Volevo essere più bella

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Questo è il pensiero che domina le menti sempre più giovani di chi decide di affidarsi alle mani, non sempre esperte e sicure, dei chirurghi plastici. Arrivano dalla Corea le storie più agghiaccianti: tra le tante, quelle di Seo (14 anni) e di molte sue coetanee per cui la chirurgia diventa fai-da-te. Possiamo solo immaginare lo shock e la preoccupazione di una madre che ha scovato nella borsa della figlia occhiali per rimodellare le palpebre, rollers per eliminare il grasso facciale in eccesso e mollette per restringere il setto nasale. Un vero e proprio kit che promette risultati come quelli delle celebrità che ispirano il mondo femminile, disponibile sul web a prezzi stracciati. Strumenti che circolano liberamente per le scuole, tra le mani di giovanissime che non vedono il lato oscuro della medaglia. Sempre in Corea la moda del sorriso colpisce principalmente donne tra i 20 e i 30 anni, che ricorrono a una nuovissima pratica chirurgica per sorridere per sempre. Si chiama “Smile Lipt”, un simpatico gioco di parole che unisce i termini lift e lip, e arcua gli angoli della bocca, atteggiandola ad un perenne sorriso degno di una bambola di porcellana. Magari bellissimo, ma pur sempre finto.

Ricorrere alla chirurgia plastica non sembra un problema per nessuno: i costi non sono più un ostacolo, perché ci sono cliniche nei Paesi dell’Est o del terzo mondo che offrono operazioni a prezzi accessibili a tutti. Oppure c’è sempre il fai-da-te. E le statistiche parlano chiaro: vale la pena investire sul settore della chirurgia estetica, che sembra non conoscere crisi. L’Italia infatti è al terzo posto al mondo per le persone che ricorrono ai ferri per migliorare la propria immagine. Le motivazioni possono essere tante e varie; si va dall’insoddisfazione personale e dal desiderio di somigliare alle star, alla sicurezza che un ritocchino possa attirare maggiori opportunità in campo lavorativo.

Molto spesso però l’operazione non è altro che l’inizio di una lunga serie di interventi che devono essere fatti per rimettere a posto gli errori commessi durante i ritocchi precedenti. Con risultati sempre più devastanti: basti pensare a Hunter Tylo, attrice famosa per aver interpretato Taylor Forrester nella serie tv Beautiful, che negli episodi della prima stagione mostrava una bellezza mozzafiato, mentre adesso costringe lo spettatore a duri esercizi di pensiero laterale per capire quali emozioni stia tentando di trasmettere. Sembra che indossi una maschera, come tutte le donne che si fanno ritoccare il viso. La risposta a questo effetto della pelle da bambola di porcellana ce la offre proprio la sostanza più utilizzata per far scomparire le rughe: il Botox.

Il Botox contiene il principio attivo della tossina botulinica, che è la proteina più pericolosa prodotta dal batterio Clostridium Botulinum. Per chi non avesse ancora fatto conoscenza con questo simpatico esserino, vi basti sapere che è il peggiore nemico di chi produce conserve. Se il contenitore non è sufficientemente sterilizzato, si corre il rischio che il batterio proliferi formando una colonia. Basta ingerirne una quantità nell’ordine dei microgrammi (un milionesimo di grammo) per morire di paralisi muscolare. E’ proprio per questo che riesce magicamente a far scomparire le rughe: distende al massimo il muscolo facciale, paralizzandolo. E dando quel meraviglioso aspetto alla V per Vendetta.

Il fenomeno della chirurgia estetica ha contagiato anche l’universo maschile, che ricorre al bisturi per avere tratti più maschili, per risultare più attraente all’altro sesso. I ferri sembrano la soluzione per ottenere quella bellezza tanto desiderata. Eppure se io vi chiedessi di descrivermi una bella immagine, voi pensereste a un tramonto, ad un cielo stellato, a una spiaggia. Pensereste alla natura. Questa bellezza, quella autentica, la stiamo perdendo di vista. Un oggetto o un’opera artificiale può certamente emanare bellezza, che però è fine a se stessa, ha un limite. E questo è perchè un oggetto non ha un’io interiore, non ha vita dentro di sè. Quello che io chiamo bellezza è la capacità di mostrare al mondo ciò che si ha dentro, di saper sorridere veramente: non solo con le labbra, ma con tutta l’anima.
Non posso che concludere con la mitica frase dell’attrice Anna Magnani, che guardando negli occhi il suo truccatore disse: «Le rughe non coprirle che ci ho messo una vita a farmele venire».

Federica La Terza

Ogni riccio è un capriccio, un'idea e una curiosità. Il bisogno di andare oltre la superficie, oltre ciò che appare, mi ha spinto a coltivare a livello accademico il mio interesse per la scienza. Di fronte a tutto ciò che passa sotto la lente di ingrandimento della mia curiosità, cerco sempre di ricordarmi che per trovare risposte bisogna fare le giuste domande.