Straordinaria amministrazione
Esistono ancora i supereroi? Sì, sono solo un po’ meno super. E non sono neanche troppo eroi. Modern problems require modern solutions, e con loro anche modern anti-heroes.
Cala finalmente la notte su AbitUdine, la città dove il tempo è scandito dalla piacevole banalità del quotidiano e in cui il ritmo si tinge di una placida ordinarietà conosciuta. Come ieri, come domani, la giornata è stata caotica e un po’ in salita, e ora tutti i suoi accostumati abitanti cercano il loro meritato e previsto riposo.
C’è chi si addormenta tranquillo, sapendo che la sveglia domani suonerà ancora alle 7.04, c’è chi fa l’amore come la prima e come tutte le altre volte, c’è chi si contorce nel letto mentre ha incubi su eventi improvvisi e inaspettate novità. Gli AbitUdinesi sono dei cittadini temprati e stoicamente AbitUdinari, loro lo sanno, non si spaventano di fronte all’ennesimo giovedì troppo lunedì e anzi, di certezze già ce n’è poche, questo non è un paese per straordinari.
Come ogni notte, la città respira tranquilla nell’abbraccio della calda estenuante routine. Come ogni notte, le sue protettrici si preparano per andare in scena. Si narra infatti che tra le braccia di AbitUdine, dopo il tramonto, danzino ancora i suoi supereroi, cinque Wonder Women un po’ particolari, in realtà forse fin troppo normali per essere Wonder, ma che anche stasera sono scese in campo nella battaglia dell’esistenza.
Nell’imbattibile squadra spicca Iron C, dall’inconfondibile mantello che è una copertina di pile. Si nutre solo di yogurt e caffè, a volte dorme, ma sono solo voci di paese. Si dice che abbia il cuore a pezzettini e ogni volta che salva qualcuno gli dà una briciola del suo stanco caparbio amore.
Accanto a lei Save-Aris, un tripudio di pazienza e momenti mai detti, capelli sempre perfetti e il potere di illuminare con i led colorati la serata di chi incontra, anche quando le sue pile sono esasperatamente scariche.
Con Great G invece non si parla spesso, per il semplice fatto che non smette mai di correre. Tenace e determinata, insegue il male con il solo ausilio delle sue gambe. Qualche pazzo sostiene che la mattina si spreme il succo di due limoni in bocca per temprarsi. Corre, scatta e non si ferma mai, chissà a quante cose pensa mentre il suo corpo prende il volo verso chi ha chiamato il suo nome.
Supe-R la guarda sempre sconsolata, porgendole da lontano lo scaldacollo che si è dimenticata anche stavolta (e la cervicale poi?). Supe-R indossa solo costumi e mantello di 4 taglie più grandi e nelle tasche delle sue Super-Salopette nasconde pezzi di tofu magico, di cui si ciba mentre accatasta i suoi tarli nel nome del Bene, che un po’ la rodono anche quando ti sorride.
Magic E infine scansiona il mondo attraverso i raggi X dei suoi profondi occhi blu e in un battibaleno trova chi nella città ha un disperato bisogno di ascolto, dal quale si fionda lasciandosi alle spalle quelle ferite ancora un po’ sanguinanti dei suoi ricordi archiviati.
Ecco, queste fanciulle proteggono la città dall’infamia della vita, sempre uguale e così piacevole, sempre rassicurante e oltremodo estenuante. I lettori lamentano forse la mancanza di spade di fiamme e di vere paladine della giustizia? Che volete che vi dica, non è un paese per straordinari.
In fin dei conti sono solo cinque donne che combattono nell’ombra, al crepuscolo, che dopo aver domato la giornata in abiti borghesi si spogliano della stanchezza e indossano la banalità dell’amore, che cocciute si ostinano a elargire anche quando non ne hanno più.
Cinque Wonder Women che di super non hanno granché, se non il fatto che anche stanotte si sono gettate nelle fauci della routine, combattendo quelle poche amate famigerate certezze. Se non è a volte la più grande impresa alzarsi ancora dal letto, questo non è proprio un paese per straordinari. Ma è già sorto il giorno su AbitUdine e i loro mantelli sono già stati nascosti nell’armadio. Tra una doccia e un caffè, le supereroine si preparano all’incredibile distruttività dell’abitudine.
A cinque donne che ammiro profondamente.
Photo by Craig McLachlan (Unsplash)





