Il potere del cibo: supercibi e affini
Oggi possiamo scegliere il cibo che più si adatta alle nostre preferenze. Spesso però siamo guidati dalla moda del momento: come scegliere?
La nostra moderna società occidentale è iperprovvista di beni alimentari, tanto che il problema non è più la fame, ma l’esatto opposto. Il beneficio è che l’ampia gamma di prodotti a nostra disposizione ci permette di scegliere dei regimi alimentari (o diete) che si adattino al nostro stato di salute, sostituendo alcuni alimenti e favorendone altri. A volte però le indicazioni non sono basate su fatti medici e scientifici, quanto piuttosto sono dettate dalla moda del momento.
Buon sangue non mente
Piccole differenze della superficie dei nostri globuli rossi (presenza o assenza di alcune molecole come gli antigeni) fanno sì che ciascuno individuo possa avere il gruppo sanguigno A, B, AB oppure 0.
Importantissima per le trasfusioni ed altre analisi di compatibilità, questa classificazione è stata adottata anche per la formulazione di alcune teorie.
Alla fine del secolo scorso, per esempio, nasce la famosa dieta dei gruppi AB0, che si diffonde in Italia appena un decennio fa. La chiave per l’associazione di specifici alimenti al gruppo sanguigno risiede nella presunta data di comparsa di quest’ultimo nel corso dell’evoluzione dell’uomo. Il gruppo 0 per esempio, ritenuto il più antico, è associato ai primi individui cacciatori, che si nutrivano principalmente di carne. Questo dunque l’alimento favorito per il gruppo 0 anche al giorno d’oggi. E via così con gli altri gruppi.
Tuttavia, il fondamento evoluzionistico è praticamente nullo. I geni che caratterizzano la superficie dei globuli rossi in AB0, infatti, sono posseduti anche dalle rane! Quindi sono molto più antichi del genere Homo. Inoltre è davvero meglio per il gruppo A mangiare pasta e per il gruppo B latticini? Non esistono evidenze a supporto. Diversi studi sono stati effettuati, sia osservazionali (esclusivamente raccolta dati) che sperimentali (i ricercatori proponevano una dieta diversa a diversi individui valutandone poi i parametri di salute), con il risultato che a stare meglio erano i soggetti che avevano introdotto più fibre e ridotto i grassi. Tutto ciò assolutamente indipendente dal gruppo sanguigno.
Facile addossare al gruppo sanguigno o ad esterne prescrizioni (per quanto infondate) la responsabilità del nostro stato di salute. Non si nega che la predisposizione ad alcuni disturbi metabolici abbia un presupposto genetico, ma di certo non è legata ai nostri globuli rossi!
L’epoca dei supereroi: i Supercibi
Così come le annuali uscite dei film sui supereroi, più o meno lo stesso ritmo seguono le mode sui supercibi, affascinanti aggiustatutto dalle origini spesso esotiche.
Il valore di alcuni di questi è innegabile. Ottimi il té verde e la curcuma, così come diversi tipi di semi e la quinoa. Ma tra il trarne dei benefici e il considerarli il nostro mezzo di redenzione c’è di mezzo il mare.
Simile il discorso per la corsa al cibo proteico. In realtà (al di là di fabbisogni specifici relativi all’attività fisica) ciò che ad un normale individuo serve sono le proteine ad alto valore biologico. I costituenti minimi delle proteine sono infatti gli amminoacidi, di cui ne utilizziamo principalmente una ventina. Il nostro corpo non è in grado di produrli tutti, otto in particolare vengono chiamati essenziali, proprio perché devono essere assunti tramite l’alimentazione. Per cui è fondamentale introdurli tramite carne, uova e latticini. Anche alcuni vegetali, come la sopracitata quinoa, li contengono tutti.
Curarsi mangiando
Il cibo è anche il focus di alcune teorie curative. Molte sono le diete proposte come alternative ai farmaci, trovando posto tra gli approcci alternativi. Inoltre, investigando sul web, si può trovare una sfilza di cure basate su alimenti e abbinamenti. Questi decaloghi di perfezione alimentare forniscono scuse per potere evitare rinunce e restrizioni.
Nel frattempo però la vera ricerca continua. Un gruppo di ricercatori inglese, per esempio, ha di recente gettato luce su uno dei possibili meccanismi tramite cui frutta e verdura possano proteggere dal cancro. L’effetto protettivo è conoscenza comune da tanti anni, ma non era mai stato chiarito il come. Una parte della pectina da vegetali e frutta potrebbe, grazie alla sua struttura, ostacolare un’oncoproteina coinvolta in diversi stadi dello sviluppo tumorale. Ed è solo un esempio del grande potere di una corretta alimentazione.
Siamo ciò che mangiamo
Si comincia ad avere un quadro più completo, dunque, sulle conoscenze che spesso costituiscono abitudini radicate spontaneamente da generazioni. I nuovi supercibi dai poteri curativi molto spesso trovano equivalenti in tanti altri alimenti più accessibili. D’altro canto, da soli non possono salvarci. Inserirli nella nostra alimentazione non può che apportare un vantaggi, mantenedo pur sempre una dieta varia e sana, meno ricca di grassi saturi e zuccheri. Si ritorna alla tanto citata dieta mediterranea.
Siamo ciò che mangiamo, ma in questo momento storico, la fetta dell’umanità a cui abbiamo fortuna di appartenere può scegliere cosa portare in tavola. Ricordiamo quindi che siamo ciò che scegliamo.





