Selezionare la propria stupidità

La stupidità è una prerogativa umana, si sa. Non ci resta che sceglierla tra un lungo elenco di opzioni per diventare l’ennesimo stupido umano

Mezzogiorno. Brandon si chiede che ne farà dell’altra metà. Di sicuro la prospettiva poteva essere migliore del trascorrere il proprio tempo in fila a uno sportello. Attorno a lui una fauna umana di prevedibile composizione: la signora col cappello, il tizio col giornale, la bambina annoiata, la punk col cane seduto lì sotto il sedile. Sotto la punk la capra canta. Brandon sorride. Non si fa.

«Cinquantotto?»

Brandon parte come certi cavalli partono dal loro minuto cancello di legno all’ippodromo. Cinquantotto: uno sparo. Ora c’è solo da… come funziona? La punk solleva un piercingato sopracciglio, sogghigna:

«La prima volta, vero?»

«Beh, sì, ma qualcuno mi spiegherà, immagino».

«Glielo auguro. Coraggio, vada».

Raccoglie la giacca dal sedile, si avvicina allo sportello. È a occhio e croce uno scolaretto che chiede di poter andare in bagno alla maestra nuova.

people crossing gray road
Credits: @whileimout on Unsplash

«Cinquantotto, sono io».

«Buongiorno. Ha compilato tutto?»

«No, vede, non m’hanno ancora detto cosa devo scrivere e dove».

«Ah, ci risiamo. La vede quella signora là, quella col cappello? La terza volta che rifà la fila perché mi sbaglia il secondo modulo. Siamo nel 2058, l’avete letto l’ologramma informativo?»

Nel 2058 ci si informa così, con gli ologrammi che ti compaiono in casa da un momento all’altro. Brandon s’era preso un colpo e l’aveva spento d’istinto.

«Non l’ha letto, l’ologramma informativo. Bene, ricominciamo».

La ragazza-con-poca-pazienza-che-lavora-allo-sportello si porta dietro l’orecchio un minuscolo ciuffo. È la sua vendetta sul disordine che governa il mondo.

group of people standing beside building
Credits: @pgreen1983 on Unsplash

«Nome, cognome, residenza, qui».

Indica con la matita una minuscola riga.

«Sfoglia pagina e barra la sua casella di preferenza nel modulo 2. Torna qui e me lo riconsegna firmato e datato. Chiaro?»

«Chiaro».

Pareva difficile, e invece. Brandon torna al suo banco dopo l’interrogazione. La punk ha ancora quella sua strana espressione ironica stampata nel breve intervallo tra i suoi vari tatuaggi. Brandon si siede e arriva al secondo modulo. C’è scritto in un ingrato stampatello maiuscolo SELEZIONARE LA PROPRIA STUPIDITÀ. Brandon si guarda attorno. Non ha capito. Brandon non vuole fare una figuraccia, perciò continua a leggere.

group of person on street
Credits: @coryschadt on Unsplash

Stupidità intellettiva, stupidità sociale, stupidità musicale, stupidità sportiva. Eh? Stupidità familiare, stupidità amorosa, stupidità amicale, stupidità geografica, stupidità estetica. La punk fa con la bocca il rumore di quelli che non sanno trattenere le risate ma ci provano lo stesso. Stupidità lavorativa, stupidità burocratica, stupidità economica, stupidità sanitaria.

«Immagino che stia pensando qualcosa come Ma che diavolo… »

La punk guarda Brandon come si guardano quei cuccioli di cane che sbattono contro le porte.

«Le farò un sunto: ha sentito parlare della nuova riforma, la A priori? Suppongo di no. Dal prossimo giugno le anime dovranno scegliere esattamente il loro carattere, per evitare disguidi ontologici. Si sceglie a priori, prima di incarnarsi. Così, sa, la gestione ministeriale si semplifica non poco».

Si annuisce. È prassi. Brandon annuisce.

people using umbrella while crossing on road
Credits: @alexblock on Unsplash

«Il modulo 2 è quello sulla stupidità. Bisogna selezionare la propria stupidità per definire meglio il proprio personaggio. Quando lei si incarnerà, signor…?»

«Brandon».

«Quando lei si incarnerà, signor Brandon, l’uomo che rappresenterà avrà un’idea più chiara di se stesso. Deve scegliere in cosa sarà stupido».

«Ma perché dev’essere stupido? Non può esser bravo in tutto e basta?»

«È quello che dice anche la signora col cappello. La povera ragazza allo sportello sta cercando di farle capire che non è possibile. È nella natura umana commettere errori. Se così non fosse, non diventeremmo umani. Saremmo come quei rabdomiosauri della galassia 36. Ma mi sa che s’è perso anche questa notizia, non avendo letto l’ologramma».

Brandon solleva le spalle, e questo gesto scuote di qualche millimetro le varie stupidità del foglio.

«Vuole una mano a decidere?»

«Mi farebbe un favore, sì».

people walking on pedestrian lanes
Credits: @elleflorio on Unsplash

«Stupidità intellettuale gliela sconsiglio, nasce proprio scemo totale. Il vantaggio è che non s’accorge di niente, la devono subire soltanto gli altri. Alcuni fanno così, tipo quell’uomo calvo alla sua sinistra – non si giri! – lui ha deciso che non gliene frega niente. Voterà facendo amblimbletta, ruberà alle stazioni e avrà una dipendenza psicologica dal fratello maggiore».

«Stupidità sociale

«Non saprà ben relazionarsi con gli altri, ma sarà molto intelligente».

«Stupidità amorosa

«È come quella sociale ma perde la donna della sua vita perché non è in grado di esprimere i suoi sentimenti in tempo reale. Le si dichiara a quarantasei anni quando lei è già al secondo matrimonio e al quarto figlio».

«Estetica

«Si veste malissimo e usa la sua inimicizia con capitalismo e globalizzazione come scuse».

«Geografica

«Deve fotografare la sua auto dopo averla parcheggiata per ricordarsi dove sia».

«Oh, andiamo! Lavorativa

«Non ha il coraggio di chiedere un aumento di stipendio perché vive nell’eterna soggezione delle autorità. La sfruttano. La notte sogna il suo capo che non dice nulla, la guarda solo male per ore».

aerial view of people crossing on road
Credits: Daryan Shamkhali on Unsplash

«Economica? Non m’intendo di borsa?»

«E non solo: acquista un tosaerba ma vive al sesto piano di un appartamento. Si riduce alla bancarotta per l’acquisto di beni di ultimissima necessità».

«Sanitaria

«SvEgliA, i VacCinI uCcIdOnO!!!»

«Santo dio. Burocratica

«Come lei in questo momento: non sa neanche cosa sta firmando. Le finisce a pagare more e arretrati semplicemente perché non ha fatto caso alle “carte” che stanno dietro queste spese. Tutto quello che non capisce lo chiama “carte”. Nella familiare sceglie la facoltà di giurisprudenza perché pensa di fare un favore a suo padre, ma in realtà è un pittore nato. Ci avrebbe fatto i milioni, con la prima tela, e invece dieci anni fuori corso col lontano miraggio dell’avvocatura. Si rivolge all’alcol per perdere percezione del suo fallimento».

«Stupidità musicale

«Al falò di ferragosto non la invitano più perché distrae le coppiette col suo tremendo falsetto. Non ne sa nulla di novità discografiche ma ci tiene a dare un non richiesto parere. È un nostalgico della musica “di una volta”, senza specificare di quale volta si tratti».

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Credits: @ryoji__iwata on Unsplash

«Stupidità atletica

«Nei Paesi mediterranei si accompagna con quella sociale. Colpa delle scuole: sfornano secchioni impreparati alla vita e colossi senza cervello, niente vie di mezzo. Con la stupidità atletica le finisce con uno stiramento di polpaccio alla prima giornata di prova in palestra – una giornata che è arrivata dopo anni di ritardo e tentativi di convincimento da parte dei suoi rari amici. Decide che questo è l’emblema del fatto che lei e lo sport non sarete mai alleati. Le si romperà il femore sessantaquattro anni dopo per un disturbo dell’ossificazione di cui la sua vita sedentaria è complice».

Brandon si gratta la testa.

«Un momento, lei cos’ha scelto?»

«Che fa, vuole copiare?»

«Tanto per capire».

«Secondo lei?»

«Su, non mi permetterei mai».

«Indovini!»

people standing on pedestrian lane
Credits: Daryan Shamkhali on Unsplash

«Stupidità economica

«Dice che spenderò tutti i miei denari in miniature di draghi dei giochi di ruolo e magliette nere a righe? Un po’ un cliché, non trova?»

«Infatti non volevo…»

«Non s’imbarazzi. Stupidità amicale».

«Che le accadrà?»

«Darò il mio meglio a un paio di sacchi dell’immondizia in formato umano. La chiamerò sensibilità, ma è una forma di stupidità. Imparerò a mie spese a stare al mio posto. Ciò mi porterà a ignorare chi mi vuol bene davvero, indi avrò la sindrome dell’impostore e non crederò più a nulla. In compenso avrò un talento nel giardinaggio».

«Il giardinaggio? Ma che le frega del giardinaggio! Lei deve riprendersi la sua vita! Scappi via di qua, non compili niente, la copro io! Viva davvero!»

«Molto gentile da parte sua. Le consiglierei una stupidità emotiva: si lascia prendere dagli eventi».

«Sul serio, non mi dirà che sostiene il sistema, che crede che tutto questo sia per la sua salute!»

«O anche una stupidità complottistica, volendo».

«Faccia come le pare, allora. Io c’ho provato».

«Stupidità pessimistica».

«Ha finito?»

«Ho finito».

Credits: @ryoji__iwata on Unsplash

Silenzio. Il cane della punk sfiora con la coda la gamba sinistra di Brandon.

«Faccia una scelta, signor Brandon. E la faccia seriamente ma a cuor leggero».

Brandon guarda il foglio. Il foglio guarda Brandon.

«… come tutti, in fondo, il suo non sarà che un altro, ennesimo, stupido umano».

(Immagine di copertina: photo by mauro mora on Unsplash)

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