Terra. Emblemi vegetali di Luc Dietrich
In occasione della pubblicazione del libro Terra. Emblemi vegetali di Luc Dietrich si terrà una prima presentazione del volume a Brescia, in presenza del curatore del volume, Lorenzo Gafforini, e della traduttrice, Lidiia Astapenko. A moderare l’incontro Massimiliano Peroni, libraio della Libreria Florville. La presentazione sarà ospitata a L’Orto di via Solferino 46 D, Brescia, venerdì 24 maggio alle ore 20:45.

Luc Dietrich
Luc Dietrich, nome d’arte di Raoul-Jacques Dietrich, è un autore ancora poco conosciuto in Italia.
Nato a Digione nel 1913, rimane orfano di padre a soli sei anni. A sedici comincia a lavorare in una fattoria del Giura, dove per la prima volta approfondisce il legame con la natura. Poco dopo la morte della madre pubblica la sua prima raccolta poetica, Huttes à la lisière. Purtroppo in quel periodo si avvicina anche all’ambiente malavitoso parigino, la cui esperienza riuscirà a elaborare tramite la scrittura.
Grazie alla conoscenza del filosofo Lanza del Vasto, conosciuto casualmente al Parc Monceau, scrive La felicità dei triste (ancora oggi il suo lavoro più noto). Il libro, in cui racconta la propria infanzia, riscuote un ottimo successo, tanto da essere candidato all’ambito Premio Goncourt. Poco dopo pubblica anche Terra, raccolta di prose poetiche arricchita da fotografie inedite dello stesso autore.
Nel 1942 è la volta de L’apprendistato della città, romanzo che descrive il periodo parigino dell’adolescenza.
Apprezzato, tra gli altri, da Jean Giono, Max Jacob, René Daumal e Blaise Cendrars, Luc Dietrich muore nel 1944 a seguito delle ferite riportate durante un bombardamento.

Terra. Emblemi vegetali
Terra. Emblemi vegetali, edito da Edizioni Grenelle, raccoglie per la prima volta in Italia le due omonime raccolte di prose poetiche di Luc Dietrich, originariamente provviste anche delle foto dell’autore.
In Terra l’autore si ricongiunge alla natura, già parentesi di grandi emozioni nella sua infanzia errabonda. Un libro che entusiasmò Paul Éluard che, in occasione di una sua mostra fotografica, ne scrisse addirittura la presentazione.
Luc Dietrich nei propri viaggi per l’Europa riscopre il valore della natura e decide di documentarlo grazie a un connubio di innocenza e consapevolezza.
Come ne Il disertore di Giono, fugge per riscoprire se stesso nell’arte; come il Walden di Thoreau, ricerca la verità – o per lo meno la serenità – nel suo volontario esilio dalla metropoli. Un impulso che lo accompagna anche negli anni successivi, quando nel 1943 compone Emblemi vegetali secondo lo stesso modello. Purtroppo quest’ultimo libro è stato pubblicato postumo solo nel 1993.






