«Le paure servono a scoprire quanto siamo coraggiosi»: Mariella Cusumano

È normale avere paura, ma il modo in cui si reagisce fa la differenza.

Oggi Cogito et Volo ha un’ospite speciale: Mariella Cusumano, un’illustratrice palermitana che ho avuto la possibilità di conoscere l’anno scorso grazie a un corso lanciato da Cameradaria, un’associazione di promozione sociale che si sta facendo strada nello scenario palermitano grazie alle sue interessanti proposte di workshop che hanno come tema principale l’illustrazione.

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In diretta da via Grande Lattarini, @cicirifestival 🌼🌼

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Ciao Mariella, che piacere fare quest’intervista insieme!
Ogni illustratore è speciale a modo suo, ma tu attraverso le illustrazioni dai modo al lettore di conoscere il folklore della Sicilia: il tuo primo libro infatti è “Rosalia dai capelli d’oro”, ispirato a Santa Rosalia, patrona di Palermo e il tuo ultimo è “Agata dal velo rosso”, su Sant’Agata, patrona di Catania. Come mai hai deciso di illustrare la vita di due sante?

Tutto è iniziato con Rosalia. Per caso ho visto le prove per lo spettacolo del festino e sono rimasta affascinata dalla sua storia. Successivamente ho proposto a Giuseppe Carli (l’autore) l’idea di raccontare in modo laico la storia di Rosalia. Il progetto gli è piaciuto molto e l’abbiamo proposto alla casa editrice Glifo che l’ha trovato interessante a sua volta e ci siamo cimentati tutti in questa nuova esperienza, illustrare un albo illustrato. Era la prima volta per tutti. Il libro è stato accolto bene dal pubblico, per questo la casa editrice dopo le richieste delle librerie catanesi ci ha proposto anche di raccontare sant’Agata.

Però non finisce qui, hai infatti illustrato anche “Un safari in città”, sempre legato alla Sicilia e “L’album delle meraviglie”, che illustra la bellezza di Palermo, contagiata da diversi stili e culture nel corso dei secoli, dimostrando ancora una volta un particolare attaccamento alla tua terra e alle sue tradizioni. Vorrei che mi raccontassi un ricordo felice legato alla tua città.

Bella domanda. Sono molto legata a Palermo. La amo molto anche se mi rattrista il modo in cui viene trattata dai suoi cittadini. Un bel ricordo è legato a Villa Giulia e al leone Ciccio. Io non sono di Palermo, quando andavo alle elementari sono venuta qui in gita e lì ho visto il famoso leone Ciccio, triste, rinchiuso nella sua gabbia.
Ironia della sorte, dopo tanti anni ho avuto il piacere di raccontare con le immagini di lui e dei leoni a Palermo grazie ad “Un safari in città”.

Chi è il leone Ciccio?

Quando ero piccola a Villa Giulia c’erano degli animali tra cui un leone chiamato dai palermitani Ciccio.

In passato mi hai raccontato che non nasci come illustratrice: l’inizio di quest’avventura risale a 4 anni fa se non erro. Prima eri architetto, quanto ti ha condizionato questa cosa nel campo dell’illustrazione?

Sì, i miei studi di architettura mi aiutano molto nel mio lavoro di illustratrice sopratutto nell’ideazione dello story board.

In che modo?

Nell’organizzazione della storia, nel ritmo, nel modo di strutturare le sequenze, nella progettazione. Affronto la progettazione del libro applicando il metodo che ho acquisito nei miei studi architettura.

Il tuo target principale è il mondo infantile: è stata una scelta o ti è venuto spontaneo?

Non è stata una scelta, mi è capitato. Lavoro con ragazzi e quindi mi risulta spontaneo. Mi piacerebbe cimentarmi anche nell’illustrazione per adulti.

In alcuni tuoi libri tu affronti il tema della paura legata a tante cose: paura dell’abbandono, del diverso, del buio, della solitudine, del giudizio altrui, della malattia propria o di persone care. È un po’ come se volessi infondere coraggio negli altri attraverso le immagini. Tu ti riconosci in qualcuna di queste paure e in che modo pensi che la paura ci condizioni?

La paura che più mi ha condizionato e da cui mi faccio condizionare è il giudizio degli altri. Questa paura è stata spesso il mio motore perché mi scoraggia e mi mette in crisi ma allo stesso tempo mi da la carica per riprovare e scoprire me stessa. Le paure secondo me devono servire a scoprire quanto siamo coraggiosi. È normale avere paura, ma il modo in cui si reagisce fa la differenza.

C’è qualcosa in particolare che fai per infonderti coraggio?

Cerco di farmi coraggio ripensando alle esperienze passate in cui mi sono fatta forza e le ho affrontate.

Ci sono degli illustratori o comunque anche artisti che apprezzi particolarmente o a cui ti rifai?

Mi piacciono molti illustratori, sono innamorata dell’illustrazione. Tra gli illustratori i miei preferiti sono Joanna Concejo ed Elena Odriozola. Della Concejo mi piace la sua tecnica e le sue illustrazioni poetiche e un po retrò , della Odriozola mi piace la sintesi stilistica dei suoi personaggi.

Come sei approdata al mondo dell’illustrazione? C’è stato un momento in cui è partita la molla e hai pensato “Ok, voglio fare l’illustratrice!”?

È successo tutto per caso, come hobby. Ho cominciato a seguire dei corsi e con il passare del tempo mi sono appassionata, è accaduto tutto in modo naturale.

Da quel momento quanto tempo è passato prima che dessi vita insieme a Francesca Paola Turco a Cameradaria e come vi siete conosciute?

Ho conosciuto Francesca ad un corso organizzato da Cameradaria, quando non era ancora un’associazione, durante un workshop di Giulia Pintus. Successivamente ho partecipato ad altri corsi ed è nata la nostra amicizia ed abbiamo scoperto la nostra passione in comune, l’illustrazione. Successivamente mi ha proposto di far diventare Cameradaria un’associazione e di diventare uno dei soci fondatori.

Perché l’avete chiamata così?

È stato scelto da Francesca. Penso nasca dai suoi tanti significati e immagini che questa parola suscita nell’immaginazione, come è venuto fuori dal contest che abbiamo organizzato in occasione di Ciciri Festival.

Hai illustrato anche Alice nel Paese delle Meraviglie, le cui gigantografie sono state esposte in un negozio storico di Palermo per un certo periodo. Com’è stato passare davanti a quelle vetrine e pensare che l’hai realizzato tu?

È stato molto emozionante vedere le mie illustrazione sulle vetrina di Bisso Bistrot, vederle fuori dalle pagine di un libro, in strada tra la gente.

In questa fiaba si consuma tè come se non ci fosse un domani, infatti uno dei motivi per cui mi piace è questo. A te piacciono il tè e gli infusi? E se sì qual è il tuo tè preferito?

Adoro il tè e tutto ciò che ne fa parte: tazze, rituali. È la mia bevanda preferita. Il mio preferito è il tè verde. Mi piace tantissimo illustrare tazze e spero in futuro di poter illustrare un libro dedicato a questo tema.

Quali sono i tuoi progetti futuri attualmente?

Sto lavorando a diversi progetti che verranno pubblicati nel 2020. Purtroppo non posso rivelare nulla. Uno dei progetti a cui sto lavorando era da tempo nel cassetto e sono contenta che finalmente potrò realizzarlo.

Grazie mille per questa intervista Mariella, ci sentiamo presto e in bocca al lupo! Date un’occhiata ai siti di Mariella Cusumano e Cameradaria!

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Sono una persona semplice, vado dove mi porta l'istinto. Credo nel sarcasmo e nell'ironia, ma anche nella bellezza della luce filtrata da una serranda, nel tramonto in riva al mare, nella risata che ti toglie il fiato. Credo in un mondo che ci fa sentire scardinati e perennemente in bilico, ma ogni tanto, se abbiamo fortuna, possiamo sentirci nel posto giusto al momento giusto. Della vita ho capito solo una cosa: che non ho capito niente.

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