Quel che resta dell’Eurovision, oltre la vittoria
Dalla gioia per il trionfo italiano alla sosia di Dua Lipa, passando per gli effetti speciali della Grecia: tutto quello che ricorderemo di questo ESC
In occasione della ripresa dell’Eurovision Song Contest come evento live a Rotterdam, la redazione di Cogito et Volo ha deciso di dedicarvi un breve speciale composto da articoli e contenuti social su Instagram e Facebook. Nei giorni del festival rimarremo aggiornati sulle performance in gara, senza dimenticarci di passare dal viale dei ricordi, per poi concludere con un commento finale dopo la serata conclusiva, il 22 maggio. Troverai tutti gli articoli dello speciale Qui
Scrivere un commento finale su un evento non è mai stato così facile: We are the champions, my friends!
Dopo Gigliola Cinquetti e Toto Cotugno, i Måneskin riescono finalmente a trionfare. Ci dimostrano che osare, presentando al mondo un’immagine svecchiata e dinamica della musica italiana, non è un pericolo ma piuttosto la chiave del successo. Inoltre, la loro vittoria, che comporta lo svolgimento in Italia del prossimo Eurofestival, sembra dettare l’agenda molto chiaramente: entro maggio 2022 la musica dal vivo ha l’obbiettivo – per non dire l’obbligo – di ripartire a pieno regime, senza spazio per le timidezze e i ripensamenti degli ultimi mesi, come d’altronde abbiamo potuto osservare nell’Ahoy Arena di Rotterdam.
Zitti e buoni, ma pur sempre campioni
‘Non succede, ma se succede…’ è stato il mantra ripetuto infinite volte da Gabriele Corsi e Cristiano Malgioglio durante il loro commento live su Rai 1, e poi è successo, e i due hanno anche tentato di improvvisare goffamente lo spogliarello che era stato promesso in caso di vittoria. I pronostici in effetti erano già tutti in nostro favore, ma le false speranze degli anni passati, l’unica esibizione a tarda sera e soprattutto l’imprevisto sorpasso della Svizzera nei voti nazionali, ci hanno tenuti col fiato sospeso fino all’ultimo. Sono stati i 318 punti, assegnati in proporzione al televoto, ad incoronare definitivamente i Måneskin.
Un sogno per una rock band di ragazzi tra i 20 e i 22 anni, che nello stesso anno ha conquistato una doppietta così importante come Sanremo e l’Eurovision, e che probabilmente aspirava a una carriera internazionale sin dagli esordi. Non scordiamo che il loro primissimo singolo, Chosen, uscì in un ottimo inglese, come parte del loro album di debutto, e ora Victoria De Angelis ha già preannunciato sui suoi canali social un futuro tour in tutte le città europee. Che dire, il rock è una lingua universale. Probabilmente questo evento lascerà anche qualcos’altro ai Måneskin: una pronuncia corretta del loro nome, che finalmente è stato recepito come ‘Moneskin’.
Momenti iconici e somiglianze
Non fossilizziamoci sull’Italia: ci sono tanti momenti e particolarità che ricorderemo di questa edizione dell’ESC. Procediamo dunque con ordine.
Vi starete chiedendo in tantissimi come sia stata realizzata la particolare esibizione, con tanto di uomini invisibili, di Stefania, concorrente della Grecia. La risposta come avrete intuito è il green screen, di cui il magico mondo di Tumblr ci fornisce una prova. Rimane tuttavia non chiaro come l’esibizione con effetti speciali possa essere stata realizzata durante il live, facendo sorgere il sospetto dell’utilizzo di una registrazione per parte della performance.

Un’altra cosa che abbiamo capito in questo Eurovision è che il trend imitazione di Beyoncé\Shakira rimane sempre forte anche col passare degli anni. Ce lo confermano le performance dell’Albania e del vivace trio Serbo.
Rimanendo in tema di grandi star internazionali ci si accorti che è possibile ravvisare una forte somiglianza, stavolta più naturale che ricercata, tra la giovane rappresentante della Romania, Roxen – eliminata insieme alla sua Amnesia nella prima semifinale – e Dua Lipa. Vedere per credere.
Ultima consapevolezza acquisita quest’anno è la velocità con cui gli Hooverphonic, la band rappresentante del Belgio – non proprio sconosciuta grazie ai suoi singoli Anger Never Dies (2010) e Romantic (2018) – cambia voce solista. Si sono infatti presentati a questo grande evento con Geike Arnaert, già precedentemente loro cantante tra il 2000 e il 2008, dopo che nel 2018 avevano però annunciato e prodotto un album con la giovane fiamminga Luka Cruysberghs. Ma non solo, approfondendo la questione si scopre che in trenta anni di attività sono state ben sei le voci femminili a susseguirsi nella composizione della band. Come alle scale di Hogwarts, a loro piace cambiare.
Punteggi taglienti
La votazione degli Stati nella serata finale è uno dei momenti geopolitici più delicati dopo le riunioni dell’ONU, motivo per cui ogni anno si creano cuori infranti e storiche inimicizie, tipo quella fra l’Italia e San Marino.

Bisogna dirlo: Regno Unito, quest’anno tra Brexit e le fastidiose varianti ci hai spezzato il cuore e questo è il risultato, zero punti per James Newman, vai in un angolino e torna quando avrai riflettuto sui tuoi sbagli.
La quasi vittoria della Svizzera d’altra parte ha lasciato interdetti in molti, che non si erano soffermati ad ascoltare il pezzo in francese cantato da Gjon’s Tears, in quanto mai dato dai Bookmakers come possibile vincitore. Qualcosa è sfuggito all’occhio inesperto dello spettatore che invece è stato colto dalle giurie di qualità? Quello alla Svizzera nasce come voto strategico pensando che venisse notata da pochi? Non sappiamo, possiamo solo ricordare che l’ultima vincitrice per lo stato cuscinetto fu Celine Dion nel 1988, e complimentarci con il loro partecipante per avercela quasi fatta.
Un’ultima nota per la dolcissima melodia del Portogallo, apprezzata da molti dopo la presentazione nella seconda serata, la cui posizione è rimasta tristemente troppo bassa in classifica e che speriamo venga premiata da un buon successo radiofonico.
Su questo sound io vi lascio, dandovi appuntamento al prossimo anno, per la nostra partita da giocare in casa, dove con un pizzico di fortuna potrebbe esserci un vero e proprio reportage da sotto il palco dell’Eurovision!
Un ringraziamento speciale alla Georgia, alla Croazia e all’Ucraina per aver assegnato il punteggio massimo all’Italia, a tutti i telespettatori europei che ci hanno votato e anche Ticketone che renderà facilmente reperibili ed economicamente accessibili i biglietti per il prossimo ESC (ci siamo intesi?)





