Viviamo la storia

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La storia dei libri sembra lontana. Eppure è in continua evoluzione. Molti giudicano senza conoscere. Dovremmo studiare un po’ di più.

Mi sento come se mi trovassi in una camera buia, privo di luce. E ho paura. Non so cosa stia accadendo, mi ritengo ignorante e ho paura di ciò che mi accade intorno. Il mondo è un luogo fin troppo misterioso. Chi sta a capo di cosa non è mai chiaro. Eppure non è impossibile risalire a determinate informazioni. Basterebbe studiare, ricercare tutto ciò che ci è scientificamente utile per spiegare un fenomeno sociale e politico.

Poi c’è chi, ingenuamente, crede di essere onnisciente al pari di Dio, di sapere come risolvere i più grandi problemi del 2000 come l’immigrazione, la crisi e il terrorismo. Siamo circondati da esperti di politica internazionale ed economia. Eppure, in realtà, in pochi capiscono cosa sta accadendo. Non mi sorprendo.

Presente e futuro sono vulnerabili tanto quanto il passato. Non dovremmo sorprenderci, eventi tanto stupefacenti, in fin dei conti, fanno parte della storia fin dall’alba dei tempi. Siamo solamente, per la prima volta, testimoni diretti dei cambiamenti. Viviamo un libro di storia che deve ancora essere scritto.
In pochi giorni siamo passati dal Brexit, all’attacco terroristico in Bangladesh, allo scontro tra due treni in Puglia, ad un nuovo attacco terroristico in territorio francese e, per chiudere – devo purtroppo dire momentaneamente- abbiamo il colpo di Stato fallito in Turchia.

E in tutto ciò non ho nominato tre eventi apparentemente meno importanti come gli Europei di calcio, la morte di Provenzano e l’uscita del videogioco Pokemon Go. Questi ultimi sembrerebbero notizie di minore rilevanza. Eppure sono i dettagli che fanno la differenza. Si tratta dell’ombra di una società in netto cambiamento.

Il calcio, per esempio, mette in campo sempre cifre più folli, soprattutto con l’ingresso in Europa di capitali stranieri sempre più ingenti. Diversi sono i progetti, più economici che sportivi, che partono dalla Cina.
Per quanto riguarda la mafia, Provenzano è ormai solo un nome. La sua morte non metterà fine alla mafia. Il malaffare è alla base della vita socio economica di tutto il mondo. Cambiano i nomi, ma l’uomo resta.
Infine Pokémon Go è, in apparenza un semplice videogioco, eppure è l’emblema di come la tecnologia stia parimenti influenzando le nostre vite e l’andamento della borsa.

Sono troppi gli aspetti che determinano un’epoca complicata come la nostra. Eppure gli adulti mi ripetono costantemente che sono fortunato perché ai loro tempi non avevano gli strumenti che ho io per informarmi. Potenzialmente ho tutto ciò che mi può essere utile per accendere la luce attorno a me, per dare una risposta vera a ciò che accade nel mondo. Non sono uno storico, ma potrei esserlo. Ma forse nessuno ha la voglia di capire le cause dei grandi eventi che ci circondano. Per Gramsci siamo solo “il peso morto della storia”. Eppure basta un po’ di sana curiosità per avere contezza della complessità del mondo. In fin dei conti, un “peso morto” non prende posizione contro dei carri armati e non dona il suo sangue per le vittime di una strage. Siamo ciò che vogliamo essere, basta volerlo.

Francesco Pirrotta

Sono uno studente di ingegneria. Amo la matematica, la lettura, la scrittura, l'attualità, lo sport e la politica. Sono un sognatore: sto coi piedi per terra, ma con gli occhi all'insù. La penna, per me, è solo uno dei modi che ho per migliorare il mondo.