Arisa, sempre pronta a rinascere

Cosa è successo alla ragazza timida con i capelli a caschetto e gli occhiali tondi che sorrideva appena? Scopriamo assieme la sua storia.

Rosalba Pippa nasce a Genova il 20 agosto 1982 ma cresce a Pignola, un paesino della Basilicata nei pressi di Potenza. Lì affonda le sue radici la sua famiglia, a cui Rosalba è da sempre molto legata, come si legge nella canzone Io sono:

Io sono una donna che crede all’amore, che vuole il suo uomo soltanto per sé,
voglio essere mamma perché la mia mamma è la cosa più bella che c’è, 
mi piace il Natale, domenica al mare, poi alzarsi da tavola verso le tre,
perché la famiglia a me mi meraviglia, mi piglia, vorrei farne una da me.

Io sono – Arisa
Credits: Wikipedia

Proprio per questo Arisa, come nome d’arte, nasce dall’acronimo dei nomi di tutti i componenti del suo nucleo familiare: la A del padre Antonio, la R del suo stesso nome Rosalba, la I e la S delle sue sorelle Isabella e Sabrina e la A della madre Assunta. In questo modo, dichiara la cantante in diverse interviste, la famiglia la accompagna in ogni sfida e occasione.

Sin dall’età di quattro anni si mette alla prova, partecipando al suo primo concorso canoro. In seguito lavora sulla respirazione diaframmatica e in generale sulla gestione del fiato studiando vari brani di Mariah Carey e Celine Dion.

Noi solitamente ricordiamo la Arisa del primo palco su cui non ha potuto che suscitare scalpore: dopo aver vinto il concorso SanremoLab nel dicembre 2008, partecipa a Sanremo e si classifica al primo posto, vincendo la categoria con il brano Sincerità, vestita d’una semplicità innegabile e d’una timidezza inaudita per una voce tanto limpida e precisa nell’intonazione. Il binomio contrastante tra riservatezza e bravura risulta l’elemento caratteristico del suo carisma che viene accresciuto dal suo cantare con le mani dietro la schiena o al massimo raccolte davanti a sé, abbandonate verso il basso assieme alle braccia con una staticità spesso sconsigliata, ad esempio, ai coristi, che però la rende unica nel suo genere e largamente apprezzata.

Eppure Arisa timida di certo non è, né restia a mettere in luce il proprio valore non solo di artista ma anche di donna sempre pronta a rinascere, riscoprirsi ed essere forte.

Io sono qui, per ascoltare un sogno,
non parlerò se non ne avrai bisogno
ma ci sarò, perché così mi sento
accanto a te, viaggiando controvento.
Risolverò, magari poco o niente
ma ci sarò, e questo è l’importante

Controvento – Arisa

Il palco di Sanremo è per Arisa una seconda casa: nel 2010 nella categoria Artisti ha partecipato con Malamorenò, nel 2012 ha guadagnato l’ammirazione del pubblico e anche il secondo posto con La notte, nel 2014 con Lentamente e Controvento ha scalato la vetta del successo, vincendo con quest’ultimo brano il Festival della Canzone Italiana. In seguito nel 2015 inoltre è stata co-conduttrice, assieme a Carlo Conti, e nello stesso anno è stata annunciata la sua partecipazione al Festival con Guardando il cielo, oltre ad esser stata scelta da Noemi come aiutante nelle Battles di The Voice of Italy.

Più recentemente, nel 2018, ha percorso nuovamente il palco dell’Ariston per accompagnare Giovanni Caccamo in Eterno e nel 2019, pur non essendo al massimo delle sue forze fisiche, ha cantato Mi sento bene, brano che il pubblico sanremese ricorda per la sua estrema difficoltà. Nel 2020 viene esclusa dal Festival a causa di un brano simile al proprio, ma ritorna ugualmente sul palco per duettare con Marco Masini nella serata denominata Sanremo 70.

Insomma, il palco dell’Ariston ormai non ha più segreti per lei che sa ormai calcarlo con eleganza e fiera modestia, e potrete confermarlo se ripensate a come si è mossa a proprio agio, con consapevolezza e sguardo vivo ed emozionato, nel 2021 durante l’esecuzione di Potevi fare di più, scritta da Gigi D’Alessio apposta per lei.

E qui è doveroso ricollegarsi a un gossip che in questi giorni non può sfuggire. A Domenica In infatti, subito dopo il Festival, si è notato un continuo sorvolare dell’artista riguardo la propria situazione sentimentale, davanti agli occhi inteneriti di Mara Venier, mentre è ancor più recente la notizia del rappacificamento con il suo fidanzato Andrea De Carlo con il quale, a quanto pare, si era verificata una rottura a pochi mesi dalle nozze che erano già state programmate per il 2 settembre e che ora, da quanto lasciano intendere i giornalisti, non si realizzeranno più.

In questi anni, la cantante nelle interviste televisive è sempre stata reticente sulle proprie relazioni amorose, scherzando a riguardo con un sorriso provocatorio, affermando di essere sì una buona cantante ma non una buona fidanzata, dato che non si può riuscire bene in tutto nella vita. Cogliamo il suo sorriso come sfida, ben consapevoli che dalla sua voce emerge una vera a propria forza di amare.

Nonostante le tribolazioni emotive di questi anni, infatti, Arisa dimostra sempre di saper rialzarsi, credere in se stessa, darsi continue possibilità perché è sempre stata una donna pronta a rinascere. Sa prendersi cura del proprio corpo e della propria voce intesi come pura espressione trasparente di sé. Ed è qui che voglio soffermarmi: era necessario introdurre la sua vita, i suoi affetti, i suoi successi, ma chi è Arisa? Che cosa traspare dalle sue esibizioni? Che cosa sa trasmettere con la propria voce?

Abbi cura di te, io lo dico a me stessa,

davanti allo specchio c’è un’altra promessa,

di strada da fare ancora ce n’è, avrò cura di me.

Avrò cura di me, del mio lato migliore,

da quando per luna mi basta un lampione,

di strada da fare, ancora ce n’è,

avrò cura di me.

Abbi cura di te – Arisa

Questa cantante è un vero e proprio esempio per tutti noi. Se sul palco – che potrebbe essere anche la metafora della vita, non intesa come performance, ma come improvvisazione nelle sfide – sbaglia, sa di essere umana e sorride, si rialza con stile, si fida del proprio pubblico e, ora, dopo anni di battaglie interiori, anche di se stessa. Accoglie le difficoltà e le cadute, si migliora, ed è per questo che si dimostra una donna sempre pronta a rinascere, a ricredersi, a leggere dentro di sé per poi saper leggere anche dentro di noi.

Non mi piaccio tanto, però non devo essere per forza bella e non sarò mai come Claudia Cardinale. Per fortuna ora ci sono persone che si occupano di me. Da sola combino guai.

Credits: intervista di Cristina Lacava, Iodonna.it, 23 gennaio 2017

Rosalba ci insegna che amare significa lasciarsi andare, vivere le sensazioni a pelle, vedere la realtà ed accettarla dentro e fuori di noi, apprendere dai contrasti, se necessario, e renderli parte della propria storia. Tutti noi possiamo essere quella nuova Rosalba in città che torna a sorridere, ognuno di noi dopo la proprio performance può ridere e piangere allo stesso tempo e ciascuno di noi può sentire quel che di più vero e concreto trapela dal suo timbro limpido e sofferto: l’emozione. L’emozione per la vita, per le piccole cose, per la famiglia, le persone a noi vicine, il buono che c’è in ogni giorno, insomma, e che noi abbiamo gli occhi per notare. Arisa ci spinge alla sensibilità, alla forma più bella dell’esistenza – quella dell’accettarsi così come si è, traendo il meglio da quel che accade e utilizzando la sofferenza come trampolino per lanciarci in nuove sfide.

Forse è tutto qui il mio vivere, quasi elementare, semplice,

ridere non è difficile

se cogli il buono di ogni giorno ed ami sempre fino in fondo:

adesso voglio vivere così.

Mi sento bene – Arisa

Ognuno ha qualcosa dentro di sé
e basta cercarla, veder di trovarla, capire dov’è.
Ognuno ha un talento e ce l’hai anche tu,
anche se per ora le tue insicurezze sfamano e accrescono le tristezze
di questa vita che non ti vuole, tanto domani c’è sempre il sole:
pensa così! Fai solamente quello che credi, non ascoltare se non ti fidi
nemmeno a me, che non sono certo niente di diverso
rispetto anche a te

Pensa così – Arisa

Prima di essere una cantante, Arisa è una persona. Ci invita alla fragilità e a trovare in essa la forza di combattere. Non c’è da vergognarsi davanti alle debolezze, se queste ci rendono le persone che siamo. Non dobbiamo temere di essere amati se la vita ci fa questo dono: se siamo grati alla vita, quello che ci spetta è dietro l’angolo.

Noi, come la nostra Rosalba, meritiamo l’amore quanto il poter amare, di vivere ed essere vissuti da chi ci circonda. Senza paura di crollare, senza il terrore di deluderci o deludere chi amiamo, perché chi ci ama ci vuole con tutto il cuore così come siamo, compresi i nostri difetti, e renderà bello ogni angolo della nostra anima, anche quello che più di tutti avremmo voluto cambiare.

Davvero tutti noi, soprattutto in questo periodo, dovremmo ascoltare molto di più Arisa e lasciarci cullare dalla sua voce, avendo la forza di amare la nostra esistenza, per quanto – o forse proprio perché – difficilissima da affrontare.

Il tempo fa la storia, soltanto la memoria

ferma un istante nella mente mia,

perché lui non aspetta, lui scorre lento e in fretta,

non guarda indietro, passa e non si ferma mai.

Non so se c’è una fine né quanto ne rimane,

quello che voglio è provare a non buttarlo via,

pensando al mio passato e a quello che ho sbagliato

io mi riprendo questa vita e le occasioni che mi dà senza nessun rimpianto.

Il tempo che verrà (…) quanta altra vita ci darà, (…) se schiaffi o se carezze, cosa mi darà?

Il tempo che verrà – Arisa

Immagine di copertina tratta da Wikipedia.

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Non ho il dono della sintesi e qui mi è richiesta una brevità epigrammatica: vi basti sapere che sono un'appassionata antichista, dedita corista e aspirante insegnante e scrittrice. Amo viaggiare, conoscere persone nuove e mettere per iscritto ogni emozione vissuta.

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