I Tipografia Sonora e l’arte dell’empatia

tipografia sonora

Il lavoro del fotografo marchigiano Mario Giacomelli (1925-2000) è stato di una dirompenza e intensità tale da lasciare un segno indelebile nell’arte fotografica italiana e mondiale. I Tipografia Sonora, un trio marchigiano formatosi nel 2024, gli hanno reso omaggio con un concept album denso di atmosfere elettroniche e nu-jazz perfettamente ricongiungibili alla poetica dell’artista di Senigallia, dimostrando un’empatia fuori dal comune.

Facciamo prima un breve excursus sulla poetica fotografica di Mario Giacomelli, per poi recensire l’omaggio musicale che gli hanno reso i Tipografia Sonora.

Il movimento come filosofia di vita

Tipografo per lavoro, fotografo e pittore per destino e vocazione, di origini contadine che furono determinanti nel trasmettergli un amore viscerale per la terra e per il rispetto di essa. Per Mario Giacomelli arte e vita sono sempre state l’una il naturale prolungamento dell’altra e la macchina un semplice mezzo per esprimere e condividere un pensiero. Il suo scatto non nasce per catturare un momento, bensì per renderlo cangiante e imprevedibile. La sua visione delle cose è improntata ad un infinito e instancabile dinamismo, ad una voglia di modificare e rendere vivo il proprio lavoro. Tanto che le sue opere sono contraddistinte da sovrapposizioni e parti intercomunicanti. Ed è proprio nella reinterpretazione in chiave musicale di questo concetto che si impernia il lavoro dei Tipografia Sonora.

Le Marche come stella polare

Altro terreno in comune tra la band e il fotografo è l’amore per la propria terra natìa, quelle Marche interpretate soprattutto in chiave rurale e contadina. L’amore per le cose semplici e per la campagna è uno dei punti focali della produzione di Giacomelli e il trio attinge a piene mani da questi concetti, riproducendoli fedelmente dal punto di vista musicale. Qui emerge la capacità dei tre musicisti di entrare in profonda empatia con l’anima del fotografo.

Tipografia Sonora

È con questo background che Michele Duscio, Leonardo Francesconi e Francesco Savoretti, aka Tipografia Sonora, hanno intrapreso il percorso che li ha portati all’uscita del loro primo omonimo album, pubblicato il 24 gennaio 2025. Disco in cui si destreggiano con armonia tra atmosfere ambient, elettroniche e sfumature jazz. Il dinamismo e l’imprevedibilità creativa tipiche del fotografo vengono richiamate grazie a sequenze elettroniche randomiche, generate grazie ad un algoritmo. L’obiettivo di ridare vita al lavoro di Giacomelli e far rispecchiare l’ascoltatore in esso, appare come riuscito già dal primissimo ascolto e adesso andremo ad analizzarlo nel dettaglio.

Le prime 5 tracce: l’immersione

Rami spogli apre il concept ed è l’esemplificazione musicale di un paesaggio invernale, resa grazie ad un connubio tra un algido pianoforte e il sound glaciale dei sintetizzatori. In Interiorità il trio costruisce un paesaggio sonoro intorno alle parole del fotografo intento a raccontare il suo modo di pensare e di vedere il mondo. È un pezzo che permette di entrare in profonda connessione con l’anima dell’opera. Testa tra le nuvole è onirismo, sogno, immersione. Grano è una composizione ricca di contrasti, inizia densa di sintetizzatori aspri per poi diventare molto jazzy e ritornare ancora alla ruvidezza iniziale. In Solchi e cicale le percussioni dominano e richiamano il canto ritmico delle cicale.

Le ultime 4 tracce: l’energia

Spazio, tempo, luce è un brano il cui nome identifica le tre componenti fondamentali della fotografia di Giacomelli, ripetute ossessivamente durante tutta la composizione. Musicalmente il trio riesce a cucirci intorno una composizione estremamente ritmata, affascinante e dinamica. Ombre e clangori è energia in movimento, flusso di suoni e pensieri. In Contrasto la tensione ritmica di un pianoforte ripetitivo viene continuamente spezzata dall’intervento di una percussione sferzante. La traccia finale, Viale alberato, è calda, avvolgente e le percussioni molto legnose sono determinanti nel creare l’effetto foresta.

Un connubio vincente

In definitiva l’opera dei Tipografia Sonora è la dimostrazione che musica e fotografia sono arti correlate e intrise l’una dell’altra e che l’immedesimarsi nell’altro è un pregio che rende emozionante e viva ogni opera umana.

Instagram dei Tipografia Sonora

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