Di nuovo live: Margherita Vicario al MI AMI Festival

Com’è ritornare ai concerti dal vivo? Cronaca e sensazioni da sotto il palco di una cantante che ha letteralmente fatto BINGO.

Per celebrare la tanto attesa ripresa degli eventi musicali dal vivo, la redazione di Cogito et Volo si impegna a condividere con i lettori le emozioni dei suoi Nuovi Primi Concerti, tra le necessarie misure di sicurezza e la grande gioia del cantare di nuovo tutti insieme. Puoi trovare Qui tutti gli articoli di questa rubrica.

Mia cara Margherita sono vent’anni che ti aspetto

Un po’ eccessiva lo so. Realisticamente è passato solo un anno e mezzo. Ma rubo questa iperbole a Simone Cristicchi per dire che è sembrato veramente così tanto. Quando scopri un artista e inizi ad apprezzarlo nel bel mezzo di una quarantena, senza data di scadenza certa, senza nessuna sicurezza sul se potrai mai ascoltarlo dal vivo e in che condizioni, nel momento in cui ti trovi sotto il palco sembra quasi tutto surreale.

Ho comprato i biglietti per il MI AMI Festival a inizio agosto – che cos’è il MI AMI Festival? Ve lo spiego tra poco – cercando di non farmi scoraggiare dal fatto che la data dell’esibizione cadesse di venerdì 17 settembre e pensando che, dopo tutto, l’ultimo album di Margherita Vicario si chiama BINGO, e dovrà pure portala un po’ di fortuna; infatti così è stato.

La cornice del MI AMI

Il MI AMI Festival, quest’anno nella sua versione frammentata e ridotta causa pandemia, e per questo rinominata MI MANCHI, è un festival musicale che si svolge alle porte di Milano, precisamente al Circolo Magnolia di Segrate. Qui ogni anno, di solito in primavera e di solito per una maratona di tre giorni consecutivi, si susseguono su vari palchi gli interventi di artisti più o meno emergenti della scena italiana. Fulminacci, Eugenio In Via di Gioia, Massimo Pericolo e tanti altri, sono passati da qui.

Un ordinario giorno di MI AMI Fest, nella primavera 2019

Parteciparvi è innegabilmente un’esperienza intensa e sorprendente che si consuma nel bel mezzo di un parco naturale. Questo non solo per la variegata line up, piena di ospiti a sorpresa e colpi di scena, ma anche per il pubblico di cui ci si ritrova a fare parte: altri cantanti, influencers, tik-tokers, speaker radiofonici e chi più ne ha più ne metta. Insomma potresti trovarti a ballare sotto al palco insieme a quella guru di bellezza che segui su Instagram. Al MI AMI, ci si sente liberi e protagonisti del momento, e allora, esiste forse posto migliore per ricominciare a muovere i primi passi nella musica dal vivo?


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La risposta è no, non credo. Ma a riprendere come si fa? Io e i miei amici mettiamo piede nel Circolo: misurazione febbre, green pass, biglietti nominativi rigorosamente distanziati – perché chi l’ha ancora capita questa storia dell’essere congiunti, noi intanto macchina siamo venuti assieme – e siamo dentro. Ci assale una sensazione di disordine. Che bello questo disordine, si può ancora fare disordine? E mi posso appoggiare un attimo su quella sedia lì, mentre tu ti prendi un drink, anche se non è la mia? E tutte queste persone, che vagano tra parterre e area ristoro, ci sono mai state chiuse in casa 18 mesi? Mentre porto avanti queste allegre paranoie mi è già passata davanti Gaia Gozzi con il balletto della sua esibizione e si è fatto finalmente il turno di Margherita.

Margherita Vicario durante l’esibizione al MI AMI Festival 2021 (foto dell’autrice)

About Margherita Vicario

Vale di più la musica che ascolti o quella che metti?

Ma come la ascolti? A denti scoperti o scopri talenti?

E tra quello che scrivi e quello che pensi,

quello che immagini dove lo fermi?

Estratto dal brano DNA(Oh Putain!)

Classe 1988, romana, una carriera che dopo la laurea in arte drammatica si è sempre equamente divisa tra musica e recitazione – forse qualcuno la ricorderà per il ruolo di Alice nelle ultime stagioni dei Cesaroni – e che a sua detta non ha nessuna intenzione di scindere. Il musical è la forma d’arte che preferisce, e si vede. Tutta la sua produzione canora assume un significato molto più chiaro quando viene vista performata e non solo ascoltata.

Dopo un primo album nel 2014, non troppo di successo, ma la cui hit principale Per un bacio, in questa sera di metà settembre si canta ancora a squarciagola (c’è più amore dentro un bacio che in un anno nel mio lettooo), nel 2021 rilascia BINGO. Questo ultimo lavoro, che in realtà fa da contenitore a tante piccole hit che negli anni le hanno permesso di scalare lentamente il successo, conferma la sua fedeltà a un genere indie-pop sperimentale. Per intenderci: Margherita canta, parla, si ferma, cambia ritmo senza sentirsi in dovere di renderne conto a nessuno, e qualche volta sfodera anche il greco antico. Intimista quanto basta, nella scrittura emerge la sua capacità di trattare temi del tutto nuovi o visti da prospettive diverse, con onestà e un pizzico di sfacciataggine.

Videoclip del singolo Romeo, ottimo esempio dello stile di M. Vicario, in cui volutamente si contrappone la cultura classica a quella Trap.

E così in Mandela sfata il mito dello straniero pericoloso per le giovani ragazze, in Giubbottino si diletta a fare una lezione di educazione sessuale in stile terzo millennio e nel singolo estivo Piña Colada ci schiaffa in faccia la nostra ansia generazionale di volere tutto e subito sentendoci sempre in ritardo.

Sono in ritardo sui tempi

Voglio una famiglia, la villa, due Grammy

Avanzo alla cieca, le gambe pesanti

Non so cosa voglio, ma voglio arrivarci

Estratto dal singolo Piña Colada

Ascoltandola da molto vicino sotto questo palco ci trasmette l’energia di chi quella musica l’ha creata appositamente per un momento del genere, non solo per stare compressa in un disco. Per urlarla, spiegarla, commentarla, riempendo la scena con i suoi abiti colorati e svolazzanti.

La serata si conclude, dopo che noi del pubblico abbiamo cercato di ricordare come scatenarci nel modo più appropriato all’occasione, ottenendo anche buoni risultati, forse grazie a un anno di dancing like nobody’s watching. Torno a casa, riguardo gli spezzoni registrati sul cellulare, è una felicità strana, consapevole di non essere scontata, dopotutto è il mio primo concerto…o meglio: il mio Nuovo Primo Concerto!

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Studentessa di Giurisprudenza che mangia Pop Culture a colazione e ve la racconta nel tempo libero. Trovo sempre il pelo nell'uovo ma non per questo disprezzo la frittata. Metà ironica, metà malinconica. Da grande voglio fare la Mara Maionchi. (@jadesjumbo)

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