Crisalide in Movimento

Noire Perle

Un’intervista a Noire Perle, autrice di poesie da dentro un bozzolo

Qualche tempo fa mi è capitata fra le mani una raccolta poetica di 69 componimenti, che ho letto con meraviglia e trasporto: nelle sei sezioni che costituiscono l’opera, prima prova letteraria pubblica della sua autrice, si accavallano emozioni vivide e immagini di una concretezza sorprendente, tangibili e nitide nella loro potenza figurativa.

Ho avuto l’occasione di intervistare l’autrice: qui di seguito, la nostra conversazione.

Definire la propria identità è tanto difficile quant’è banale la domanda che porta a pensarci. Chi è, Noire Perle?

Noire Perle è una piccola perla nera fra miriadi di perle bianche.
È quel granulo di poesia, amore e dolore che si lascia rivestire e abbarbicare dalla sua oscurità interiore, permettendole di emergere.
A volte, essa prende il sopravvento, altre si fonde con la parte più lucente, equilibrata.
Perché l’una non può mai sopravvivere senza l’altra.

Potrei dire che è questo ciò che principalmente mi definisce come scrittrice: questo eterno dualismo, elevato in me alla massima intensità.

Cosa provi, quando scrivi?

Scrivere, per me, significa dare forma alla matassa ingarbugliata di pensieri ed emozioni che in un dato momento si aggrovigliano nella mia anima. La loro intensità è tale che, se non la tramutassi in versi e parole, io imploderei.

Scrivere è anche catarsi, nell’accezione più autentica del termine: mi permette di conoscermi e riconoscermi attraverso il flusso d’inchiostro che scorre sulla carta o, più virtualmente, su uno schermo. Scrivo dove capita, perché quando quest’onda impetuosa arriva, devo accoglierla a piene mani e divenire parte integrante di essa.

Veniamo dunque alla tua scrittura: vorrei concentrarmi su un paio di immagini che compaiono lungo il corso dell’opera.
La prima è quella dell’ossimorico bozzolo che “pur si muove”. Da dove nasce? Che significato ha essere crisalide in movimento?

L’immagine è quella di una crisalide stretta nel suo bozzolo, e dunque non ancora venuta alla luce. Nonostante la sua condizione di mutamento, viola le leggi della natura infrangendo i vincoli dell’immobilità, danzando sulle sue carni sull’onda di quello stesso, infinito mutamento.

È una crisalide che si evolve sotto le movenze neurochimiche indotte dal bipolarismo, patologia da cui sono affetta, costantemente in balia di veraci e voraci emozioni che mi divorano, fameliche, di volta in volta.

È, ma anche sono, una crisalide che si partorisce continuamente, rinchiusa in un eterno ciclo di morte e rinascita, avvolto dalla seta.
Avvicinandosi al suo bozzolo, forse, si possono già scorgere le sue ali.

La seconda immagine ricorrente è invece quella dell’orchidea, che compare più volte fra le poesie erotiche della sezione: è un fiore scelto per caso o racchiude una simbologia? Ti rappresenta?

Lego spesso i fiori alla mia scrittura. L’orchidea, in particolar modo, è fra quelli che più preferisco: per la sua bellezza, per la sua delicatezza e per il significato di cui essa si riveste. Essa è infatti simbolo d’eleganza, amore, sensualità, erotismo.
Una leggenda narra che tenga lontana la malasorte e la sterilità, tanto che nel medioevo veniva utilizzata per fare filtri d’amore. Un fiore magico, oltre che meraviglioso.

Mi chiedi se mi rappresenta… risulterei troppo sfacciata, se ti dicessi di sì?

(Sorride, mentre io scuoto il capo e proseguo con le domande)
Hai una poesia preferita, tra tutte quelle della tua raccolta? Una a cui vorresti dedicare uno spazio speciale, magari incorniciandola.

Ne sceglierei più di una, in verità, ma se dovessi proprio decidere per un unico componimento, allora sarebbe Ridammi la vita che avevo.
Quando l’ho scritta ho pianto tanto, per giorni.
La consapevolezza delle parole che avevo riversato su carta era una lama fredda che mi trapassava il cuore.

E allora perché incorniciarla, dirai?

Perché, oltre all’immenso dolore, ci ho riversato anche speranza, e quel barlume di quieta normalità, di equilibrio, che un giorno vorrei lambire.

Incornicio la speranza.

E chissà se 
magari
prima o poi 
tutte queste lame 
inferte fra le scapole 
si convertiranno in 
piume

Da “Ridammi la vita che avevo”

La raccolta si apre all’insegna dell’erotismo, dell’amore passionale, carnale. Si chiude, ad anello, con un appello che ho trovato energico e deciso verso l’amore più “sentimentale”, non inteso più neanche in senso romantico ma olistico, totale, verso il creato e verso se stessi.

Che cos’è l’amore, per te?

L’Amore? L’Amore è il mio bozzolo, la rete che mi intrappola e la seta che mi scalda. Credo che nulla abbia senso di esistere, senza l’Amore.

È ciò che anima l’uomo, che lo rende vivo, e a volte purtroppo lo rende anche bestia. L’Amore dona la vita, ma elargisce anche morte.

Ha miriadi di sfaccettature, è un prisma di infinite emozioni, desideri, legami. L’Amore ha per me il sapore dell’eternità.

L’Amore può tutto. Può davvero tutto.

Grazie per essere stata nostra ospite su Cogito et Volo, Nicole.

Grazie a voi.

Un click per leggere l’anteprima della raccolta di Noire Perle

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Nata a Conegliano Veneto, da quando ha imparato a tenere una penna in mano adora riempire ogni pagina bianca con l'inchiostro dei pensieri; si è laureata in Lettere Moderne all'Università di Udine, concludendo la carriera accademica laureandosi in Editoria e Giornalismo all'Università di Verona. Dedica il tempo libero alla scrittura e alla fotografia.

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