Tra cielo e cemento, intervista a NUMB
Quella di NUMB “è una preghiera all’arte” che spesso riceve risposta. Guarda il Cielo è il primo EP dell’artista veronese, un lavoro di barre dolci, dove il Rap si mischia con soul e R&B, per raccontare una vita densa di sensazioni e avvenimenti.
Il suo EP è uscito da circa una settimana quando NUMB, nome d’arte di Filippo Toffanin, si collega con noi in videochiamata. Si trova in studio di registrazione a Verona, dove è presente anche Tokyo, suo producer ed inseparabile compagno di viaggio che lo ha affiancato in tutte le 5 tracce di Guarda il Cielo. Il clima è indaffarato ma NUMB riesce velocemente a rilassarsi ed aprirsi, rivelando una personalità densa tanto quanto i brani pubblicati.
Mentre scrivevamo l’EP ero pieno di emozioni, dopo il release party a Verona mi sono svuotato completamente e non sto scrivendo da un mese e mezzo. Adesso devo riprendermi un pochettino, vivere un po’ di esperienze, suonare in giro.
Effettivamente la pubblicazione di Guarda il cielo è il punto di arrivo di un percorso iniziato molto lontano, nel 2016, quando NUMB, che si definisce un ragazzo cresciuto per strada, faceva freestyle con gli amici per divertirsi, ma anche per scrollarsi di dosso alcune vicende dolorose che la vita gli ha messo davanti e sulle quali si è coraggiosamente esposto in alcuni dei nuovi brani: «Piano piano, cominciando a scrivere qualcosina ho capito che riuscivo a comprendermi con quel mezzo, riuscivo a capirmi. Confrontandomi con un foglio riuscivo a leggere bene quello che sentivo della mia vita e da lì ho detto: ma perché non raccontarlo alle persone? E ho cominciato a registrare. Subito ho avuto un rapporto conflittuale anche col microfono, perché la mia voce non la riconoscevo. Poi mano a mano ho preso più confidenza e anche l’opinione altrui mi ha sempre condizionato in positivo, mi hanno sempre incentivato a fare questa cosa e sono andata avanti».
Poi l’incontro con l’etichetta bolognese MAKETHASOUND ha trasformato quello della musica in un gioco più serio, portandolo a pubblicare, a partire dall’estate 2023, una serie di singoli, tra cui la struggente Zacinto, Fatti d’Aria e Speed Date, un featuring con il suo concittadino Orlvndo. Ora a completare l’EP tre ulteriori brani: Guarda il Cielo, Briciole di Pane e Lacrime Dolci. Anche l’artwork che si trova in copertina nell’EP, insieme a quelli che hanno accompagnato la pubblicazione dei singoli, fa parte di un percorso a tappe che viene scandito e precisamente di un processo di emersione:
«Il cemento l’ho voluto perché rappresentasse la strada dove siamo cresciuti. Nell’artwork Taki è stato bravissimo perché ha proprio colto il messaggio che volevo lanciare. Io non sto guardando il cielo, io guardo il cielo attraverso il riflesso della pozzanghera. In Guarda il Cielo, la prima traccia, nei canvas (su Spotify ndr) è tutto buio, solo uno spiraglio di luce, poi in Zacinto sono sott’acqua, in Briciole di Pane sono immerso a metà, in Fatti d’aria sono sopra l’acqua. È tutto un gioco di livelli. Nell’ultimo post che ho fatto su Instagram, poi, ci sono le stesse montagne della copertina e sono io che guardo il mio processo, che lo osservo e lo descrivo»

Se, come abbiamo fatto noi, vi addentrerete nel suo profilo Spotify per ascoltarlo troverete uno statement molto chiaro “LA MUSICA E’ SOLO UN MEZZO”. Ma per cosa?
«In un’epoca in cui tutti cominciano a fare musica o a scrivere canzoni solo per denaro, per successo, quella frase significa che per me è tutto il contrario. È un mezzo, è come la tela, come la scultura. È qualcosa che ti trasporta, dove? Non si sa. Sicuramente a tutte le persone che ti ascoltano perché senza pubblico non ha senso di esistere. È come fosse un furgone che trasporta emozioni e concetti. Ma non so ancora dove. Ed è questo il bello di fare musica secondo me».
C’è una commistione di generi musicali nella produzione artistica di NUMB, il cui stile potremmo definire un misto tra rap, trap, soul e R&B, non troppo lontano dal repertorio di Rancore – che cita fra i suoi mostri sacri – ma che si spinge addirittura oltre in morbidezza del sound, andando a sconfinare nel pop. La durezza delle suo barre, talvolta scritte con la foga di un fiume in piena – e si sente – viene smussata trasformandole in barre dolci. Insomma, la musica di NUMB vive di una doppia natura alla quale non ha nessuna intenzione di rinunciare.
«In generale ascolto pochi artisti americani, Frank Ocean, Ray Charles, Aretha Franklin. Tutto quello che riguarda le melodie e la topline viene da lì. Il rap americano meno, in fatto di flow ed attitudine penso di essere più affine al rap italiano. In Italia ho un unico idolo che è Nayt, mi fa dire: “Ok, questa roba si fa così”. Per il resto da giovane ascoltavo molto MOSTRO, Rancore, Frah Quintale e Caparezza».

La stessa doppia natura che troviamo nei suoni di Guarda il Cielo (EP) ci rendiamo essere rispecchiata nelle tematiche trattate. Un primo filone narrativo è quello focalizzato su un racconto dell’emotività più classico, che coinvolge l’amore romantico (Zacinto e Fatti d’aria) , ma anche la voglia di avere successo, come accade in Briciole di Pane.
Do’ valore a quello che conta,
Strofe del brano Briciole di Pane
mi riparo all’ombra di un desiderio,
la libertà è dare forma a un credo,
attraverso il rap farò ciò che devo
«Ci sono canzone che scrivi tu e canzoni che sembra te le scriva qualcun altro, mi sono ritrovato anche con altri artisti a parlare di questo. Per me Briciole di Pane si è scritta da sola. È venuta fuori da se il significato gliel’ho dato dopo. Di alcuni brani che ho scritto ho questa sensazione qua. Non riuscivo più a scrivere ero un po’ bloccato. Stavo girando su You Tube, è uscito un typebeat ed è uscito tutto in modo naturale e penso di averla scritta in mezzora e da lì ho capito cosa avevo dentro. Io ho chiesto all’arte di ascoltarmi, è stata una preghiera all’arte».
Ma cosa scatena questi momenti creativi? « La musica, la melodia. Rancore ne tratta in un disco (XENOVERSO) e quando l’ho ascoltato ho detto “ok allora non sono matto”. C’è un interludio di lui che parla con un viaggiatore del tempo più grande di lui e dice che ogni tanto sembra che le parole abbiano una loro società delle emozioni e che vivano per conto loro».
E la musica ha fatto da padre,
Strofe del brano Guarda il Cielo
quando ho visto mamma dal vetro di un carcere,
E la musica ha fatto da madre,
quando ho visto papà dal vetro di un carcere
Un secondo filone narrativo è quello contenuto in Guarda il Cielo e Lacrime Dolci, tracce scrupolosamente custodite fino all’uscita dall’EP, che trattano in maniera coraggiosamente esplicita il vissuto familiare di NUMB, che il quale si è dovuto scontrare con l’esperienza del carcere sulla pelle dei propri genitori. Ci ha raccontato che per lui la scrittura di questi due brani è stata occasione di sfogo ma anche di vivere con una certa ritrosia l’idea di utilizzare questa vicenda come argomento di punta della sua produzione musicale e di voler scongiurare in tutti i modi la strumentalizzazione commerciale di un dolore, che per lui, non dovrebbe essere oggetto di vanto, ma di riflessione e cura.
«Lacrime dolci è un altro pezzo nella stessa formula di Briciole di Pane, è uscito in un momento disperato. Ero a casa non c’erano i miei e stavo malissimo. Ho cercato un beat per tirare fuori questo dolore che avevo dentro e le domande me le sono fatte dopo che l’ho scritto. Avevo paura di pubblicarlo perché siamo in un’epoca dove il dolore viene strumentalizzato, in tanti ambiti, dal rap gangsta a quello un po’ più soft. (…) Avevo paura che venisse strumentalizzato dagli altri o di venir frainteso io stesso nello strumentalizzarlo. Tanti parlano di determinate situazioni, tipo “io ho un amico che è in galera” e lo fanno per darsi un tono. Invece la realtà andrebbe descritta per come è, dovresti parlare di un problema, non di qualcosa che è positivo. Avevo paura che la gente lo cogliesse in questo senso e la gente l’ha anche colto in quel senso e nonostante mi faccia i complimenti non ha capito il pezzo fino in fondo. Spero che sia arrivato a più persone il significato reale del brano».
Cantare di questa tematica non vuole però essere solo un esercizio liberatorio, tanto che quando chiediamo a NUMB se ha un messaggio positivo per tutti coloro che hanno vissuto esperienze simili, ci risponde:
«La prima cosa che voglio dire è di prendere quella rabbia che hai contro lo Stato, che per te è il cattivo in quel momento lì e renderti conto che tu non puoi fare nulla. Entrano in gioco delle dinamiche di famiglia molto complicate. Io consiglierei di trovare una valvola di sfogo e riuscire a canalizzare quella rabbia, quel senso di impotenza. E poi circondarsi di amore, di persone che vogliono il nostro bene. Sembra una banalità ma l’amore ci fa sentire immortali».
Guarda il Cielo è una prima raccolta musicale densa nella scrittura e nei suoni, dove è impossibile non notare l’ambivalenza del suo autore che si divide tra la voglia di leggerezza e libertà, rappresentata dal cielo, e dalle sonorità più soft e la dura realtà, fatta di cemento, vetri, sbarre che NUMB si ritrova sempre a guardare con la coda dell’occhio, probabilmente sempre più conscio del fatto che questa sia ormai parte indispensabile di lui e prezioso impulso per la sua produzione artistica.
Trovate il profilo Instagram di NUMB qui
LEGGI ANCHE: RUMORE BIANCO: i FRENÈSYA presentano il nuovo EP





