Mi crederesti se ti dicessi che le stelle rosse sono le più fredde?
Fin da bambini ci insegnano a colorare di rosso il fuoco e di blu il ghiaccio. Ma per le stelle questa relazione tra colore e temperatura non vale.
Fin da bambini ci insegnano a colorare di rosso il fuoco e di blu il ghiaccio, con tutte le sfumature del caso. Crescendo ci rendiamo conto che è proprio così e giriamo il rubinetto rosso per l’acqua calda e quello blu per l’acqua fredda.
Ma questa cosa è sempre vera per qualsiasi cosa all’interno dell’universo conosciuto?
Il colore del calore
Non è così per le stelle, il cui colore dipende dalla loro temperatura.

Infatti, a temperature maggiori corrisponde il colore blu e a temperature minori il colore rosso.
In particolare, i diversi colori delle stelle sono determinati dalla lunghezza d’onda della maggior parte della radiazione visibile che emettono, in altre parole il colore di una stella dipende dalla zona dello spettro che accoglie il picco di emissione della stella stessa.

Infatti, secondo la Legge di Wien, il picco di lunghezza d’onda P al quale un corpo si trova ad emettere la maggior parte della propria radiazione è dato, in nanometri, da 2.900.000 diviso la temperatura superficiale in Kelvin del corpo stesso, cioè:
P = (2.900.000 / K) nm
Per esempio, il nostro Sole, la cui temperatura è circa 6000K, è una stella gialla;
a differenza, di una stella più calda come Sirio A (9000K) che si presenta di un bianco brillante.
Classificazione delle stelle
Le stelle vengono catalogate in classe spettrali a seconda del loro colore, della loro temperatura e delle loro caratteristiche fisiche e chimiche.

Sono state identificate sette classi spettrali che coprono il 99% delle stelle conosciute. Ogni classe corrisponde a una lettera dell’alfabeto: O, B, A, F, G, K, M (per ricordare la sequenza basta tenere a mente la frase “Oh, Be A Fine Girl, KISS Me!”), dove le stelle O sono le più calde e le K le più fredde.
Per suddividere meglio ogni singola classe, sono stati, inoltre, introdotti dei numeri aggiuntivi, da 0 a 9, che dividono ogni classe in decimi.
Tuttavia, questa classificazione considera soltanto la temperatura di una stella e non dice niente riguardo alla loro luminosità.
Per tale motivo, si parla di classe di luminosità che lega la temperatura alla luminosità e soprattutto alla dimensione.
- Ipergiganti – 0
- Supergiganti – Ia,Ib
- Giganti luminose – II
- Giganti – III
- Sub-giganti – IV
- Stelle di sequenza principale – V

Di seguito una breve ricostruzione della grandezza reale dei pianeti e delle principali stelle della nostra galassia:

Esiste uno strumento teorico che mette in relazione tra loro le principali caratteristiche di una stella e ci permette, inoltre, di poter confrontare tra loro classi spettrali differenti, esso prende il nome di Diagramma Hertzsprung-Russell.
Il diagramma H-R è essenziale per comprendere l’evoluzione delle stelle: grazie ad esso è possibile confrontare le predizioni teoriche dei modelli di evoluzione stellare con le osservazioni per verificarne la veridicità, per determinare l’età della stella e la sua composizione chimica.
Sono molte e diverse le stelle nel cielo, ma viste da quaggiù sembrano così tanto simili.
In copertina: immagine di Omega Centauri acquisita dal telescopio spaziale Hubble – NASA, ESA and the Hubble SM4 ERO Team






