Woman in Gold

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Un film di Simon Curtis. Con Helen Mirren, Ryan Reynolds, Daniel Bruhl, Katie Holmes. Paese: USA- Gran Bretagna. Durata:110’. Distribuzione: Eagle Pictures. Target:11+. Uscita: 15/10/2015.

Maria Altmann viene a sapere che il governo del suo paese ha deciso di avviare un piano di restituzione ai legittimi proprietari dei beni sottratti dai nazisti durante la guerra. Lei è nipote di Adele Bloch-Bauer, a cui Gustav Klimt fece un famoso ritratto. E’ proprio quel famoso ritratto che vuole recuperare. Per raggiungere l’obiettivo, decide di rivolgersi a Randy Schenberg, un giovane avvocato, la cui famiglia trovò rifugio in America durante la guerra. L’impresa appare molto difficile e la signora Altman inizia a scoraggiarsi….

Vienna, 1907. La casa dove vive Maria da bambina è un piccolo scrigno delle meraviglie. Come il ritratto delle zia Adele Bloch-Bauer, commissionato a Gustav Klimt e che campeggia, in tutto il suo splendore, nel bel salotto frequentato dagli artisti più importanti del tempo. Lo sfondo dorato che scintilla, la posa distante e malinconica sono le caratteristiche del capolavoro di Klimt, confiscato con la forza dai nazisti insieme a tante altre opere d’arte. A distanza di anni, in questo dipinto, Maria ha sempre rivisto la sua bella infanzia dorata, il rapporto strettissimo con gli zii paterni e con i genitori che l’hanno tanto amata, ma che ha dovuto abbandonare per fuggire in America non appena sposata.

Un distacco dai genitori che peserà per sempre nel cuore di Maria Altmann ormai vedova e senza più la sorella con la quale non andava molto d’accordo.
Ed è da qui che inizia la storia di questo film che ricostruisce la vicenda di questa donna di origini ebree che nel 1998 chiese al giovane avvocato Randy Schoenberg (nipote del compositore Arnold e alle prese con problemi di bilancio familiare) di aiutarla nella battaglia legale contro l’Austria per il recupero del prezioso dipinto di Klimt, appartenuto da sempre alla sua famiglia, staccato dalle pareti della sua casa dai nazisti e da allora esposto al museo Belvedere di Vienna.

Nonostante le difficoltà Randy (interpretato da Ryan Reynolds) all’inizio fortemente perplesso, decide di dedicare anima e corpo ad una causa reputata giusta, rinunciando anche ad un lavoro ben retribuito per far trionfare i valori della giustizia e per cercare di lenire il dolore di Maria (straordinariamente interpretata da Helen Mirren) dall’aria apparentemente austera, ma con un grande cuore.
Una donna che con grande dignità è riuscita a vincere la battaglia più grande: affrontare i ricordi di un doloroso passato e combattere la struggente nostalgia, provata nel rivedere la casa di Vienna. La sua storia ha avuto un lieto fine: a Maria Altman, morta all’età di novantaquattro anni, è stato riconosciuto il diritto di rientrare in possesso del quadro, vincendo anche l’indifferenza dei dirigenti del museo austriaco che al dolore umano hanno preferito contrapporre la fredda burocrazia e nei quali Maria ha rivisto l’arroganza e l’insensibilità dei nazisti.
Ma quando tutto finisce Maria, donna piena di umorismo, intelligente, decisa, e con una gran forza di volontà si accorge che nemmeno questa battaglia le potrà dare la pace. Determinata a riavere il quadro come forma di risarcimento per tutto quello che lei e la sua famiglia avevano subito, si accorge dolorosamente che nessuno potrà ridarle indietro i suoi genitori che hanno continuato a vivere per sempre nel suo cuore. L’ultimo atto pieno d’amore riamane allora quello di consegnare – attraverso il famoso dipinto di Klimt ora custodito per volontà della Altman a New York – un prezioso dono, pieno di riconoscenza all’America che l’ha accolta e le ha permesso di ricostruirsi una nuova esistenza.

La sua vittoria più grande che testimonianza una delle tante storie, che ancora oggi fanno rivivere una delle più drammatiche vicende storiche, fatta di sofferenze e grandi lutti personali che riescono a riannodare i fili di una memoria che non deve mai sbiadire. Concetto,questo, che nel film è bene interpretato da Daniel Brühl, nei panni di un austriaco deciso a non dimenticare le colpe dei padri e a chiedere perdono.

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia