Quella droga naturale che ci fa fare strani sogni

La stranezza dei sogni in fase REM è forse da attribuire ad un allucinogeno naturale prodotto dall’epifisi durante la notte: quando la scienza rinnega Freud

Li abbiamo attribuiti alla peperonata mangiata per cena, allo stress, ma i sogni strani sono un fenomeno più comune di quanto immaginiamo.

Non per male, Freud

Quando si parla di sogni è impossibile non interpellarlo: Sigmund Freud con il suo L’interpretazione dei sogni ha plasmato la nostra cultura in merito (e buona parte, diciamocelo, delle nostre tesine di maturità). Freud fu un convinto assertore del fatto che soprattutto i sogni strani mostrassero quel lato della psiche umana normalmente celato sotto il super-io, il lenzuolo sociale fatto di convenzioni e codici comportamentali. E non fu un saccente spettatore: iniziò psicanalizzando da se stesso con Il sogno dell’iniezione di Irma.

Perché allora i neuroscienziati dicono che Freud fece un buco nell’acqua?
Analisi condotte con tecnologie di cui Freud non poteva certamente disporre hanno permesso di capire cosa c’è dietro il mondo dei sogni.

Sei pazzo ma è normale

Matthew Walker, docente di neuroscienze e psicologia presso l’Università di Berkeley, in California, sostiene che “il sogno è un momento in cui siamo palesemente psicotici“. Strano ma vero! Infatti:

  • chi sogna vede cose in realtà assenti, il che è una forma di allucinazione, la quale è per definizione una percezione senza oggetto;
  • crediamo a cose che è impossibile che avvengano, ovvero deliriamo;
  • siamo disorientati nella percezione spazio-temporale;
  • viviamo un’instabilità emotiva;
  • al risveglio spesso non ricordiamo niente: soffriamo di amnesia retrograda.

Vi ricorda qualcosa? È una stranezza che se avvenisse da svegli non faticheremmo a chiamare psicosi. Eppure fare strani sogni è un fenomeno fisiologico con un ruolo biologicamente ben definito: essere pazzi, in quel frangente, è normale.

Photo by Darius Bashar on Unsplash

I sogni, che avvengono nella fase REM del sonno, servono a creare una “terapia di gruppo” per i ricordi: il cervello infatti crea nuove connessioni e re-impasta le informazioni che ha registrato nel corso della giornata o della vita. Questo è importante anche a livello psicologico, perché dà una rielaborazione, per quanto assurda, della realtà: un modo innovativo di fare problem-solving e di sfogare lo stress quotidiano.

Una controprova è la deprivazione del sonno: questa ha costituito nella storia un vero e proprio strumento di tortura, perché il sonno (e con esso il sognare) è fondamentale.

Photo by Mathieu Stern on Unsplash

“La prima sostanza psichedelica endogena al corpo umano”

La dimetiltriptammina (per gli amici DMT) è una sostanza allucinogena conosciuta come droga d’abuso ma che è anche naturalmente presente nell’uomo.
Si trova infatti, benché a basse dosi, nel fluido cerebrospinale.

La sua struttura – e da qui anche il suo nome chimico- somiglia molto a quella della serotonina (5-idrossitriptammina), alla melatonina (N-acetil-5-metossitriptammina) e ad altre triptammine con importanti ruoli biologici. Pare che sia prodotta, specialmente alle 3 o alle 4 del mattino, durante la fase REM da parte dell’epifisi (una ghiandola cerebrale), e che sia importante per il funzionamento del cervello.

Photo by Jonas Verstuyft on Unsplash

Lo scrittore Terence McKenna, studioso dei fenomeni psichedelici, si chiese perché mai la scoperta della DMT non fosse riportata a caratteri cubitali su tutti i giornali. Non aveva tutti i torti: è una droga piuttosto singolare. Anche perché produce circa le stesse allucinazioni in persone diverse: si tratta spesso di alieni e creature ultraterrene.

Arrivano gli elfi, descritti anche come “palle basket ingioiellate che si dribblano da sé” ;“cantano, fanno cori e parlano in una lingua molto strana da sentire, ma la cosa più importante è che la puoi anche vedere, ed è estremamente confusionaria!”

da una conferenza di McKenna

Follia pura, no? Eppure accade in piccola scala, anche in voi.
Chissà cosa accadrebbe se ricordassimo ogni dettaglio delle nostre fasi REM, che sono quattro o cinque per notte. Altro che peperonata: ci chiamerebbero uno psichiatra!
O forse, finalmente, smetteremmo di chiamarla stranezza e le daremmo il suo nome più comune: scienza. E la useremmo per spiegarci tutti i misteri (neurologici e non) che ancora ci sono ignoti.

Per approfondire:
Per le neuroscienze ‘L’interpretazione dei sogni’ di Freud è tutta sbagliata. Ecco cosa succede davvero
DMT: Non si può immaginare droga o esperienza più strana

(Immagine di copertina: photo by Nick Fewings on Unsplash)

avatar

Su di me: il cielo stellato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.