10 cose (+1) da sapere per aprire un mutuo
Sei un giovane indipendente che cerca di mettersi in proprio? Ecco la guida di cui hai bisogno!
Il primo consiglio per chi intraprende un mutuo ipotecario consiste nel calcolare adeguatamente il tipo di rata che si è in grado di sostenere, valutando attentamente il proprio reddito in modo da determinare la disponibilità mensile dopo avere sottratto le spese ordinarie. Aspetta un attimo: troppo difficile? Siamo andati troppo veloci? Ecco una piccola guida agile e chiara per capire di cosa parliamo quando parliamo di mutuo!
1) Che cosa è il mutuo ipotecario?
Il mutuo ipotecario è la forma più diffusa di credito immobiliare, si tratta di un finanziamento a medio- lungo termine che solitamente dura dai 5 ai 30 anni. In genere il cliente riceve la somma in un’unica soluzione e la rimborsa nel tempo con rate. Il mutuo ipotecario oltre ad essere utile nell’acquisto di un bene immobile, può servire anche per sostituire o rifinanziare mutui già ottenuti per il medesimo scopo. Questo tipo di mutuo è definito ipotecario perché il pagamento delle rate è garantito da un‘ipoteca sull’immobile, in genere il medesimo che acquistiamo.
2) Chi può richiedere un mutuo?
Chiunque può richiederlo, purché possa dimostrare di essere in grado di restituire nel tempo la somma ricevuta in un’unica soluzione: per controverificare tale condizione, l’intermediario, ovvero chi concede il mutuo, si riserva di valutare il merito creditizio ovvero le credenziali economiche del consumatore.
3) Quanti soldi si possono chiedere?
L’intermediario generalmente lo concede sulla base del valore dell’immobile da acquistare. Tale cifra, tuttavia, non deve superare l’80% del valore dell’immobile che viene stabilito tramite una perizia effettuata da un tecnico indipendente .
4) Come capire quale tipo di mutuo fa al caso mio?
Per comprendere quale tipo di mutuo conviene richiedere bisogna sapere che quanto più breve è la durata, tanto più alte sono le rate, però in questo caso l’importo dovuto per gli interessi sarà più basso, invece, quanto più lunga è la durata, tanto maggiore è l’importo dovuto per gli interessi che vengono maturati e le rate saranno più basse.
5) Che cosa è il tasso fisso?
Il mutuo a tasso fisso ha come caratteristica quella di avere un tasso che rimane immutato per tutta la durata del contratto così come è stato stipulato all’inizio. Lo svantaggio di questa condizione contrattuale è data dal fatto che non si può usufruire di eventuali riduzioni dei tassi di mercato che si possono verificare nel corso tempo. Il tasso fisso è consigliato a chi teme che i tassi di mercato possano crescere e fin dal momento della firma del contratto vuole essere certo degli importi delle singole rate e dell’ammontare complessivo del debito da restituire.
6) Il tasso variabile e quando conviene
Un altro tipo di mutuo è quello a tasso variabile, dove il tasso di interesse può variare a scadenze prestabilite rispetto al tasso di partenza, perché in questo caso segue le oscillazioni di un parametro di riferimento stabilito sui mercati monetari e finanziari. Il rischio principale di tale mutuo è l’aumento dell’importo delle rate. Naturalmente chi sceglie quest’ultimo tipo di mutuo ipotecario deve avere un minimo di mentalità finanziaria, seguire i mercati, leggere giornali di economia e finanza in modo da poter richiedere nuove contrattazioni sulla base delle oscillazioni di mercato. È pura illusione, infatti, che sia la banca a intervenire in favore del cliente, suggerendo la ricontrattazione dell’importo delle rate.
7) Altre soluzioni intermedie
Esiste anche il mutuo a tasso misto, dove il tasso di interesse può passare da fisso a variabile e il mutuo a tasso doppio che è suddiviso in due parti: una con il tasso fisso, una con quello variabile, questo tipo di tasso è suggerito per chi vuole una soluzione intermedia tra tasso variabile e fisso.
8) Come si determina il tasso?
Il tasso è determinato in base a parametri stabiliti sui mercati monetari e finanziari ai quali viene aggiunta una maggiorazione detta spread, che rappresenta la differenza tra il tasso di riferimento e il tasso effettivamente applicato. Il parametro per il tasso fisso è l’Eurirs (Euro Interest Rate Swap), per il tasso variabile è l’Euribor (Euro Interbank Offered Rate).
9) Altre spese da mettere in conto
Quando il mutuo viene concesso da una banca, il cliente paga un’imposta, il cui valore è pari al 2% dell’ammontare complessivo o allo 0.25% nel caso in cui si stia acquistando la prima casa. Tale imposta è trattenuta direttamente dalla banca e per tale motivo la somma che il cliente riceve è inferiore all’importo concesso. Tuttavia, ci potrebbero essere anche altre imposte aggiuntive.
10) L’ipoteca e altri tipi di garanzia
La garanzia che l’intermediario richiede solitamente è l’ipoteca, che gli dà il diritto di far vendere l’immobile se il cliente non riesce a restituire il finanziamento. Tuttavia il finanziatore potrebbe richiedere altre garanzie come la fideussione, ovvero l’impegno da parte di un’altra persona di garantire personalmente al creditore il pagamento del debito del richiedente tramite il proprio patrimonio. Tale garanzia è personale perché il creditore può rivalersi sull’intero patrimonio del garante.
11) Come calcolare la rata ideale?
Torniamo al punto da cui siamo partiti: il primo consiglio consiste nel calcolare adeguatamente il tipo di rata. È utile e conveniente che la rata non superi un terzo del proprio reddito. Infatti, occorre fare una considerazione prospettica in modo da rendersi conto che, oltre alle spese ordinarie, si potrebbe essere costretti a fronteggiare un abbassamento del reddito annuo per cause impreviste. Per completare una riflessione adeguata, occorre conteggiare anche gli interessi che dipendono in buona parte dalla durata del mutuo. Nella pianificazione delle spese di acquisto bisogna aggiungere le spese notarili e le imposte da pagare al momento della stipula del contratto di acquisto dell’immobile. È importante valutare vantaggi e svantaggi del tipo di tasso scelto considerando la propria condizione economica, le situazioni di mercato e la loro possibile oscillazione nel tempo. Un importante elemento da valutare e confrontare è il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), che indica il costo totale del mutuo su base annua ed è espresso in percentuale sull’ammontare del finanziamento concesso.
Per concludere, è importante ricordare che prima della conclusione del contratto di credito il richiedente ha diritto a un periodo di riflessione di almeno sette giorni per poter confrontare diverse offerte, valutarne le implicazioni e prendere una decisione consapevole. Durante questo periodo l’offerta è vincolante per il finanziatore e può essere accettata dal richiedente del mutuo in ogni momento.





