Intervista a Sabrina Tamiozzo, autrice del romanzo breve “La Montagna Sacra”
“La Montagna Sacra” è un romanzo corale, in cui nessuno è solo: le voci dei protagonisti si susseguono l’una accanto all’altra, creando l’impressione di un continuo passaggio di testimone. Donne e uomini si consegnano la trama narrativa senza stacchi bruschi, senza vere cesure; tutto fluisce, come se, in fondo, il primo attante del libro altri non fosse che l’umanità.
Anche le generazioni passano con una cadenza precisa, così come passano le stagioni per un albero che si riveste di rami sempre più rigogliosi: alcuni sono subito colmi di frutti, altri si dimostrano più lenti a maturare, titubando nel percorso finché anche per loro giunge il tempo della primavera. A dire il vero, non è possibile racchiudere l’intero romanzo di Sabrina in una sola metafora: va letto e scoperto senza filtri o preamboli, ricordandosi di aprire il proprio cuore prima di immergersi tra le sue pagine.
Sabrina, da dove nasce la tua passione per la scrittura? Cos’ha portato alla luce “La Montagna Sacra”?
Io questo libro ce l’avevo dentro da molti anni, premeva per diventare qualcosa di più di un semplice pensiero o di una classica storia nel cassetto. Volevo che ispirasse le persone, che lasciasse dietro di sé un messaggio di speranza, lo stesso che cerco di comunicare anche a scuola, dove insegno ai ragazzi con difficoltà nell’apprendimento.
Per quanto riguarda i miei primi passi nel mondo della scrittura, devo dire che sono stati ben diversi da questa prova letteraria, da questo romanzo breve. Scrivevo spesso filastrocche con cui celebravo le grandi e le piccole occasioni in famiglia, dedicando qualche verso in rima a compleanni, anniversari o successi di qualsiasi tipo, ma era più un gioco che un impegno intrapreso per una possibile carriera. Mi divertivo, e questo mi bastava.

Leggere invece che cosa significava per te? C’è stato qualche autore che ti ha ispirata, quando hai preso la penna in mano?
Per me ogni libro era un viaggio verso un mondo sconosciuto. Ho sempre apprezzato volare con la fantasia, staccarmi un poco dalla frenesia del tran tran giornaliero e dall’incupimento del presente: ero e sono felice di trovarmi di fronte ad un lieto fine, ad un messaggio costruttivo, ed è quello che ho cercato di lasciare anche io al lettore ne “La Montagna Sacra”.
A ispirarmi in realtà è stata Tonezza, un luogo più che un altro autore. Il paesaggio delle montagne vicentine mi è sempre stato caro, mi ha dato pace e serenità, insieme ad uno scenario meraviglioso da cui farmi abbracciare. Vorrei davvero invitare chi sta leggendo a raggiungere il Cimone almeno una volta, ad incamminarsi tra i sentieri e ad immaginare la sua cima prima del brillamento austriaco che la fece saltare in aria ormai più di un secolo fa, il 23 settembre del 1916.
A modo suo, la montagna sa parlare del proprio passato, e racconta la sua storia con solennità, senza rancore.
Dalla data di pubblicazione del romanzo, uscito per PAV Edizioni nell’aprile di quest’anno, ti sono pervenute numerosissime recensioni positive, commenti e messaggi scritti con emozione e genuino entusiasmo per l’opera: come ti senti ad essere circondata di così tanto affetto già alla tua prima prova letteraria?
Nel corso delle presentazioni spesso non mi accorgo quasi di quello che sta succedendo intorno a me, mi sento avvolta da una pura emozione che sovrasta i complimenti e le strette di mano. Mi rincuora e mi dona gioia sapere che, se non a tutti almeno a qualcuno, ho trasmesso qualcosa di veramente importante che avevo nell’animo e che forse sarà un lascito ricorrente nelle mie pubblicazioni.
Hai già in mente un prossimo titolo?
In realtà sì, anche se non è ancora quello definitivo!
Il libro c’è già, attende giusto l’ultima revisione, che per me è il passaggio più importante. A mio avviso un autore deve lasciar riposare i propri scritti, per poi riprenderli in mano e migliorarli in un secondo momento: molta della poesia che trovo nelle mie pagine nasce da questo passaggio ulteriore e dalle rifiniture conclusive.
Invitiamo a questo punto i lettori a questo nuovo viaggio nei territori del vicentino, senza altri spoiler sul contenuto della tua prossima pubblicazione. Ti ringrazio a nome di Cogito et Volo per il tempo che ci hai dedicato.
Qui di seguito troverete il link per leggere un estratto del libro di Sabrina:
Immagini gentilmente fornite da Marta Binotto e Marika Buzzaccaro





