I Migliori Album Italiani del 2024 secondo la Redazione

Non una classifica ma un elenco che ci viene da pancia, cuore e cervello

“Ora vedrai come cambia la musica!”. Ogni fine e inizio anno per gli appassionati di musica questa frase suona come un richiamo alla curiosità più che una minaccia. Ebbene sì, anche questo 2024 la musica italiana è cambiata e nel 2025 continuerà a cambiare. Quello che noi proviamo a fare è constatare quali sono state le pietre miliari di questa annata musicale: quali lavori ci hanno stupito, quali hanno innovato, quali ricorderemo tra 10 anni.

Alcuni trend del 2024 sono visibili nella nostra selezione, altri sicuramente ci sfuggono tra le pieghe degli algoritmi e dei milioni di nuovi brani che ogni anno vengono pubblicati. Uno è la malleabilità della lingua cantata, che è sempre meno obbligatoriamente l’italiano e sempre più una lingua del cuore, che sia un dialetto o direttamente l’inglese. E poi il soul, il funk e la dance come generi forti ad affiancare il pop mainstream, ormai obbligato ad accoglierli e rinnovarsi per tramite di queste contaminazioni. Infine i grandi ritorni, quelli di artisti che hanno fatto la storia e rappresentano, per fortuna, ancora una certezza.

Qui di seguito gli 8 migliori album italiani del 2024 secondo la redazione di Cogito et Volo.

Infinito + 1 – Fulminacci

Dirompente come la saetta che porta nel nome, ha aperto il 2024 il buon caro Fulminacci, che tornava sulle scene il 12 gennaio. Con la semplicità e la voglia di giocare che lo caratterizzano, a inizio anno Filippo Leroy tirava fuori una pietra miliare del nuovo cantautorato italiano, sconfinando dall’indie al nazional-popolare e andando sciacquare i panni tra le note di Jannacci e De Gregori.

Video ufficiale di Baciami baciami di Fulminacci

Infinito+1 è un album che non conosce limiti di genere o profondità, spaziando tra indie, rock e pop, non risparmiandosi taglienti ironie sul mondo musica (Spacca, Puoi, Ragù), sulla politica, tantomeno mielosissime divagazioni sentimentali (ascoltasi la spettacolare Occhi Grigi con l’intervento di Giovanni Truppi). Insomma, arrivato al terzo disco, Fulminacci continua a portarci con se nella sua lotta contro le peripezie della vita di un giovane adulto che ha come unica arma i fendenti della propria chitarra: noi non possiamo che sentirci protetti ed orgogliosi di questo moderno paladino.

Scelto da Giada Giamborino

MĀYĀ – MACE

Il Re Mida della musica italiana l’ha fatto di nuovo. Ovunque lui metta le mani in pasta ne esce qualcosa di grandioso e non poteva essere altrimenti in questo suo secondo producer album. Per realizzarlo MACE ha deciso, riprendendo una modalità molto in voga negli anni 70, di riunire musicisti e cantanti in un casolare toscano, per condividere insieme momenti di vita collettiva e lasciare che da queste basi la musica prendesse forma nel modo più spontaneo e genuino possibile. Il risultato è un disco molto eterogeneo ma coeso, non riconducibile ad un genere preciso semplicemente perché al suo interno c’è tutto: dall’hip hop all’indie, dal pop al soul, il tutto amalgamato in una salsa psichedelica di sonorità ampie ed eteree, che fa da collante tra i brani.

Video Ufficiale di FUOCO DI PAGLIA

E che dire poi degli artisti scelti dal produttore milanese per far eseguire i suoi brani, ci sono per sua stessa ammissione gli autori più talentuosi del panorama italiano. Anche qui, di conseguenza ce n’è per tutti i gusti: ci sono i rapper (Gemitaiz, Izi, Kid Yugi, Tony Boy, Guè, Noyz Narcos, Rkomi, Salmo, Fabri Fibra, Ernia), i campioni dell’indie italiano (Coez, Franco126, Frah Quintale, Fulminacci, Cosmo), nuove stelle in rampa di lancio (Joan Thiele, centomilacarie, Marco Castello, Ele A) e altri artisti di fama come Venerus, chiello e Bresh. Menzione d’onore va fatta per Marco Mengoni, che in FUOCO DI PAGLIA regala una performance sontuosa, in grado di impreziosire il disco ed esplicitarne l’obiettivo: creare un mainstream diverso, fuori dagli schemi e mai banale. Una cosa che al Re Mida riesce sempre particolarmente bene.

Scelto da Luca Di Criscio

In The Name Of – MAVERICK PERSONA

Distopico, anticonformistico e brulicante di suoni ruvidi e melodie acide. Questo e molto altro è In the name of, l’ultimo sorprendente lavoro dei Maverick Persona, un duo formato dai brindisini Amerigo Verardi e Matteo D’Astore. I Maverick Persona enunciano un mondo sempre più controllante, comprimente delle libertà fondamentali e ormai tendente al Grande Fratello orwelliano. L’atmosfera che pervade fin dal principio, e che conduce l’ascoltatore fino all’ultima traccia, è di “Matrixiana” memoria e l’impressione è quella di trovarsi in un mondo dominato dalle macchine, dove anche l’ultimo briciolo di umanità viene meno. Musicalmente è un caleidoscopio infinito di suoni e generi, dalla psichedelia e dall’acid jazz al prog elettronico e al post-rock.

Video ufficiale di Underworld cospiracy dei Maverick Persona

Complete the task è la traccia che apre le danze, molto “Albarniana”; elettronica allo stato puro fino a metà, poi l’intervento di un sassofono spiazzante rende l’atmosfera molto più densa di significato. Somewhere we have landed è la traccia più jazzistica, mentre Underworld conspiracy è la denuncia più forte, in cui il protagonista, Maverick, è soffocato dalla società sempre più consumistica e alienante. In the name of, che ricorda molto lo stile di David Bowie, è la traccia in cui il protagonista capisce di lottare per il bene, per la libertà. Il finale con Turn on the good music, louder!, ci lascia un’aura di positività ed estasi. I Maverick Persona ci regalano uno dei lavori italiani più sorprendenti e internazionali dell’anno, una vera e propria istantanea profetica di un futuro che appare sempre più vicino. Un disco di denuncia sociale molto forte, come non lo si vedeva da molto tempo.

Scelto da Davide Rossit

Guagliona – VALE LP

Dolce, Cattiva, Drogata e…ormai futura protagonista di Sanremo Giovani 2025, VALE LP nel 2024 ha esordito con un album che scava negli interstizi dei rapporti umani per restituirceli con spavalderia. Guagliona si divide tra il pop, il funky e il rap, utilizzando il dialetto campano, alternato all’italiano, come strumento di autenticità e profondità.

Video ufficiale di AMMA FA O’ POP di Vale LP

GUAGLIONA è la rappresentazione musicale di un racconto di formazione provocatorio (Amici Nemici, FORTUNA, Tempo Libero), scanzonato, quasi screanzato (STRONZA), che delinea una generazione cresciuta nel caos: tanta voglia di mettere ordine e raggiungere obbiettivi con lucida consapevolezza ma nessuna certezza di riuscirci (AMMA FA O’ POP). E poi, ancora, l’amore saffico di cui Valentina ha intenzione di fare mistero ed, infine, il racconto di una vita famigliare forse complicata ma sempre rivendicata con orgoglio (Cose che non dico a nessuno). Con questo album VALE LP ci fa intravedere uno scorcio della sua mente, denso e trafficato, mai spiegato in modo didascalico e per questo sempre più desiderabile.

Scelto da Giada Giamborino

AMORE E SALUTE – Fitness Forever

Prendetela come un’opinione folle, ma per chi scrive ci troviamo di fronte alla scoperta più piacevole all’interno del panorama italiano di questo 2024. Un disco incontrato per caso effettuando ricerche sulle uscite più rilevanti del mese di novembre e diventato in breve tempo un ascolto imprescindibile. Con questo lavoro il collettivo partenopeo capitanato da Carlos Valderrama e Luigi Scialdone hanno svolto un lavoro straordinario, affrontando temi come amore ed amicizia con leggerezza e gusto attraverso un mix unico ed irripetibile di yacht rock e disco funk, unito a leggere pennellate di Pino Daniele. Un viaggio articolato lungo otto tracce dal sapore fortemente retrò, in cui si alternano uscite in barca tra Napoli ed Ischia e calde e lussuose serate a Roma o a Parigi, trascorse alla ricerca dell’amore (L’Amour) ed in balia di emozioni travolgenti (La Porta Del Cuore).

Video Ufficiale di La Porta del Cuore dei FITNESS FOREVER

Come se tutto ciò non fosse abbastanza, notevoli sono anche gli ospiti che hanno arricchito l’album, tra i quali spiccano Calcutta in A Vele Spiegate e Luciano Angeleri in Goodbye. La perla più grande, tuttavia, si trova in Ischia, in cui compare una leggenda come Peppino Di Capri, che sul finale rievoca in modo commovente il suo rapporto fraterno con Fred Bongusto, attraverso un monologo che ci riporta direttamente all’iconica Giorgio By Moroder dei Daft Punk. Con questo lavoro in bilico tra gioia e velata malinconia, la band dimostra di avere un enorme talento ed una scrittura evocativa in grado di gettare l’ascoltatore in un forte turbine emotivo. Salite sul carro dei Fitness Forever, prima che sia troppo tardi e non troviate più posto.

Scelto da Luca Di Criscio

le stelle* il sole; l’arcobaleno)) – Faccianuvola

Un disco tanto piccolo quanto interessante è quello di Alessandro Feruda, classe 2002, che sotto lo pseudonimo di Faccianuvola quest’anno ha insinuato nel mondo del clubbing uno spettro di colori molto più ampio del verde acido di Brat. 10 tracce che performate live sembrano gli atti di una funzione pagana, dove elementi della natura, suoni elettronici e sentimenti (post)adolescenziali si fondono, travalicando il solo desiderio di chi ascolta di scatenarsi in pista da ballo e caricandolo di una emotività inedita per il genere dance.

Video ufficiale di uragani di Faccianuvola

La musica di le stelle* il sole; l’arcobaleno)) vive di loop hyperpop sapientemente mischiati con intro strumentali, e spire – N.B. non solo sonore ma anche testuali piangerepiangerepiangere, seibelləseibellə – in cui si cela una dolcissima raccolta di memorie, rimpianti e desideri. Ne emerge uno dei lavori più eclettici, versatili e sorprendenti del 2024, da ascoltare per ottundere i sensi o per risvegliarli.

Scelto da Giada Giamborino

Club Dogo – Club Dogo

Sì, nel 2024 i Club Dogo sono tornati. E no, non sto parlando di un greatest hits, né di una raccolta di remix improbabili o di un live messo insieme per racimolare qualche spicciolo. Sto parlando di un album completamente nuovo, intitolato con l’originalità che solo loro sanno sfoggiare: Club Dogo. Negli ultimi 20 anni Jake La Furia, Gué Pequeno e Don Joe hanno definito un’era, trasformando un genere che sembrava destinato a restare confinato nei centri sociali in qualcosa di grande.

Video ufficiale di C’era una volta in Italia dei Club Dogo

Attesi come un eterno ritorno, i Dogo si riaffacciano sulla scena con un sound che mescola le loro origini a un calderone ribollente di stile, arroganza e autoironia. In Club Dogo c’è tutto: sfrontatezza e riflessione, e un pizzico di nostalgia. Jake e Gué si scambiano rime sulle note di Don Joe. La sensazione è quella di tornare a casa dopo un lungo viaggio: rassicurante, familiare. Club Dogo è un inno al rap fatto bene, senza troppi fronzoli. Non pretende di essere ciò che non è, non si piega ai trend del momento e non si perde in voli pindarici. È puro rap: autentico, arrogante e divertente.

Scelto da Livio Attanasio

È FINITA LA PACE – Marracash

Chi scrive non è un grande amante del rap e non è di Milano, ma se ci vivi per un po’ il minimo che possa capitarti è comprendere l’importanza di Marracash per la città ed apprezzarne l’opera. Tra King del rap ci si intende, infatti, ad un mese circa dall’uscita a sorpresa del nuovo disco del re americano Kendrick Lamar con GNX il re italiano ha replicato pubblicando senza alcun preavviso il suo settimo album. Un insieme di tracce in cui innanzitutto Marra reclama con forza il suo titolo (POWER SLAP), per poi iniziare a sputare sentenze al vetriolo su tutto e tutti toccando alcune delle tematiche d’attualità più sensibili. Viviamo in un’epoca difficile e il rapper ne indaga gli aspetti più critici come i conflitti mondiali (È FINITA LA PACE), le difficoltà nelle relazioni interpersonali (SOLI) e la parità di genere (TROI*).

Video ufficiale di POWER SLAP di Marracash

Al pari del collega statunitense, l’album non sperimenta molto a livello sonoro e si presenta come un ascolto accessibile per tutti. Tra le sue pieghe troviamo anche un paio di interessanti sample tratti dal cantautorato italiano, per il quale Marra non ha mai nascosto il suo amore, con i quali vuole dimostrare che il nostro immenso patrimonio del passato è assolutamente valido ed è giusto che vi si attinga per i campionamenti, senza il bisogno di scomodare la musica straniera. Con questo disco si chiude la trilogia iniziata con Persona e proseguita con NOI, LORO, GLI ALTRI e Marracash lo annuncia tondo e chiaro: è finita la pace, ora che è tornato lui non ce n’è più per nessuno.

Scelto da Luca Di Criscio

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