Tipi da palestra
«Se vuoi avere tutto dallo sport devi prima dargli tutto» D. Fioravanti
Ci sei cascato. Non colpa tua, certo, ma dell’entusiasmo birichino d’inizio anno. I buoni propositi figli del capitalismo, del consumismo emotivo. M’iscrivo in palestra, ti sei detto, e lo dicevi ogni anno – fin qui nulla di male – ma ora ti sei preso di coraggio e iscritto davvero. Prendersi cura di sé, mantenere la forma fisica, ti ripetevi cose del genere come un mantra.
Beh, ecco quello che ti aspetta. Anzi, chi ti aspetta in quella pozza di sudore foderata di finto parquet. Questa guida è per te, giovine, affinché tu possa conoscere già i tuoi compagni di viaggio. O peggio, diventare un giorno uno di essi.

1. Mr Incredible
La sua età oscilla entro un ampio ventaglio dai 30 ai 50 anni – qualunque sia, la porta benone. Ha braccia che potrai trovare in molteplice copia a Venezia, a sostegno dei pontili di attracco delle gondole. Diametro medio: mezzo metro. Si nutre di cemento armato e varie altre materie edilizie. Non si capisce se è così perché va in palestra o se va in palestra perché è così. Fatto sta che c’è, lo trovi lì piantato tutte le sere dopo il lavoro. Tra un sollevamento di autotreni e l’altro osserva gli astanti con un certo grado di immodesta preoccupazione: Non vorrei che si facesse male, oppure ancora Ma sì, quei pesi li puoi fare, sono leggerini. Mal che vada ci pensa lui, Mr Incredible.

2. Mamma & Figlia
È nato prima l’uovo o la gallina? Ma soprattutto: chi ha trascinato l’altra in palestra? La Mamma, probabilmente, che ancora dopo sei anni di abbonamento ha gli occhi che brillano della frivola contentezza delle cose nuove. La Figlia vive nel cono d’ombra di un sincero imbarazzo, pensando di continuo che no, non è stata una buona idea. Specie quando la Mamma solleva il bilanciere con destrezza strizzandole un occhiolino e strillando Dopo facciamo squat insieme! La Mamma è un vulcano attivo: conversa con le altre signore, ha sempre la battuta pronta e la serve al giovane e aitante istruttore sul suo vassoio d’argento, quello del servizio buono. Antonio, mi aiuti a prendere il tappetino pietoso che ci faccio addominali? No, non è stata una buona idea.

3. Barbara D’Urso
O chi per lei. Si allena per se stessa, contro tutto e tutti, perché lei merita di più, lei è una donna forte!!! Inizia marciando rabbiosamente sul tapis roulant, alla faccia di Sara, quella sua collega che nel 1996 si è permessa di insinuare che fosse in leggero sovrappeso. Barbara non gliel’ha ancora perdonata, e i suoi occhi sono fessure e la sua coda ondeggia al ritmo di Pitbull che elenca a casaccio città esotiche di gran lusso e pregio nell’immaginario collettivo. Carica i suoi bicipiti di settanta chili e digrigna i denti. Sta diventando la donna inossidabile che ha sempre sognato. Bye bye Sara. Tiè, puah.

4. L’insospettabile vecchietto
Un nonnino. Se lo avessi visto per strada in abiti civili avresti pensato che si chiamasse Nicholas e che in realtà, e neanche così misteriosamente, fosse il vero Babbo Natale. Nella sua versione mingherlina, però. Un esile mucchietto di ossa fasciate da una felpa leggera con la lampo chiusa fino al collo. Le sue scarpette da ginnastica potrebbero essere da danza, volendo. Nel vederlo in palestra t’immagini ci sia capitato su richiesta di un fisioterapista per rinforzare un po’ quel suo fragile corpicino. Uno a cui chiederesti se vuole aiuto per attraversare la strada.
Tutto molto bello, fino a quando non si scopre che è più fisicato di te. Fa esercizi estremi, inizi a temere per la sua vita. Lo fissi sgomento, e lui ricambia col suo sguardo da Embé, che vuoi?
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5. Cip & Ciop
Cip & Ciop sono amiche dall’altro ieri o da una vita. Non ha importanza, stanno sempre insieme. Due organismi simbionti ciascuno con la sua cortina di capelli fluenti, talvolta legati in pose volutamente disordinate, da intrigante-ragazza-esausta. Cip & Ciop si chiamano amo l’un l’altra, battezzano ogni allenamento con un selfie di rito nell’ampia specchiera all’ingresso, si alternano agli attrezzi ma li fanno malissimo, svogliatamente, perché i focus sono solo due: raccontarsi gli ultimi fattacci degli altri e sopperire al requisito sociale della sportività. Fatto, amo.

6. Oh!
Forse è più lui Babbo Natale del signore di cui al numero 4. Fa i suoi esercizi con fatica immensa e sforzo inumano, e al climax di quest’impresa emette un suono gutturale e cavernoso: Oh! Non te ne accorgi finché non lo senti: Oh! Ti fa anche prendere un infarto, perché tu sei tranquillo da un’altra parte e avverti questo rantolo inquietante: Oh! Ma poi ti ci abitui. Oh forse no.

7. Ma no ma io ma stiamo scherzando
Nessuno ha capito perché si sia iscritta. Neanche lei, a dirla tutta. Quando le propongono un qualsiasi gesto atletico si volta chiedendosi se per caso non stiano parlando con qualcun altro. Ah, dice a lei? Ma l’ha vista, col fisico che ha? E in che modo dovrebbe fare una cosa del genere? Con quali forze, quali mezzi, quali opportunità, con che tecnica esecutiva, per quali motivi di preciso, e infine con che risultati, considerato che l’ultima volta s’è allenata coi dinosauri? No, dico, ma c’è un minimo di criterio o facciamo le schede così, uguali per tutti, in questa palestra?
La trovi ancora lì col teschio amletico mentre saluti l’istruttore e vai a farti una doccia.

8. Tarzan
Si è dovuto adeguare all’era moderna e ha dato un bacio d’addio alle liane. Ma l’anima di Tarzan è sempre quella. Vuole una vita spericolata, di quelle vite fatte così. Quando tu tenti goffamente di farti la tua umile corsetta lui lo trovi arrampicato su una pertica intento a rompersi l’osso del collo. Abilità: salto da altezze a uso Spiderman. Destrezza: 10. Tra due mesi si annoierà e farà parkour da qualche altra parte. Nel frattempo puoi goderti il precario spettacolo delle sue clavicole ancora intere.

9. Caffettino?
Ne vuoi? Un goccino, dai. Offre lui. Pur di non allenarsi questo e altro. Non c’è niente di meglio che una pausa tra una pausa e l’altra.

10. Quello nuovo
Tu che osservi e giudichi e ridacchi. Non sei meglio di loro, eh. A ben pensarci sei appena diventato uno di loro. Inutile che ti elevi a qualcosa di più: sei un semplice bipede come gli altri qui, hai versato un quantitativo sproporzionato di denaro per i giorni in cui frequenterai, acquistato un completo sportivo sottocosto, ti isoli con quegli auricolari a forma di ceci. Hanno iniziato così, quand’erano quelli nuovi. Poi hanno lasciato cader la scorza lì sul finto parquet, ed eccoli in tutto il loro sudore, ehm, splendore. Sono diventati quelli che vedi: personaggi in cerca d’amore.
(Immagine di copertina: illustrazioni a cura di Sabrina Sapienza)





