La stella Betelgeuse – assisteremo alla sua fine?

Analisi di una stella al termine della sua vita

Alzando gli occhi al cielo è quasi immediato riconoscere la famosa costellazione di Orione. Quest’ultima si trova vicino all’equatore celeste e ciò la rende visibile in gran parte del pianeta dunque le sue numerose e luminosissime stelle sono da sempre oggetto di studio. Fra di esse spicca Betelgeuse, la seconda più luminosa con una magnitudine apparente di +0,58.

Il nome deriva dall’arabo e significa “gigante”, soprannome profetico dato che oggi sappiamo trattarsi di una supergigante rossa in stadi piuttosto avanzati del suo arco evolutivo. La stella infatti, distante 600 – 640 anni luce da noi e con una massa pari a 15 – 20 volte quella del Sole, presenta una serie di pulsazioni quasi regolari con periodo di circa 2355 giorni.

Trovandosi al termine del suo ciclo di vita, avendo quindi terminato il suo combustibile principale ovvero l’idrogeno, è terminata la sequenza principale della stella che ora risulta essere una supergigante rossa altamente instabile. Analizzando la sua attuale costituzione, si suppone che in passato fosse una stella della classe spettrale B dal tipico colore bianco azzurro. Dopo circa 8-10 miliardi di anni in questa condizione, l’astro è stato oggetto di numerosi collassi i quali, a loro volta, hanno innescato una serie di reazioni chimiche che hanno condotto Betelgeuse alla fase di supergigante rossa nella quale possiamo osservarla oggi. Tuttavia la sua fine è segnata. Molto probabilmente la stella morirà in un’esplosione epocale detta supernova di tipo II e qui giunge la fatidica domanda: quando avverrà?

Hubble European Space Agency Credit: Akira Fujii derivative work: Henrykus (talk

Recentemente sono stati numerosi gli articoli divulgativi dedicati alla scoperta di questo particolare astro e del suo imminente futuro, facendo aleggiare tra gli appassionati di astronomia la sensazione di una fine molto prossima. La realtà è però leggermente diversa. La stella attualmente, come ricavato da supposizioni legate alla sua luminosità periodica, si trova in una fase di fusione del carbonio in ossigeno e neon inducendo gli scienziati ad annunciare la sua imminente fine, ma in tempi astronomici!

La stella infatti morirà fra qualche migliaio di anni, un tempo molto lungo per noi osservatori terrestri ma estremamente breve se confrontato con le scale temporali tipiche dell’universo. Quindi cosa ha fatto scatenare questo improvviso interesse per Betelgeuse? La risposta è tanto semplice quanto ricorrente: le parole degli scienziati sono state mal interpretate, non contestualizzate e riportate dalla maggior parte dei mass media con sufficienza. Questo caos mediatico si può forse ricondurre alla recente scoperta di un calo della sua luminosità, che ha indotto ad immaginarci una fine molto vicina. In realtà, si è visto che dal 20 febbraio la sua luminosità sta iniziando ad aumentare nuovamente.

Crediti: Alma (Eso/Naoj/Nrao)/E. O’Gorman/P. Kervella

Ciò nonostante la stella Betelgeuse non ha smesso di stupirci ed affascinarci, così come tutte le sue compagne visibili nel cielo notturno. Le sue pulsazioni non permettono però di stabilire con certezza la luminosità e la portata della futura esplosione. Siamo solo certi che sarà uno spettacolo strabiliante per chi avrà l’onore di osservarlo.

In copertina immagine di ESO/L. Calçada – http://www.eso.org/public/images/eso0927a/

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Attratta dalla natura e dal mondo che ci circonda, ho sempre lo sguardo volto al cielo. Sono astrofila, divulgatrice scientifica, attualmente presso l'osservatorio G. Colombo di Padova, e studentessa di astronomia, all'università di Padova.

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