La tata di tutte le tate

Ricordi di una sitcom divertentissima

L’abbiamo amata. L’abbiamo idolatrata. Con lei abbiamo riso fino alle lacrime e, sì, in qualche momento ci siamo lasciati andare anche alla commozione. Sto parlando proprio di lei: diva del fascino indiscusso, la “Xena” dei cosmetici, la “Mary Poppins” degli anni ’90, l’icona di stile sopra le righe e l’emblema di chi dice sempre come la pensa. L’unica e sola, inimitabile e mai scontata, (La) Tata!

The Nanny – questo il titolo originale – è una vivace sitcom americana che ha fatto innamorare intere generazioni. Serie tv costituita da ben sei rocambolesche stagioni da episodi di quasi venticinque minuti ciascuno, essa appare come la madre di tutte le sitcom leggere e divertenti. Ideata, prodotta, scritta e interpretata dalla mitica Fran Drescher e da Peter Marc Jacobson, la serie segue le vicende della divertentissima e sfortunata Francesca Cacace, una provocante trentenne – anche se fatica ad ammetterlo – di origini ciociare. La donna, pasticciona venditrice di cosmetici, un giorno come tanti si ritrova a bussare alla porta della famiglia Sheffield. Ma invece di vendere i prodotti all’interno della sua valigetta, si ritrova a essere assunta come tata per i tre figli del serioso e impegnatissimo Maxwell Sheffield: Maggie, Brighton e la piccola Grace. Inizia così una quanto mai pazzesca ed esilarante convivenza tra la ricca famiglia borghese – di modi e maniere sopraffine – e la nuova bambinaia, mai scontata e sempre sopra le righe. Una trama molto semplice, lo so, ma piena di gag esilaranti.

Immagine tratta da La Tata

Andata in onda in Italia per la prima volta nel lontano 1995, La Tata ha subito avuto successo per la sua comicità, acquisendo un seguito spaventoso in tutto il mondo. Non scordiamoci che nel suo paese di origine ha ricevuto ben undici nomination agli Emmy Awards. D’altronde, come non si può cadere sotto il fascino della protagonista? Verve, personalità, vestiti colorati, rossetto rosso e capelli così cotonati da sfidare la forza di gravità stessa; una miscela quanto mai golosa per uno spettatore che ha voglia di ridere un po’. Un’eroina che, più che assomigliare a Wonder Woman ricorda vagamente un mix tra l’irriverente Rizzo di Grease e la simpatica Sheila di Santa Clarita Diet. Che dire, un connubio perfetto.

A fare da contraltare alla nostra beniamina, c’è «Il signor Sheffield». Interpretato da Charles Shaughnessy, il personaggio è praticamente l’opposto di Francesca. Ricco, inglese, elegante e taciturno rispetto alla tata appena assunta, egli affianca benissimo nella scena la protagonista – come la Nutella spalmata sul pane – creando un effetto che poche altre coppie divertenti hanno ricreato sullo schermo e secondi solo ai nostrani Sandra e Raimondo Vianello.

Immagine tratta da La Tata

La Tata, anche per gli anni ’90, presentava già una trama abbastanza semplice e poco originale: la bambinaia dal cuore d’oro e di umili origini che conquista l’affetto della famiglia per cui lavora e che pian piano arriva anche al cuore del padrone di casa. Ma allora come ha fatto la serie ad avere un tale successo, tanto da portare alla creazioni di svariati riadattamenti televisivi? Se ne contano una moltitudine: dalla riproduzione russa a quella greca, da molte in lingua spagnola a una polacca; ne è stata prodotta perfino una versione indonesiana! Per non parlare poi dell’italiano Anna e i cinque – con la straordinaria Sabrina Ferilli come protagonista – che riprende molti degli aspetti della serie; ma i veri intenditori invece, ricorderanno anche il bel L’amore è un trucco, film del 1997 che vedeva per protagonista la stessa Fran Drescher e la cui trama possiede non poche analogie con quella de La Tata.

Quindi, qual è il segreto del suo successo? Ovviamente l’originalità indiscussa è nascosta nella scrittura degli episodi – mai noiosi e scontati – e soprattutto nel personaggio che presenta: un egocentrica chiacchierona sempre vestita stravagante che ama raccontare gli aneddoti più bizzarri della sua famiglia, nella versione italiana originaria di Frosinone. Ma non è solo Francesca a catturare lo spettatore per carisma e simpatia. A competere con lei ci sono anche il sibillino Niles, maggiordomo della famiglia Sheffield sempre pronto a dire la sua e interpretato da Daniel Davis e C.C. Babcock, assistente del signor Sheffield – innamorata del suo capo e sempre in lite con Niles – interpretata da Lauren Lane. Ma non è finita, il meglio l’ho tenuto alla fine. Sto parlando proprio di loro. Del mitico duo scoppiettante di zie e confidenti di Francesca: Assunta e Yetta. Pazze, sempre sul pezzo e mai e poi mai “fuori moda”, le due arzille vecchiette che tutti vorremmo essere una volta invecchiati. E come non parlare poi delle varie special guest che – come Pokémon rari – apparivano in qualche episodio qua e là: da Twiggy a Ray Charles, da Whoopi Goldberg a Pamela Anderson, un’infinità.

Immagine tratta da La Tata

Ma soprattutto, ricordate lo sfavillante “main theme” della serie? The Nanny named Fran – questo il nome del tema principale – era cantato da Ann Hampton Callaway e apriva ogni episodio della serie ricordandoci – insieme a un simpatico siparietto animato – come Francesca fosse diventata la tata di famiglia. Una melodia allegra e scanzonata come poche, la quale faceva venire voglia di salire sul divano e ballarla fino alla fine.

Adesso come adesso, riguardare gli instancabili episodi de La Tata ci strappa un sorriso, ma allo stesso tempo ci rende nostalgici; è la stessa emozione agrodolce che si insinua nei nostri cuori quando riguardiamo per l’ennesima volta serie come Friends, How I met your mother o The Big Bang Theory. Tutte loro sono serie tv pazzesche che – nonostante tutto e tutti – rimarranno sempre e per sempre al vertice delle nostre Top Ten.

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Che dire di me? Amo leggere, inventare storie, e perdermi nella sala buia di un cinema. Adoro quel momento magico in cui le luci si spengono e il film si appresta a iniziare. Sono una ragazza cresciuta a pane, sogni e libri; e che puntualmente a fine giornata si ritrova con la mano sporca di inchiostro.

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