Come districarsi nel complicato mondo del lavoro, tra contratti obblighi e diritti
Il mondo del lavoro è davvero complesso, ecco una breve guida per capire i punti fondamentali di diritto del lavoro.
Siete dei giovani appena diplomati o laureati? Avete da poco intrapreso una attività lavorativa? In questa breve guida si vuole fare un po’ di chiarezza in merito al difficile mondo del lavoro: come funziona, quali sono gli obblighi del lavoratore e quali sono invece i suoi diritti, che cosa è un contratto collettivo nazionale, cosa vuol dire lavoro subordinato e soprattutto che cosa fare per tutelarsi sul posto di lavoro. Scopriremo tutto ciò a breve.
Il contratto di lavoro
In Italia il rapporto di lavoro è regolato da un contratto che si impone come un accordo tra le parti (lavoratore e datore di lavoro) in cui si stabilisce la remunerazione, la tipologia di lavoro, i diritti e i doveri del lavoratore. Tale accordo pone vantaggi ad entrambe le parti: l lavoratore porta una fonte di reddito, mentre al datore di lavoro una persona che svolga una determinata mansione.
Le principali fonti normative del contratto di lavoro sono il codice civile, soprattutto il libro quinto del lavoro, le norme speciali come il cosiddetto decreto dignità o il jobs act.
La nostra principale norma di riferimento è l’articolo 2094 del codice civile che svolge la funzione di modello per i contratti di lavoro. L’articolo recita:
[… ] è prestatore di lavoro subordinato chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell’impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore. […]
Da qui si evince che il rapporto di lavoro è basato su alcuni elementi chiave come la subordinazione, la collaborazione e l’onerosità del rapporto.
Il datore che vuole offrire un lavoro a qualcuno dovrà fargli firmare un contratto di lavoro che ha gli stessi elementi di un qualsiasi altro contratto, così come previsto dall’articolo 1325 del codice civile: accordo, oggetto, causa e forma. Potrà inoltre essere soggetto a termine e condizione.
È possibile che invece di far firmare un contratto di lavoro venga firmata la lettera di assunzione. Questa contiene tutti gli elementi essenziali del contratto di lavoro ma, per quanto riguarda gli altri aspetti non regolati, vengono rimandati al contratto collettivo nazionale.
Il datore di lavoro ha l’obbligo di dare una copia del contratto al lavoratore.
Tipologie di contratto di lavoro
Il contratto di lavoro può avere diverse tipologie: oltre al più conosciuto contratto di lavoro a tempo indeterminato, esistono altre tipologie che differiscono per alcuni elementi e sono definiti rapporti di lavoro speciali come ad esempio il contratto a tempo determinato, apprendistato, tirocinio, domicilio, domestico, portierato, subordinato sportivo, il telelavoro… Esiste poi la somministrazione di lavoro e altra figura molto importante il lavoro parasubordinato.
Come abbiamo detto questa guida si rivolge principalmente a giovani che stanno cercando di entrare nel mondo del lavoro, quindi è interessante concentrarci soprattutto sulle tipologie di lavoro quali contratti a tempo determinato, tirocinio, apprendistato, somministrazione e parasubordinato, cosa che faremo con un approfondimento in un articolo successivo, per evitare di dilungarci troppo, verranno date successivamente delle risposte più analitiche e chiare in merito alle tipologie di lavoro sopra elencate.
Periodo di prova
È previsto nell’articolo 2096 del codice civile, si tratta di un patto tra le parti in cui si stabilisce che reciprocamente, per un determinato periodo stabilito, viene valutata l’utilità della prosecuzione del lavoro. Risulta essere quindi un vantaggio per entrambi perché il lavoratore può farsi una idea dell’ambiente di lavoro, del rapporto coi colleghi e che tipo di persona è il datore di lavoro, mentre quest’ultimo ha un lasso di tempo per studiare l’attitudine del lavoratore. Questo patto deve risultare per iscritto e deve necessariamente essere indicata la durata. In caso di mancata sottoscrizione del patto di prova, l’assunzione si ritiene definitiva.
Il periodo di prova non può durare in eterno, al massimo può essere di 6 mesi, ma solitamente è indicato tale periodo nei contratti collettivi nazionali. Il vantaggio di questo periodo è che in ogni momento si può recedere dal contratto senza obbligo per le parti di dare un preavviso e senza necessità di giustificazione. Quando è terminato il periodo di prova, se non vi è un recesso da una delle due parti, il rapporto di lavoro diventa definitivo. Durante il periodo di prova sia datore che lavoratori assumono tutti gli obblighi e i diritti di un normale contratto di lavoro.
Diritti e doveri del lavoratore
Principalmente il lavoratore ha l’obbligo di svolgere la propria prestazione di lavoro, ma ci sono ulteriori obblighi previsti dalla legge. Il lavoratore ha l’obbligo di diligenza, di obbedienza, di fedeltà.
Col termine diligenza si intendono elencare una serie di attenzioni e cure che il lavoratore deve adottare nell’esecuzione della prestazione di lavoro. La diligenza è anche un parametro che viene utilizzato per valutare la qualità della prestazione, utile al fine di definire, in base alla natura della prestazione, quanto è dovuto al lavoratore.
L’obbedienza si estrinseca nell’osservare le disposizioni impartire dal datore di lavoro. Si tratta del risultato del potere direttivo del datore nei confronti del lavoratore, infatti questi è subordinato alle direttive del datore di lavoro.
L’obbligo di fedeltà tutela gli interessi del datore di lavoro, infatti il lavoratore deve essere leale e pertanto non potrà fare concorrenza al proprio datore di lavoro e dovrà mantenere la riservatezza di informazioni in merito all’organizzazione e alla produzione dell’impresa per cui lavora.
Per quanto riguarda i diritti invece sono: diritto ad avere la retribuzione, diritto ad avere il trattamento di fine rapporto e tutti gli altri diritti patrimoniali speciali, i diritti personali quali diritti che riguardano la persona e che sono garantiti dalla Costituzione come il diritto alla salute, integrità fisica, libertà, dignità, riservatezza. Infine ci sono i diritti sindacali per cui è possibile per un lavoratore aderire ad un sindacato per la tutela dei propri diritti sul luogo di lavoro.
Poteri e obblighi del datore di lavoro
I maggiori poteri del datore di lavoro sono il potere direttivo, disciplinare, di vigilanza e controllo.
Il potere direttivo è uno dei più importanti ed assicura l’esecuzione del lavoro in maniera corretta e utile per l’impresa. Il potere disciplinare infine serve ad irrogare sanzioni nei confronti dei lavoratori che non rispettano il contratto, gli obblighi e il regolamento aziendale. Il potere di vigilanza e controllo serve per monitorare il lavoro svolto dal lavoratore in modo che esegua effettivamente la prestazione, anche in sicurezza e che venga tutelato il patrimonio aziendale.
Per quanto riguarda gli obblighi del datore di lavoro, questo deve corrispondere al trattamento di fine rapporto al lavoratore, tutelare l’integrità psicofisica del lavoratore, dare una tutela assicurativa e previdenziale, dare informazioni al lavoratore in merito a ferie, malattie, paghe, mansioni ecc, svolgere accertamenti sanitari.
Il contratto collettivo nazionale
Si tratta di un accordo che viene stipulato tra datori di lavoro e organizzazioni di lavoratori. L’obbiettivo è quello di stabilire delle garanzie minime per quanto riguarda retribuzione e condizioni di lavoro. A tale contratto si devono adeguare tutti i contratti stipulati individualmente. Ogni diversa categoria di lavoro ha il suo contratto collettivo nazionale.
A chi rivolgersi in caso di problemi sul lavoro
Nel caso in cui i tuoi diritti di lavoratore non vengano rispettati, oppure il tuo datore di lavoro si comporti in maniera scorretta abusando di alcuni suoi poteri, puoi rivolgerti ad alcune figure al fine di porre fine a delle situazioni spiacevoli sul posto di lavoro, anche in caso di mobbing, molestie o vessazioni.
L’ispettorato del lavoro è un organo del Ministero del Lavoro: ha il compito di controllare e vigilare affinché il diritto del lavoro sia regolarmente applicato, che non ci siano irregolarità nel rapporto di lavoro, che venga svolto legalmente ed inoltre tutela i lavoratori che subiscono ingiustizie.
Sul nostro territorio sono presenti diversi uffici di ispettorato del lavoro a cui puoi rivolgerti. Ti puoi rivolgere ad un sindacato che ha degli uffici preposti alla tutela dei lavoratori. Oppure semplicemente puoi rivolgerti ad un avvocato per cercare di capire quale strada percorrere, legalmente, al fine di vederti riconosciuto un diritto.
Per approfondire
Riccardo Del Punta, Diritto del lavoro, Giuffrè, 2018.





