Il Nobel all’economia: metodo e lavoro

Assegnato a 3 Professori per aver portato avanti studi sull’economia del lavoro e aver rivoluzionato la metodologia di ricerca in ambito economico.

Assegnato a 3 Professori per aver portato avanti studi sull’economia del lavoro e aver rivoluzionato la metodologia di ricerca in ambito economico.

L’assegnazione del premio

Lo scorso 11 ottobre è stato assegnato il premio Nobel all’economia, vinto da 3 ricercatori che insegnano negli Stati Uniti.

I loro meriti riguardano essenzialmente studi nell’ambito dell’economia del lavoro, l’applicazione degli esperimenti naturali in maniera similare a come avviene in medicina, e l’utilizzo di metodologie rivoluzionarie nell’ambito della ricerca empirica.

I tre vincitori sono stati David Card, Joshua Angrist e Guido Imbens rispettivamente con le seguenti motivazioni. Il primo “Per i suoi contributi empirici all’economia del lavoro”, i secondi “per i loro contributi metodologici all’analisi delle relazioni causali”.

David Card Immagine wikipedia
Gli studi

I tre ricercatori hanno utilizzato gli esperimenti naturali dare delle risposte a domande macroeconomiche più complesse.

David Card si è concentrato sugli effetti dell’introduzione del salario minimo in un contesto lavorativo localizzato, dell’effetto dell’aumento dell’immigrazione sull’occupazione e di quanto incida l’educazione e gli anni di istruzione per una persona nel suo percorso lavorativo.

Angrist e Imbens invece hanno dato un loro contributo metodologico utilizzando gli esperimenti naturali, ritenuti estremamente utili nella ricerca delle risposte alle complesse domande della macroeconomia, studiando le relazioni causa effetto risultanti dall’esperimento.

Causa-effetto

L’importanza dell’assegnazione di questo premio sta nell’aver introdotto nell’ambito degli studi economici, l’analisi dei dati volta a individuare una relazione tra causa ed effetto, di come l’intervento pubblico nell’ambito dell’economia del lavoro o nell’istruzioni determinino dei risultati.

Attualmente lo studio empirico in economia è il più utilizzato. In passato gli studi venivano fatti basandosi su dati aggregati, ora su esperimenti naturali e dati disaggregati.

Negli esperimenti naturali si studiano gli effetti dell’introduzione di un elemento esterno in un gruppo di individui, si osserva la reazione e si confronta il risultato rispetto al gruppo di controllo che non ha subito nessun tipo di elemento esterno, come avviene in maniera similare in medicina.

Limiti

Appare evidente che questi esperimenti è difficile ricrearli in laboratorio o in macroeconomia ad esempio aumentando i tassi di interesse, per tanto l’approccio è quello di osservare delle ingerenze casuali che sono avvenute nel corso della storia in un’area geografica identificata.

Uno degli studi più celebri è quello di David Card che ha osservato l’esodo degli immigrati cubani in California dopo l’esilio di Fidel Castro. Card ha studiato come nonostante l’aumento degli immigrati a Miami di 150 mila unità, l’occupazione e gli stipendi non avessero riscontrato variazioni significative, smentendo quindi la teoria secondo cui un aumento dell’immigrazione abbia degli effetti negativi sui salari e l’occupazione.

Altro studio importante è quello relativo all’istruzione. La ricerca ha prodotto un risultato interessante, infatti è stato dimostrato come gli stati che investono maggiormente nell’istruzione hanno un maggior ritorno in termini economici rispetto a chi investe di meno.

Angrist Joshua immagine di wikipedia
I salari minimi

Lo studio che ha suscitato più clamore in questi giorni è quello di Card in merito all’introduzione dell’aumento dei salari minimi. Infatti è stato preso da esempio da molte forze di sinistra come dimostrazione del fatto che gli economisti teorici si sbagliano.

La domanda era di capire quali sono gli effetti sull’occupazione se viene aumentato il salario minimo dei lavoratori. Secondo gli economisti teorici, in un mercato in cui vi è concorrenza, un aumento del salario minimo avrebbe degli effetti negativi sull’occupazione, questo perché ci sarebbe una diminuzione della domanda del lavoro da parte dei datori di lavoro in quanto costerebbe di più.

La ricerca

Nello studio empirico di Card è stato osservato in un esperimento naturale (evento casuale) dell’aumento dei salari minimi nello stato della Pennsylvania, c’era stato un aumento dei salari dei lavoratori di fast food, mentre in New Jersey questo non era avvenuto (gruppo di controllo), entrambi gli stati sono molto vicini, quindi questa serie di eventi è servita per fare ricerca empirica. Il risultato ottenuto è che non vi è una variazione significativa nell’aumento del salario minimo sul dato occupazionale.

Gli studi portati avanti dai ricercatori sono in realtà molto dibattuti e presentano molte limitazioni, quindi non è possibile fare delle generalizzazioni. L’economia infatti è una scienza sociale e le sue teorie, per quanto il più possibile matematizzate, non possono essere replicabili e verificabili sempre e comunque. Per questo non è corretto ritenere che una introduzione dei salari minimi possa effettivamente essere utile, in maniera difforme a quanto stabilisce l’economia teorica.

Curiosità del passato

Inizialmente il premio Nobel all’economia (nome ufficiale: premio della Banca di Svezia per le scienze economiche in memoria di Alfred Nobel) non era previsto. Venne introdotto successivamente nel 1968 come premio alla memoria di Alfred Nobel.

In passato al momento della istituzione, ma anche attualmente, è stato un premio molto criticato, per il fatto che Alfred Nobel non l’avesse previsto. Aveva addirittura espresso una sorta di odio nei confronti dell’economia, perché a differenza delle altre scienze premiate, le teorie economiche non sono sempre verificabili.

I detrattori più spietati ritengono addirittura questo premio un mero strumento per aumentare la reputazione delle singole università e dei ricercatori.

I numeri

In 52 edizioni, sono stati ben 86 i vincitori. Lo stato con il maggior numero di vittorie sono gli Stati Uniti con 47 vincitori. L’Italia ha vinto una sola volta con Franco Modigliani nel 1985.

Due sole sono le donne vincitrici, la prima è stata la statunitense Elinor Ostrom nel 2009.

In copertina © Nobel Prize Outreach 2021 Ill. Niklas Elmehed

Sono nato a Brescia nel 1994. Laureato in Giurisprudenza, lavoro in banca, pratico Muay Thai, mi interesso di criminologia, diritto, economia, storia e cinema. Scrivo per diletto, per passione e offrire un punto di vista personale rispetto a quello che ci circonda.

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