Volevo essere Moccia

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Cari amici oggi presentiamo un curioso esperimento uscito recentemente in libreria: Volevo essere Moccia di Alberto Bracci Testasecca, simpatico personaggio, traduttore (soprattutto di Anna Politkovskaja, John Pilger e Eric-Emmanuel Schmitt) e scrittore. Lui non vuole veramente essere Moccia, in realtà. E’ uno dei personaggi del suo romanzo, scrittore impegnato ma di scarso successo, che si confronta con questo inquietante modello e si domanda se sia o meno un modello… E anche gli altri personaggi del libro, in realtà, si trovano ad avere a che fare con l’idolo dei mocciosi: una donna, ex tossicomane, si risveglia da un coma dopo 12 anni catapultata in un mondo di reality, euro… e libri di Moccia; un’altra donna cerca il marito perfetto che la possa amare con sospiri e passione come nei libri di Moccia; un ragazzo è tossico anche lui ma di videogiochi, e vive in un mondo virtuale, ecc. Insomma, un’ossessione…

Ma l’arguto autore di questo romanzo vuole far più che semplice satira: egli si interroga sul tipo di realtà in cui vivono (credono di vivere…) i lettori di questi romanzi mielosi e tra le righe invita a camminare con i piedi per terra invece di svolazzare 3MSC. Infatti la vera domanda è: esiste un moccismo? Quali sono le sue caratteristiche principali? Come se ne esce?

Ma fatevi voi stessi un’idea, ascoltando questa breve videointervista a Bracci Testasecca con un assaggio del libro che ne fa presagire l’intelligenza e il valore:

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SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Volevo essere Moccia
Autore: Alberto Bracci Testasecca
Genere: Romanzo
Editore: La Lepre
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 168
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.