BE THE COWBOY: L’album che vi siete persi e che ringrazierete di aver scoperto

BE THE COWBOY: L’album che vi siete persi e che ringrazierete di aver scoperto

Live come spettacoli teatrali, atmosfere oniriche avvolgenti, Be The Cowboy è un album rappresentativo della nippo-americana Mitski.

L’album

Be the Cowboy è il quinto album in studio di Mitski, pubblicato il 17 agosto 2018. Vi chiederete perchè spolverare un album di 7 anni fa, in questo panorama musicale che corre a velocità supersonica. Corre, è vero, ma non sono pienamente sicura che si evolva, quindi possiamo prenderci la licenza di cercare nel passato qualche perla che ci siamo persi. Le sonorità di questo album sono in ogni caso così innovative e visionarie che non appartengono a nessuno spazio temporale, sarà forse questa la formula per un album che sopravviva nei secoli?

Un lavoro artistico di qualità, e quindi non iper inflazionato, è per me quello che resta in parte nel mistero, che stimola la nostra curiosità, che ci fa voler sapere di più. Uno spiraglio di luce che ci invita ad entrare, per poi finire in un mondo magico da cui non vogliamo più uscire. Ed è quel mistero che così ci affascina, qualcosa che può essere solo nostro e non alla mercé di tutti. Il brivido di ascoltare (e non sentire) ti pervade e magari ti scende anche qualche lacrimuccia per un testo che ti rappresenta talmente tanto da far paura. Se mettete in atto le giuste precauzioni, vi auguro che questa magia accada nell’ascolto di questo album, come è successo a me.

BE THE COWBOY: L’album che vi siete persi e che ringrazierete di aver scoperto

I temi

I temi ricorrenti includono la solitudine, il cuore spezzato, l’amore non corrisposto e l’alienazione. Ebbene sì, Mitski è una di noi e non nasconde di esserlo, anzi ne fa la sua forza e la sua immagine. Incasellarla nel termine indie viene veramente facile, nonostante il successo mondiale che ha riscontrato negli ultimi anni, dato che questo album è disco d’oro in Gran Bretagna e ha raggiunto le Top 10 di molte classifiche internazionali, incluso il Billboard 200 negli Stati Uniti. I seizeri negli ascolti di Spotify farebbero girare la testa a chiunque, ma Mitski non si è mai discostata dalla sua immagine unica e genuina. Basti guardare i suoi live, simili a dei veri e propri spettacoli teatrali, con pochi oggetti in scena, outfit da ogni giorno e il minimalismo che l’ha sempre contraddistinta.

Vero è che non c’è bisogno di fronzoli quando un’artista sa esprimere una grandissima intensità solo con un gesto. Spazio alla musica, agli arrangiamenti insoliti per il pop, alle sonorità raffinatissime, ai suoni dissonanti e agli assoli hardcore e addio a melodie trita e ritrita, rigide strutture e testi banali. Se come me avete una passione per la musica malinconica e struggente qui troverete pane per i vostri denti e troverete soddisfazione alle vostre perversioni sonore. Spero siate già rodati su artisti di questa scuola come Lana Del Rey, Lorde, Florence + The Machine.

BE THE COWBOY: L’album che vi siete persi e che ringrazierete di aver scoperto

A Pearl

Non saprei bene da dove iniziare per raccontare quello che provo per A Pearl, che si merita il posto nella mia Top 5 delle canzoni preferite. Il legame che mi attanaglia a questa canzone è intimo e personalissimo, ma ha toccato i cuori di molti altri, dati i milioni di ascolti. È un mix perfetto tra arrangiamento e suoni, un piccolo capolavoro delicato ma allo stesso tempo straziante. La famosa montagna russa di emozioni, di cui parlavo prima, qui vede il suo compimento, diventando un treno diretto verso l’universo dai picchi emotivi che raggiunge. È una di quelle canzoni che più la ascolti e più la ami, e dopo l’ennesimo ascolto, riesci ancora a stupirti e a trovarci nuove sfumature.

Il testo è forse la componente più forte, Mitski ci parla di come culla il suo dolore, come se fosse una perla che lucida con cura durante la notte. Questa dolce ossessione verso il suo abisso non le permette però di guardare alla luce di un nuovo amore, pronto ad accoglierla. Il testo è poetico proprio grazie alla creazione di queste immagini, e i concetti così minimali e impliciti lasciano una scia di mistero che permette ad ognuno di trovarci quello che vuole. La raffinatezza di questo brano sta nell’accostare momenti di pathos e di rabbia a una dolcezza che ci culla, come ad accettare stoicamente il nostro destino e lasciarci andare al flow.

Durante l’ascolto chiudete gli occhi e aprite il cuore senza paura di farvi male, e con il coraggio di farvi travolgere.

It’s just that I fell in love with a war

Nobody told me it ended

And it left a pearl in my head

And I roll it around every night

Just to watch it glow

Unisciti alla squadra in qualsiasi momento: qui tutte le indicazioni!

A cura di Letizia Valsecchi.
Copertina e immagini da Wikimedia Commons.

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21. Faccio tante cose e ne amo ancora di più. Il mio primo amore musicale: "La collina dei ciliegi" di Battisti. Il mio primo amore cinematografico: "The Dreamers" di Bertolucci.

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