La forma perfetta

forma geometrica

Ti senti più rotondetto del solito? Senti che le tue curve non sono al punto giusto? E se invece fosse solo una questione meramente geometrica?

– Ricapitolando, Signorina, lei mi diceva che tra i sintomi che avverte annoveriamo nausea, senso di spaesamento, tachicardia e momenti – come li ha definiti già?

– Struggenti momenti di intenso pathos leopardiano e pessimismo cosmico.

– Certo, come scordarsene. In medicina per descrivere queste precise e razionali anamnesi fatte dai pazienti usiamo il termine tecnico “anche meno”. Comunque, con che frequenza le capita di sentirsi così?

– Mi capita quando sono in gruppo: in famiglia, con la gang di amici, in università, con le amiche di nonna…

– Cosa le succede esattamente in quei contesti?

– Ma che diamine ne so. Si parla, si conversa del più e del meno, ci si intrattiene insomma… Poi ad una certa PUFF! Mi appare quest’uomo nerboruto, occhi azzurri penetranti, capelli biondi lunghi e sporchi di sudore, sguardo minaccioso, animo da guerriero e…

– Questa è la descrizione di Brad Pitt in Troy.

– Mi lasci almeno il piacere degli occhi nei momenti di sconforto.

– Per caso urla anche “ETTOREEEEEE”?

– Simpatico.

– Via, signorina, le auguro almeno che sia senza maglietta. Comunque, cosa le dice questo adone dell’irrequietezza, questo aitante cavaliere del disagio?

– Lei ritiene che le mie siano fisime esagerate, vero?

– No affatto, qui abbiamo quelle che in termine tecnico sono nominate dagli esperti “pare”. Serissime.

– In ogni caso, mi dice che è meglio che me ne vada, che forse in quel contesto non c’entro così tanto, che in mezzo a quelle persone sono di troppo. Ancora più strano è che a me sembra di star aspettandolo, di avere bisogno di quel momento in cui mi ricordo che la mia presenza è un po’ ingombrante. Quasi come se desiderassi quel fastidiosissimo campanello d’allarme.

– Incredibile, è proprio vero che a voi donne piacciono solo belli e stronzi.

– Lei è solo la seconda delle due.

– Però sono ricco. Secondo lei perché il nostro Lei-Sa-Chi le appare in questa epifania di malessere?

– Penso mi ricordi che sono diversa. Ci sono casi in cui si palesa più facilmente: ogni volta che si parla di amore, di affetti, di progetti di vita. Ancora peggio se si discute di fede o di felicità. Un disastro. In quei momenti vorrei solo vivere la mia negatività senza sentirmi in difetto perché tutti amano la vita, si innamorano, credono con ottimismo nel futuro…

– Beh Signorina, direi che la diagnosi è molto chiara.

– Tra quanto schioppo?

– Non si preoccupi, potrà godere ancora a lungo del suo pessimismo esistenziale. Lei è semplicemente un cerchio.

– Ci sono modi più edulcorati per dire a qualcuno che è ingrassato.

– Ma la smetta, lei è così tonic che con il gin farebbe uno squisito drink. Intendo dire che è un cerchio che prova a entrare in un mondo di quadrati. Siamo stati creati con angoli e spigolosità uniche, alcuni più smussati, altri pericolosamente appuntiti. Siamo unici, eppure abbiamo questo bisogno assiduo di riconoscerci perfettamente nella forma dell’altro, quasi avessimo il terrore di essere gli unici cerchi, storpi malformati feriti dalle punte dei quadrati.

– Cristo, provi lei a sentirsi l’unico cerchio!

– Ma è proprio sicura di essere l’unico cerchio? O forse anche quel suo amico, quel quadrato dichiarato e convinto, anche lui ha il timore che gli altri lo trovino un po’ troppo pentagono e non lo vogliano più? Davvero crede che nessuno abbia i suoi spettri dell’inadeguatezza?

– Non mi dica che anche lei vede Brad Pitt.

– Personalmente preferisco altro. Recentemente mi sono appassionato del Trono di Spade e ogni volta che sono con i parenti di mia moglie appare Daenerys Targaryen che mi urla DRACARYS e mi ricorda quanto sia difficile confrontare modelli di vita radicalmente opposti.

– Ma quindi cosa posso fare? C’è una cura?

– Torni a casa dalla sua famiglia e dai suoi amici. Parli loro di Brad Pitt, del suo diametro, del suo raggio, che al quadrato lo moltiplichiamo per pi greco e otteniamo tutta l’area della sua meravigliosa complicatezza. Scopra quanti di loro vorrebbero un raggio e non l’insulso lato da quadrato che lei tanto brama.

– Poetico. Tutto qua?

– Tutto qua. Per la visita sono 120 euro.

– Sticazzi.

– Termine tecnico?

Foto di copertina by MagicPattern on https://unsplash.com/photos/jbywvpa9vH8

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Dinamica ed insaziabile, sempre in ricerca. Solamente un puntino di fronte alla vastità del tutto, perdutamente innamorata delle infinite possibilità e delle contraddizioni in quest'assurda commedia dell'esistere.

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