Wall Street: il denaro non dorme mai

0

Un film di Oliver Stone. Con Michael Douglas, Shia LaBeouf, Josh Brolin, Carey Mulligan, Eli Wallach. Titolo originale Wall Street: Money Never Sleeps. Drammatico, durata 133 min. – USA 2010. – 20th Century Fox uscita venerdì 22 ottobre 2010.

2001. Gordon Gekko esce dal carcere dopo aver scontato la pena per le frodi attuate a Wall Street. Nessuno lo attende al di là del cancello. 2008. Gekko ha pubblicato le sue memorie e considerazioni sul passato e sul presente della finanza mondiale e le ha intitolate “L’avidita è buona?”. Intanto sua figlia, che si è rifiutata di fargli visita dopo la morte del fratello di cui lo accusa, ha una relazione con Jake Moore. Il giovane opera in Borsa sotto le ali dell’anziano Louis Zabel e crede nella possibilità di investire in un progetto finalizzato alla creazione di energia pulita. Zabel viene però messo in gravi difficoltà dalla diffusione di voci finalizzate alla sua eliminazione dal mercato e – non reggendo la pressione – si suicida. Da quel momento Jake si avvicina a Gekko il quale vorrebbe poter tornare ad avere un dialogo con sua figlia.

Per la prima volta Oliver Stone ritorna sui suoi passi rivisitando un proprio personaggio: il cinico e spietato “squalo dell’alta finanza”, Gordon Gekko.

Se nel 1987 il regista aveva messo in guardia il mondo dai brokers spregiudicati come Gekko che gestivano la finanza internazionale mettendo a rischio il risparmio di migliaia di investitori, oggi inseguire la meta del malaffare dettato dall’avidità individuale ed effettuare investimenti temerari lasciandosi alle spalle qualsiasi principio di responsabilità e senza essere tenuti a rispondere del cattivo uso del denaro altrui non fa più scalpore.

Da un punto di vista tecnico la realizzazione del film non è proprio impeccabile e risultano bizzarri e superflui l’impiego dello split screen e le scene in computer graphic, ma il messaggio di Stone è abbastanza chiaro e notevolmente profondo nell’evidenziare come l’economia abbia bisogno dell’etica per il suo funzionamento e nel sottolineare dunque la necessità di un concreto impegno di business ethics. Un’etica economica che prescindesse dal trascendente valore di un sistema morale di riferimento, come anche da uno sfruttamento disciplinato delle risorse naturali (quelle energetiche in particolare), rischierebbe inevitabilmente di perdere la propria connotazione, di prestarsi a strumentalizzazioni e di continuare ad essere funzionale ai fragili sistemi economico-finanziari esistenti, anziché correttiva delle loro disfunzioni. Per uscire dalla crisi (non solo economica) è opportuno dunque acquisire la consapevolezza circa la necessità di una più ampia responsabilità sociale dell’attività finanziaria e riconoscere che l’esclusivo obiettivo del profitto, se mal prodotto e senza il bene comune come fine ultimo, rischia di distruggere ricchezza e creare povertà.
In conclusione, si tratta di un film molto attuale e godibile pienamente anche da un pubblico non direttamente inserito nel mondo della finanza e degli affari.

 

[youtube width=”590″ link=”http://www.youtube.com/watch?v=oZ5lQQ8A5GM&”]

Studente di ingegneria, appassionato di cinema e musica.