allora l’attenzione era concentrata sul rischio di imitare eventuali comportamenti illeciti che alcuni videogiochi propongono; adesso ci troviamo di fronte ad un altro genere di problema di cui il videogioco si offre come inadatta soluzione.

Possiamo accontentarci di questa via di fuga o, forse, conviene tentare di affacciarsi su panorami molto più soddisfacenti?
Magari con una tavoletta di cioccolata in tasca?

 

Cogitoetvolo