“Eppure mi rialzo” di Maya Angelou
Poesia dal forte impatto emotivo con un grande significato motivazionale
Ho sempre ammirato le persone che rinascono da situazioni difficili dando così prova della propria forza interiore. Gli individui che riescono a ricominciare dopo un fallimento sono resilienti: in psicologia, la resilienza è un concetto che indica la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.
A tal proposito, una persona che avrei voluto conoscere è senza dubbio Maya Angelou (Saint Louis, 4 aprile 1928 – Winston-Salem, 28 maggio 2014). È stata una poetessa, attrice e ballerina statunitense di colore.
Mi ha colpita in modo particolare la sua storia personale: all’età di appena 7 anni e mezzo, infatti, fu violentata da una persona conosciuta molto bene dalla sua famiglia. Una volta ricoverata fu informata che lo stupratore era stato rilasciato e che la notte successiva qualcuno l’aveva picchiato a morte.
Maya Angelou si sentì in colpa per la morte dell’aggressore in quanto pensava fosse stata colpa sua, considerando il fatto che ne aveva rivelato il nome alla polizia. A causa di questa convinzione, la Angelou smise di parlare per 5 anni. In questi 5 lunghi anni, come lei stessa testimonia in un video su youtube, per dimostrare “[…] How out of evil there can come good” ossia “come dal male può venire un bene” lesse ogni libro della biblioteca dei neri e tutti i libri che riusciva a farsi prestare dalla biblioteca dei bianchi. Fu il lungo silenzio a sanarle la ferita, un silenzio alleviato mediante la lettura. Una lettura così vasta che le permise di padroneggiare un lessico davvero ricco ed esprimere ciò che aveva da dire in numerosi modi, nonostante il suo lungo “letargo linguistico”.
Vi invito a leggere insieme questa sua poesia dal tono scherzoso ma allo stesso tempo maestoso perché sprigiona un messaggio motivazionale fortissimo: rialzarsi nonostante tutto. Ogni volta che i fattori personali e/o professionali intendono ferirci possiamo rialzarci più forti di prima. All’interno del componimento la scrittrice ribadisce ben dieci volte “mi rialzo”. Mi piace pensare l’abbia fatto per dare importanza al concetto e fare in modo che non ce lo potessimo scordare così facilmente…
Questa è la versione in inglese interpretata proprio da lei, a cui allego la relativa traduzione.
Eppure mi rialzo
Puoi infangarmi nella storia
con le tue amare, contorte bugie.
Puoi schiacciarmi nella terra
ma, come la polvere, io mi rialzo.
La mia sfacciataggine ti disturba?
Perché sei afflitto dallo sconforto?
Perché cammino come se avessi pozzi di petrolio
che pompano nel mio salotto.
Proprio come le lune e i soli,
con la certezza delle maree,
come le speranze che volano alte,
io mi rialzo.
Volevi vedermi spezzata?
Con la testa china e gli occhi bassi?
Spalle cadenti come lacrime,
indebolite dai pianti della mia anima?
La mia immodestia ti offende?
Non te la prendere così tanto
solo perché io rido come se avessi miniere d’oro
scavate nel mio giardino
Puoi ferirmi con le tue parole,
puoi trafiggermi con i tuoi sguardi,
puoi uccidermi con il tuo odio,
eppure, come la vita, io mi rialzo.
La mia sensualità ti disturba?
Ti coglie di sorpresa
Che io danzi come se avessi diamanti
alla confluenza delle mie cosce?
Dalle capanne della storia ignobile
io mi rialzo.
Da un passato radicato nel dolore
io mi rialzo.
Sono un oceano nero, impetuoso e vasto
che traboccante e gonfio avanza con la marea.
Lasciandomi indietro notti di terrore e paura
io mi rialzo
in un nuovo giorno miracolosamente chiaro
Io mi rialzo
Portando i doni lasciati dai miei antenati,
sono la speranza e il sogno dello schiavo.
E così mi rialzo,
mi rialzo
mi rialzo.





