Westworld – dove tutto è concesso: la serie tv dell’anno con più nomination agli Emmy

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Gli Emmy Awards 2017 si avvicinano: Westworld candidata con ben 22 nomination e per la prima volta è in gara una serie tv italiana

Si avvicina la data delle assegnazioni dei premi Emmy, l’equivalente degli Oscar per le serie televisive. Questa edizione vedrà in gara per la prima volta una serie televisiva italiana, The Young Pope, diretta da Paolo Sorrentino, con due nomination. Ma ad avere i riflettori puntati su di sé è Westworld, la serie evento dell’anno, che con ben 22 nomination è candidata a portarsi a casa un bel numero di premi.

Se siete appassionati del mondo cinematografico delle serie tv, saprete senz’altro che quest’anno non ha visto la produzione di nuove serie tv sensazionali: ci sono sicuramente stati anni più floridi. Westworld tuttavia rappresenta l’eccezione, perché in ogni singolo minuto di ogni episodio tutto grida al capolavoro e merita una menzione speciale.

La trama. Non a caso Westworld è stata nominata tra le migliori serie tv drammatiche. La storia ha come scenario un parco divertimenti a tema Far-West, un posto gigantesco in cui ogni giorno arrivano treni di persone che hanno voglia di vivere l’avventura della loro vita. Si tratta infatti di un parco molto particolare, popolato da automi identici in tutto e per tutto agli esseri umani. Come andrà la storia dipende infatti dal giocatore, dalle scelte che prende nel gioco, dai robot con cui decide di allearsi. I giocatori non possono essere feriti da nessun automa durante il gioco; questi ultimi invece possono morire e verranno poi resettati e rimessi ai loro posti di partenza al termine della giornata, quando il parco chiude. A capo di Westworld c’è il dottor Ford, esperto di automazione e creatore di tutti i personaggi che compaiono nel parco, i cui esperimenti vanno però ben oltre il divertimento. I suoi tentativi di far emergere una coscienza nella mente degli automi danno i loro primi frutti: il risveglio di alcuni di loro, tra cui la protagonista Dolores, porterà tuttavia a conseguenze molto dolorose.

Gli attori. Il cast di questa serie tv è veramente fenomenale. Anthony Hopkins veste i panni del cinico e indecifrabile dottor Ford, l’enigmatico creatore del parco, di cui fino alla fine non se ne comprende la vera natura. Mostro spietato? Freddo scienziato? Amorevole creatore? Impossibile capire le ragioni per cui ha costruito il parco e perché ha tentato di donare agli automi una coscienza. Evan Rachel Wood è invece la protagonista Dolores, l’automa più vecchio del parco, tra i primi ad essere stati creati. Ed Harris interpreta un cliente del parco, ossessionato dai segreti che esso nasconde, cerca di raggiungerne il centro, di capirne l’essenza, di trovarne una giustificazione, in una spirale di curiosità diventata crudele ossessione. Tra gli altri attori va sicuramente menzionata Thandie Newton, che nel gioco interpreta una prostituta che tuttavia non ha sempre ricoperto quel ruolo e i cui ricordi della vita passata cominciano pian piano a riaffiorare.

Le musiche. Ramin Djawadi, già autore delle musiche di Game of Thrones, è il compositore che ha curato la colonna sonora della serie. Dalla sigla alle musiche di sottofondo, non c’è dubbio che anche l’aspetto musicale sia stato curato nei minimi dettagli. Durante gli episodi è possibile riconoscere grandi brani di musica moderna, come Black Hole Sun Paint it Black, rivisitati in un sound western che ben si accorda con l’atmosfera del parco. L’inizio di ogni giornata, in cui gli automi vengono resettati per ricominciare il gioco, è accompagnato dallo stesso jingle, che sottolinea la ciclicità dell’oblio a cui sono condannati i personaggi.

La produzione. Dietro alla prima stagione di Westworld c’è un lavoro durato due anni, che ha visto impegnati dei grandi nomi del panorama cinematografico. La regia e le sceneggiature sono frutto di una collaborazione tra Jonathan Nolan (Memento, Interstellar, Il cavaliere oscuro) e la moglie Lisa Joy, che ha ricevuto la nomina agli Emmy per la sceneggiatura di Westworld. Ma tra i produttori esecutivi figurano altri due nomi che hanno fatto la storia delle serie tv americane: J.J. Abrams e Bryan Burk, entrambi produttori di Lost.

Le aspettative non sono state deluse: ora per l’attesissimo seguito dovremo aspettare il 2018. Sicuramente i fan non si annoieranno, perché la prima stagione è disseminata di indizi da scoprire ed è un piacere guardarla anche una seconda volta, forse con più attenzione. La prima visione è così stupefacente che tanti indizi passano infatti in secondo piano.

Federica La Terza

Ogni riccio è un capriccio, un'idea e una curiosità. Il bisogno di andare oltre la superficie, oltre ciò che appare, mi ha spinto a coltivare a livello accademico il mio interesse per la scienza. Di fronte a tutto ciò che passa sotto la lente di ingrandimento della mia curiosità, cerco sempre di ricordarmi che per trovare risposte bisogna fare le giuste domande.