Vite che si intrecciano

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2° classificato del concorso Una storia per la vita – 2012

Vince la partecipazione gratuita al Life Happening estivo dei giovani del Movimento per la Vita.

 

Guardo una foto di un paio di decenni fa, ritrae un nonno con il suo piccolo nipotino di un anno.

Subito nella mente iniziano ad affiorare i ricordi di tante e tante ore di questo bambino, trascorse col nonno e nasce spontanea dal ricordo tanta commozione e un sentimento di gratitudine per tutto quello che, bambino, ho potuto imparare da te, da te che sei il mio passato, una delle pietre viventi su cui poggia la mia giovane vita.

Già, perchè se non ci fossi stato tu, io non ci sarei nemmeno, perchè la vita nasce dalla vita, e la mia vita che nasceva era totalmente intrecciata con la tua che invecchiava e che nel suo invecchiare si apriva ad accogliere la mia piccola vita indifesa, a proteggerla e prendersene cura, a trasmettere quanto di bello portavi dentro, proprio come una radice attraverso il tronco dà la linfa ai più teneri germogli in cima all’albero: è il miracolo tanto antico e sempre nuovo della vita che nasce e che, diventata adulta, accoglie altre vite!

Mai prima d’ora avevo pensato alla preziosità del nostro rapporto, a quanto un incontro così scontato e così naturale come è quello tra un nonno e il suo nipotino possa essere stato stato così decisivo, marcando profondamente il corso delle nostre vite; tu, infatti, sei la finestra da cui mi affaccio per scorgere il mio passato e io la porta da cui ti apri al futuro.

Facendo un salto indietro nel tempo raffiorano emozioni e sensazioni ataviche che la mia memoria non ha registrato ma che porto come incise sul mio corpo e che mi dicono che ci sei stato quando sono nato e che mi hai cullato con amore nei miei primi mesi di vita, con quell’amore di nonno che completa quello dei genitori. Scorrendo le foto dei vecchi album di famiglia mi accorgo di come queste sensazioni corrispondono a fatti reali e mi commuovo vedendoti così orgoglioso e sorridente mentre mi tieni in braccio, piccolissimo e indifeso, pronto a prenderti cura di me, mentre la mamma mi prepara la pappa e il papà a lavoro suda per me: è una foto di famiglia, di una famiglia stretta attorno alla mia vita appena nata e così bisognosa di cure.

Poi arriva la memoria, e la commozione si fa sempre più viva ricordando le volte in cui sei stato tutto per me in cose che, se a un occhio esterno appaiono banali e scontate, in quel bambino che ero sono apparse così importanti da restare marchiate a fuoco nella memoria fino ad oggi.

Ricordo la volta in cui, con la fatica di un anziano malato di cuore, mi hai portato a Monreale con l’autobu, fino all’altro capo del paese per farmi vedere, per la prima volta nella mia vita, i bellissimi mosaici della cattedrale; quei mosaici davanti ai quali son rimasto estasiato; mosaici che mentre raccontano la storia della creazione e redenzione del mondo, a me per sempre racconteranno delle tue premure verso di me.

Penso a tutte le volte in cui mi hai portato in campagna nel tuo orto, di come mi hai insegnato a coltivare le piante e delle tante volte che avresti avuto mille lavori da fare e invece stavi con me a costruire capanne; ricordo di quando abbiamo piantato insieme i girasoli e i popcorn e della gioia che ho avuto quando mi hai portato a raccoglierli; era come un sogno e girando per la campagna mi sentivo un grande esploratore e inventavo mille giochi divertenti.

E come non pensare a quando mi hai insegnato ad andare in bici? Ricordo che ero in garage con gli amichetti e mi avvilivo perchè non riuscivo ad andare senza le rotelle, poi sei arrivato tu e con grande pazienza mi hai aiutato fino a quando ci son riuscito; e ora ci penso sempre, a distanza di tanti anni, quando giro per la città in bici, così sicuro che sarebbe impossibile pensare a come ero incerto e alla pazienza che hai avuto nell’insegnarmi a tenere l’equilibrio.

Infine penso a quelle volte in cui, ascoltando i tuoi racconti dei tempi passati, restavo affascinato e di quando la domenica mi venivi a prendere per portarmi in chiesa; o di quando mi spiegavi come si facevano le cose e di come eri felicissimo tutte quelle volte che restavo a dormire a casa tua… Tantissimi sono i ricordi che si affollano nella mente e che mi fanno pensare a quanto è stata preziosa la tua presenza nella mia vita.

Poi è arrivata l’adolescenza e non ho avuto più tempo per stare con te.

Adesso eccomi di nuovo, e per mia fortuna ci sei ancora; però ora i ruoli si sono ribaltati: non è più il piccolo nipotino ad aver bisogno delle cure del nonno ma è il nonno ad aver bisogno del nipote.

Quando mi ritrovo a stare con te, non solo per il piacere di farti compagnia o di dedicarti il mio tempo, ma per la necessità che hai della presenza di qualcuno che ti accudisca, pensando a quello che mi hai dato, vorrei dirti il mio grazie. Ma sarebbe inutile: la malattia e la vecchiaia ti hanno fiaccato così tanto che la tua memoria non raccoglie più nulla.

Quando ti guardo così, anziano e malato, ho difficoltà ad accettare che sei tu, che quel nonno che mi portava in giro, che aveva curato la mia vita nascente, ora sia lì a dipendere in tutto e per tutto dalle cure di quelle stesse persone che tu hai curato. Allora penso anche al dolore e alla sofferenza profonda che hai vissuto in questa vita, allo strazio di perdere giovane la tua sposa, alle difficoltà economiche, al durissimo lavoro e ai sacrifici per costruire la casa in cui abitiamo… non hai avuto una vita tutta rose e fiori, anzi; eppure da bimbo non mi avevi mai fatto capire niente di tutto questo.

A noi nipotini ci hai sempre accolto con un sorriso, regalandoci quello di cui disponevi: il tuo tempo. Riflettendo sul tuo gioire e soffrire, penso a quanto sia grande il dono della vita, di ogni vita, della tua vita, ricca di gioie ma anche piena di sofferenza, senza la quale io non sarei.

Cerco tra le tue vecchie foto e ti vedo giovane, forte e bello; alzo lo sguardo e ti vedo anziano debole e sofferente; allora capisco quanto sia preziosa la tua vita nello stato in cui si trova adesso, inerme e totalmente dipendente dalle cure di chi ti sta attorno, per qualcuno forse indegna di essere vissuta, ma per me, per te, per noi, per tutti quelli che ti stanno accanto, straordinariamente preziosa, intensa, ricca e sopratutto feconda; non perchè hai avuto dei figli ma perchè hai seminato amore e sopratutto adesso, nello stato in cui sei, sproni noi tutti a farci amore accudendoti disinteressatamente, proprio come facevi tu col tuo piccolo nipotino.

Adesso ti porgo un bicchiere d’acqua: ecco il mio grazie.

 

 

 

Mi piace tantissimo camminare immerso nella natura e usare le mie mani per dare forma a quel che c'è dentro la mia testa. Ho una passione per tutto ciò che esiste di bello e quindi per la mia Sicilia. Sono laureato in Scienze Storiche e non mi fermo mai davanti alle apparenze ma le scavalco per guardare oltre cercando di far vivere e diffondere la verità intorno a me. Da grande mi piacerebbe fare il giornalista o l'artigiano e il mio grande desiderio è formare una famiglia!