KTEE: intervista alla pop star austrica
La musica di Katharina Aigner
Ciao KTEE! Qui a Cogito&Volo abbiamo adorato le tue canzoni, da Rock your life al più recente singolo Trust Issues. Quando hai iniziato ad appassionarti alla musica? E quali sono le prime canzoni che ricordi dalla tua infanzia?
Canto da sempre: da bambina, avevo un vecchio registratore che usavo per ore, registrando e analizzando la mia voce. Amavo Celine Dion o le canzoni del musical La danza dei vampiri, mi ha sempre resa felice cantare. Quando ho compiuto 8 anni ho imparato a suonare il flauto e ho continuato a suonarlo per nove anni, dopo di che mi sono concentrata esclusivamente sulla musica e, più tardi, sull’essere cantautrice.

Che artisti ti hanno ispirato, oltre a Celine? Se dovessi scegliere un artista con cui dividere il palco, chi sarebbe?
Qualche anno fa ho scoperto Jessie J: è diventata il mio idolo. Da allora ho cantato le sue canzoni per allenarmi, mi piacerebbe collaborare con lei se ce ne fosse l’occasione!
Oltre a Jessie ho tratto ispirazione da Whitney Huston. La sua voce era incredibile, è un peccato che ci abbia dovuti lasciare così presto: ho avuto la fortuna di assistere ad un suo concerto live, ed è stato meraviglioso.
Se dovessi scegliere una canzone in particolare di cui interpretare una cover, quale sarebbe?
Penso sceglierei una canzone di Jessie J, forse Flashlight o Masterpiece. Soprattutto quest’ultima ha delle strofe che apprezzo tantissimo: “Qualche volta cado faccia a terra, non riesco a colorare dentro ai bordi, perché sono perfettamente incompleta. Sto ancora lavorando al mio capolavoro”. Vuole semplicemente esortare a non arrendersi, ricordando che essere imperfetti è normale.
Se canto dal vivo tra le cover che porto sul palco ci sono I Knew You Were Trouble, di Taylor Swift, ed Ego, di Ella Eyre: adoro entrambe e in live suoniamo versioni acustiche di entrambi i brani.
Sei anche una cantautrice: vuoi condividere qualche dettaglio del processo creativo con noi? Come scegli i temi dei tuo brani, se prima viene il testo o la musica.
A volte canto delle mie esperienze personali: Push and Pull, ad esempio, parla del mio primo amore. Di solito, però, io e il mio team di scrittura ci sediamo insieme e discutiamo della vita, fino a che un argomento non si evidenzia tra gli altri e non iniziamo a scrivere a riguardo.
A volte prima viene la musica e poi troviamo le parole, ma quando scriviamo noi tre [KTEE, Petra Stambolija, Bern Wagner, ndr] le due cose vengono insieme.
Come hai vissuto gli ultimi due anni? Con la pandemia, com’è cambiata la tua arte?
Il Covid ha influenzato le mie performance live, ho avuto veramente poche occasioni per salire sul palco. Ho perso un frammento della mia identità, non mi sentivo più una cantante e ho avuto un blocco creativo, non è stato facile. Ho un altro lavoro, per cui mi sono dedicata a quello… E abbiamo registrato alcune canzoni.

I commenti dei fan ti aiutano a recuperare la grinta? Qual è stato il più memorabile?
Adoro ricevere messaggi dalla gente, soprattutto se le persone mi dicono che una mia canzone le ha toccate in qualche modo, gli è rimasta dentro. Mi piace conoscere i miei ascoltatori attraverso la mia musica: una ragazza un giorno mi ha scritto che un mio brano l’aveva aiutata a superare la fine di una relazione, è questo tipo di cose a rendermi felice.
Hai un cantante italiano preferito, se ascolti la nostra musica? Ti va di salutare i nostri lettori italiani in qualche maniera?
Devo ammetterlo, non conosco la musica italiana e non saprei menzionare un cantante! Però amo la pizza e il gelato e non vedo l’ora di visitare l’Italia. Se qualcuno volesse suggerirmi qualche canzone da ascoltare, accetterei volentieri un consiglio (sorride).
Ciao KTEE, grazie del tuo tempo!
Noi da parte nostra consigliamo l’ascolto di Trust Issues e degli altri brani di cui KTEE è autrice: se volete seguirla, ecco i link a Spotify, Instagram e YouTube. Ricordiamo infine che è possibile leggere l’intervista anche in lingua inglese.





