TUASORELLAMINORE, nella playlist degli indefiniti
“Vorrei stare nella playlist di quelli che, dove li mettiamo?”
Niente turbante, lentine colorate o immagini del pentacolo citato nell’ultimo singolo, Sangue, dall’altra parte dello schermo, nel rettangolo del suo cellulare, TUASORELLAMINORE ci accoglie sorridente e dolcissima. Ha il viso incorniciato da una folta chioma bruna, che le restituisce tutta l’aura enigmatica normalmente presente nella sua musica e nei suoi oggetti di scena. Ci parla in collegamento da Venezia, dove da qualche mese si è trasferita e lavora. Un luogo molto distante da Bari, dove tutto è iniziato, ma con qualche caratteristica in comune, tra cui quella di farla stare bene <<Vivo qui da ottobre più o meno, da gennaio ho una casa mia, sono molto contenta. Vado spesso a Milano, ma non è un posto che mi fa stare bene. Io ho bisogno di vivere in un posto che mi faccia stare bene. Uscire di casa la mattina e vedere uno spettacolo simile: la laguna, l’acqua, il sole e i venti che spirano da tutte le direzioni. È un posto di mare, ed è un posto molto misterioso, con tanti aneddoti. Ogni luogo ha una storia alla quale ispirarsi. Moltissimi dei miei prossimi lavori saranno ispirati alle leggende del posto.>>

Cantante, autrice e soprattutto producer, per TUASORELLAMINORE la musica è stata una costante fin dall’infanzia, trascorsa in Puglia, che ha descritto come un luogo che sa di mediterraneo, ma anche di oriente, lo stesso oriente che si sente subito nelle sue composizioni. Circondata dai genitori, dai nonni, ai quali rubava il registratore per inventare le prime canzoni, dalla sorella (sì quella minore), è stata un anche piccola partecipante dello zecchino d’oro. Solo parecchi anni dopo però – a cavallo del 2020 – è apparsa con i primi singoli su Spotify, i tarocchi immancabilmente sulla copertina dei brani e un’identità ben definita quanto protetta dall’anonimato<<È stato un momento della mia vita in cui sentivo che troppe persone mi dicevano cosa fare. Per un po’ l’ho fatto per vedere se quello mi proponevano potesse essere affine a quello che sono, ma mi sono sentita malissimo. Avevo delle idee molto chiare su quello che volevo comunicare artisticamente. Da un disagio quasi esasperato è nata TUASORELLAMINORE, è nata come un modo per salvarmi. Ogni volta che sto male, c’è questa parte di me che attraverso una spinta creativa mi salva. Lo stare male ci può rendere più forti ma soprattutto far uscire la parte di noi più vera.>>
C’è tanta voglia di liberazione ascoltando le canzoni di TUASORELLAMINORE e dalle cose meno scontate. Anche dalla lingua italiana <<canto spesso in latino che è una lingua morta. Gli algoritmi in questa era digitale forse fanno pure fatica a capirla, forse dicono “ma cos’è?”>>.
Nel nuovo singolo Sangue, si invoca la libertà per una donna di vivere con gioia e desiderio una sessualità più hardcore, entrando deliberatamente nei dettagli. In Sayonara si dice “addio, goodbye” a un ex amore, diventato tossico. In Zanzibar si rivendica la voglia di scappare dalla quotidianità e di non essere quello che ci viene chiesto. Ma di cosa si sarà dovuta liberare TUASORELLAMINORE nella sua esperienza personale? << Già da un po’ mi sono liberata dei giudizi degli addetti ai lavori, che in questo settore spesso ti danno pareri non felici. In questo momento faccio quello che mi piace. Non mi interessa diventare famosa, fare una hit temporanea che tra dieci anni non si ricorda nessuno, se poi succede ben venga, ma l’obbiettivo di ora è far sedimentare le cose belle che faccio>>
Ciò di cui si deve ancora liberare, lei insieme al resto dell’industria musicale – ci racconta – è l’idea che la figura femminile debba essere sempre e solo una facciata, carina e ben vestita, ma con dietro un produttore esclusivamente maschio <<Vorrei che si riconoscesse quando una donna fa questo mestiere a 360 gradi. Io passo le notti a cercare di creare un suono rispetto che un altro, a cercare l’ensemble giusto, e poi scriverci e cantarci sopra. La produzione è la parte preponderante del mio progetto, ma essere una producer donna in Italia è un disastro. Devo ripetere mille volte che faccio anche quello e molto raramente ho ricevuto dei complimenti. Mi piace molto l’idea di fare squadra fra donne, credo che sia uno dei pochi modi per venirne a galla>>.
Fra le fonti di ispirazione cita la producer Sevdaliza, olandese di origine iraniana, con cui la musica di TUASORELLAMINORE condivide un’atmosfera tagliente ed ipnotica, che non ha paura di sporgersi verso oriente. Nel 2022 ha collaborato per il brano Killer con la sua collega barese Evra, raccontando anche qui di una relazione tossica. Forse, quella di Killer, è la stessa vicenda alla quale è ispirato il groove della più recente Sayonara, un addio dove ci si divide allo stesso tempo si promette che “il mio amore ti troverà dall’altra parte del mondo come un bengala”.
<<L’amore è tossico perché si creano delle dinamiche tossiche, ma secondo me l’amore di per se non è mai tossico. Siamo delle persone con dei mondi che a volte si scontrano o non sono compatibili. A volte si fanno dei casini mortali, per cui l’unica cosa che puoi fare è dire basta. Se decido di non stare con te non vuol dire che non ti amo più ma che sto mettendo prima me di qualcosa che mi sta ferendo troppo. Ma l’amore rimane e se è vero può raggiungerti anche tra dieci anni. Credo fortemente che l’amore sia qualcosa di salvifico, una luce che non si spegne. Quando ho scritto Sayonara la luce era ancora accesa.>>
Se avesse l’occasione di proporre le proprie produzioni a qualcuno di già affermato sceglierebbe sicuramente Bresh << Lo trovo molto affine nella scrittura a quello che mi piace e mi piacciono il lavori dei producer con cui già collabora>>, mentre in campo femminile sarebbe un sogno collaborare con Rose Villian o Madame, che definisce superdive. Con Nesli, invece, è scappato anche qualche DM su Instagram <<Ci siamo scritti e fatti i complimenti. Io sono cresciuta con lui ed è stato stupendo averci potuto parlare e ricevere i suoi pareri sul mio progetto. Gli manderò una produzione prestissimo>>
Al di là dei big con i quali le piacerebbe collaborare, la maggior parte delle energie di TUASORELLAMINORE in questo momento si concentrano nel far fiorire la sua identità musicale, senza catene che la tengano legata a un determinato genere o sonorità.
A volte faccio fatica anche io a definirmi.
Mi piacerebbe che ci fosse un genere indefinito che diventasse un genere definito.
Che ci fosse una playlist ufficiale di quelli “dove li mettiamo?” “non lo so li mettiamo qua, sono quelli indefiniti!”
Tuttavia, il misticismo, l’accurata terminologia esoterica, l’aspetto da gitana, quale si auto-definisce in Sayonara, finiscono per essere costanti che la definiscono e che ci attirano ad approfondire la sua figura. Le abbiamo chiesto che rapporto ha con la spiritualità non convenzionale per citarla così tanto nelle sue canzoni <<Penso di aver ereditato qualche sorta di potere magico da mia nonna che se me lo sente dire mi mena. Sono cresciuta con lei che faceva le sedute spiritiche quando ero piccola. Mi dice che non le devo assolutamente fare perché sono pericolose. Ho avuto modo di vivere alcuni momenti strani, paranormali, che hanno influenzato la mia crescita. Non ne parlo troppo perché poi uno sembra pazzo. Sono legata anche alla spiritualità delle chiese e delle cattedrali, dove mio padre mi portava a guardare le messe coi canti. La spiritualità è un’inclinazione di credere in qualcosa di più che non puoi toccare, mi aiuta molto ad andare oltre nella scrittura, nel cercare risposte altrove.>>
Il tassello mancante di questa carriera nella musica? Un ciclo di live per consolidare il rapporto con il pubblico <<La questione live è qualcosa che voglio mettere a posto. Ho fatto pochissime cose dal vivo e ci tengo moltissimo a mettere in piedi un tour. Quest’anno ci tengo molto a farlo>>. Ulteriori dettagli su dove potremmo ascoltare TUASORELLAMINORE dal vivo questa estate, per ora, sono coperti da un alone di mistero e riservatezza, perfettamente in linea con il suo personaggio.
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