World War Z

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Un film di Marc Forster. Con Brad Pitt, Matthew Fox, David Morse, Pierfrancesco Favino, Mireille Enos, David Andrews, Daniella Kertesz, Fana Mokoena, James Badge Dale, Elyes Gabel, Anthony Mackie, Ludi Boeken, Bryan Cranston, Ed Harris, Julia Levy-Boeken. Sceneggiatura: Damon Lindelof, Matthew Michael Carnahan. Produzione: Plan B Entertainment, Apparatus Productions, Latina Pictures, Paramount Pictures. Distribuzione: Universal Pictures. Paese: USA. Anno: 2013. Genere: azione, horror. Durata: 116’. Uscita nelle sale: 27/06/2013. Target:14+.

 Un’epidemia trasforma gli uomini in zombie.  Un ex rappresentante dell’ONU, Gerry Lane, si mette alla ricerca dell’origine e di una cura per il morbo. Anche se ha deciso già da tempo di abbandonare il lavoro per dedicarsi alla famiglia, Gerry sarà costretto a vestire i panni dell’eroe…

World War Z narra di una catastrofe a livello mondiale causata da un virus che trasforma l’uomo in zombie. Si tratta di esseri dalla fisionomia spaventosa, veloci come treni e agili come antilopi, che non attaccano per uccidere, bensì per infettare. Né uno schizzo di sangue, né una goccia di saliva: solo un morso è capace di contagiare l’uomo e farlo diventare un non-morto. Bisogna trovare una soluzione e anche in fretta, o altrimenti il mondo sarà popolato dai non-morti, e poi chissà.

L’unico barlume di salvezza sembra essere Gerry (interpretato da un ottimo Brad Pitt), che viene incaricato di trovare il “paziente zero”, colui che ha dato il via all’epidemia. Solo così il virus potrà essere isolato e analizzato, fino a trovarne un vaccino. Gerry non può respingere il mandato, perché, se lo facesse, la sua famiglia sarebbe abbandonata al proprio destino, mentre ora è in salvo su un’imbarcazione federale.

Il nostro protagonista, dunque, parte alla volta della Corea del Nord per poi far tappa in Israele e in Galles. Come aumentano il pericolo e la paura, così si dirada la possibilità di annientare gli zombie o quantomeno allontanarli dal pianeta terra. Fino a quando Gerry ha un’intuizione… Volete sapere quale sia l’intuizione? No, non posso dirvelo. O almeno, non sono io a doverlo fare: vi rovinerei il finale nel caso in cui non abbiate visto il film. E se avete qualche dubbio, tranquilli, il film vale il prezzo del biglietto. Non sarà un capolavoro cinematografico, ma è un ottimo intrattenimento, nel caso in cui abbiate un paio d’ore libere.

Tornando a noi (senza entrare nei particolari) posso dirvi che il finale non è in realtà una fine. Lo stesso Pitt, prima dei titoli di coda, afferma che “la guerra è appena cominciata”. Questo vi farà capire che gli zombie non sono completamente andati via. Più semplicemente (ma non tanto), la popolazione mondiale si è “camuffata” talmente bene, da passare inosservata agli occhi inumani degli zombie.

Un film che sa intrattenere, dunque. Certo è che all’inizio dà l’idea di una delle tante “americanate” di cui conosciamo ogni salsa: l’uomo ritiratosi a vita privata che ogni mattina viene svegliato dalle allegre incursioni delle figlie, una moglie bella, una casa lucente e ordinata. Tutto perfetto, come per le famiglie nelle pubblicità, fino a quando non sopraggiunge il caos e il tranquillo padre di famiglia indossa il mantello da supereroe. Nonostante questi dettagli visti e rivisti sugli schermi televisivi, World War Z non cade mai nello scontato.

E’ sicuramente diverso da “World War Z. La guerra mondiale degli zombi”, romanzo di Max Brooks da cui il film è stato tratto. La differenza sostanziale è data dal fatto che nel libro, l’autore stesso funge da giornalista che, a distanza di anni, intervista i sopravvissuti della guerra di zombie. Dunque, nel romanzo si narrano storie di vita, di paura, di coraggio, di reazioni, di lotte. Come quella di Gerry, certo, ma con l’unica differenza che sul maxischermo c’è spazio solo per la sua storia.

Un altro appunto bisogna farlo nuovamente sul finale del film, perché non è come quello che avete visto o vedrete nella pellicola. L’epilogo del film è stato riscritto quando già erano in atto le riprese. Questo perché, tra ritardi e liti varie, la produzione ha avuto parecchie difficoltà che hanno elevato di molto il costo e hanno costretto alla modifica di parti importanti. Dal copione originale Gerry sarebbe dovuto arrivare fino in Russia, dove avrebbe scoperto che il clima freddo e rigido rende gli zombie lenti e vulnerabili. Nel frattempo moglie e figlie sono state portate in un campo profughi nelle Everglades, dove la moglie, Karen, è costretta a concedersi ad un soldato. Lo stesso soldato contatterà Gerry per intimargli di non tornare in America, per non intromettersi nella storia nata tra lui e la moglie, ovviamente contro la volontà di quest’ultima. Per questo Gerry attraversa la Russia fino a sbarcare in America, ma il film rimane appeso, lasciando chiaramente fiutare il secondo capitolo di una trilogia.

Vi ho fatto questa soffiata ma, mi raccomando, dovrà rimanere un segreto. Il regista non dovrà sapere che vi ho detto questo epilogo alternativo. In ogni caso, ora sta a voi scegliere quale sia il finale migliore. Un’ultima soffiata, solo per voi: è stato finanziato anche un sequel di World War Z. Quindi, come direbbe un abile presentatore, lo vedremo alla prossima puntata!

Articolo scritto da Irene De Dominicis

http://www.youtube.com/watch?v=CTsQppL8DEc

 

 

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