Il mio 2025 tra passato, presente e futuro: Intervista a Willie Peyote

Willie Peyote cogito et volo

Sanremo, nuovo disco e tour estivo: cos’altro aspettarsi ancora da Willie Peyote quest’anno?

“Eccezion fatta per gli aspetti accademici, tutto ciò che mi è successo negli ultimi mesi è stato il frutto di eventi ed incontri fortuiti”. Questa è una frase che mi sono ritrovato spesso a pronunciare recentemente per i motivi più disparati: l’intervista a Willie Peyote che state per leggere non fa eccezione.

Infatti, quando ho avuto la conferma che avrei intervistato Willie mi trovavo sul treno per tornare in Abruzzo, la mia regione, dove il prossimo 11 agosto farà tappa a Pescara il suo tour estivo per il decennale di Educazione Sabauda. Nella temutissima carrozza 11 l’aria condizionata era malfunzionante e io tentavo di sfuggire a quella situazione sonnecchiando un po’. All’improvviso ricevo una telefonata: ufficiale, il pomeriggio del giorno seguente avrei dovuto intervistare uno degli artisti del panorama ItPop che seguo con maggior interesse da anni.

Il mio obiettivo è stato quello di ripercorrere il 2025 in musica di Willie, un anno ricco di eventi, concerti e nuova musica. Si parte dalla seconda partecipazione al Festival di Sanremo per arrivare al suo tour estivo, che celebra il decennale della pubblicazione di uno dei suoi dischi più importanti, Educazione Sabauda, sulla cui data abruzzese, con una buona dose di orgoglio territoriale, mi sono permesso di chiedergli qualche anticipazione sul concerto che ci attenderà.

Willie Peyote

Partiamo da Sanremo, cosa porti con te da questa seconda esperienza al Festival?

A ben vedere è stata la prima esperienza completa, perché la prima fu un po’ strana, in quell’anno particolare (il 2021, edizione segnata dalle restrizioni per la pandemia da Covid-19, ndr) in cui eravamo tutti chiusi in hotel, non avevo potuto godermi fino in fondo l’esperienza. Ti posso dire che quest’anno mi sono molto divertito, porto con me un sacco di belle sensazioni e nuove conoscenze: un bel ricordo, in sintesi.

Noi non siamo andati, né la prima, né la seconda volta con l’intenzione di guardare la classifica o cose del genere. L’urgenza che ci ha spinto ad andare era quella di dire delle cose, non quella di vincere o di giocarci la partita, perché, devo dirti la verità, non la vedo come una competizione.

Rimanendo su quella settimana, come è nata la gag con Luca Ravenna finto corista?

La gag è nata per lo stesso motivo per cui siamo andati a Sanremo, ossia per divertirci. Mi sono portato dietro un sacco di amici, tra cui Luca, con il quale era una vita che pensavo di fare qualcosa insieme. L’idea era creare un momento un po’ anarchico sul palco di Sanremo e il siparietto è nato proprio per la voglia di cazzeggiare e di fare una cosa mai vista prima. Il corista che non sa il pezzo era una gag che ci divertiva ed è nata esattamente così come poi l’avete vista in televisione. Volevamo fare una cosa un po’ assurda, visto che, sai, Sanremo è comunque un posto molto pettinato, quindi, avevamo l’obiettivo di andare a sconvolgere un po’ le carte in tavola. 

Videoclip ufficiale di “Grazie Ma No Grazie”, brano portato in gara da Willie Peyote a Sanremo

Poco dopo c’è stata la pubblicazione completa di Sulla Riva Del Fiume e in un post su Instagram tu hai detto che il disco rappresenta l’ultimo atto della c.d.“Trilogia sabauda”. In che modo quest’ultimo lavoro si ricollega a Educazione Sabauda e Sindrome di Tôret?

Sono trascorsi 10 anni tondi, perché il primo è uscito esattamente nel 2015, ma il collegamento è avvenuto involontariamente. Ci siamo trovati in studio a registrare e completare i brani della prima metà del disco e ci siamo resi conto che in realtà era molto vicino come approccio musicale a Educazione Sabauda: stavamo andando a chiudere quel cerchio iniziato dieci anni fa senza esserselo detto prima. A me piaceva l’idea di riallacciare quel discorso e portarlo a compimento proprio quest’anno che quel primo disco compiva dieci anni, ma in fondo è successo per caso.

Se quest’anno si festeggia il decimo anniversario di Educazione Sabauda, l’anno scorso è stata la volta di Non è Il Mio Genere, Il Genere Umano. Quanto ti senti cambiato artisticamente rispetto a quegli anni e quanto pensi che i messaggi che hai voluto portare in quei dischi siano ancora attuali oggi?

A livello artistico non mi sento così cambiato, perché, come ti dicevo, Sulla Riva Del Fiume in realtà ha più legami con quei dischi di dieci anni fa che non col precedente (Pornostalgia, ndr). Umanamente, per fortuna, sì che sono cambiato, in dieci anni succedono tante cose. Ormai mi avvicino molto ai quarant’anni, anzi, li comprerò proprio quest’anno, quindi, credo di essere cambiato e di essere cresciuto ovviamente. Nella vita si cambia sempre e in tanti modi, ma tra i 30 e i 40 ancora di più… e per fortuna, direi anche, se no sarebbe veramente inutile tutto questo tempo che passa. Artisticamente, però, sento di essere molto vicino a quel percorso dal quale in qualche modo non ci siamo allontanati: abbiamo fatto tanti giri, ma poi alla fine siamo tornati lì. 

Per quanto riguarda i messaggi di quei dischi credo che il mondo sia molto gattopardesco, nel senso che cambia tutto per non cambiare mai niente e che, quindi, in fondo quei brani e quei concetti siano attuali e ci rappresentino ancora oggi, nonostante siano successe tante cose nel mezzo. Il paradosso è che continuino ad esserlo non per merito mio, ma per il fatto che ci si muove poco: si cambia tutto, ma poi alla fine certe cose sono sempre presenti.

Copertina dell’ultimo disco di Willie Peyote, “Sulla Riva Del Fiume”

Il 30 maggio è uscito il tuo ultimo singolo NEXT, raccontaci la sua genesi

Il brano è nato proprio per il gusto di divertirci, quindi, non è collegato all’ultimo album. Abbiamo scelto di utilizzare come escamotage narrativo le dating app, perché secondo me il nostro rapporto con quel tipo di interazione relazionale racconta molto della nostra società odierna anche in altri campi. Il significato di fondo è che se hai a disposizione infinite possibilità e delle alternative costanti, queste ti spingono a voler cambiare sempre molto velocemente e a stufarti in fretta delle cose, perché, in fondo, sai che c’è qualcosa di nuovo che ti aspetta sempre. In qualche modo il nostro rapporto col dating secondo me racconta molto di noi in generale, di questa nostra voglia di cambiare continuamente.

Io non ho avuto esperienze personali con queste app, però è un argomento di cui si sente parlare tanto e moltissimi dei miei amici le utilizzano, quindi, ho assorbito le loro esperienze e raccontato questo nostro vivere come se avessimo sempre un catalogo infinito a disposizione, come quello di Spotify: c’è tutta la musica del mondo dall’invenzione del grammofono ad oggi ed è talmente tanto ampia, che poi alla fine a cosa ti affezioni? È così anche col dating, adesso, se puoi trovare una persona nuova ogni volta, è difficile, perché al primo problema si cambia invece di provare a risolverlo. 

L’ultimo singolo di Willie Peyote, “NEXT”

Arriviamo all’estate, all’inizio di questo tour celebrativo del decennale di Educazione Sabauda e in particolare alla data di Pescara. Che rapporto hai con l’Abruzzo e come ti sei trovato nelle varie occasioni in cui ti è capitato di farci tappa per i tour precedenti?

Mi sono sempre trovato molto bene, era un po’ che mancavamo dalla vostra regione, quindi, sono contento che quest’estate mi permetta di tornarci. La parte che preferisco del mio mestiere quando si tratta di suonare in giro è proprio la possibilità di approfondire la conoscenza dell’Italia in tutte le sue piccole differenze: è una fortuna il fatto che il mio lavoro mi porti a conoscere posti che altrimenti forse avrei visto in maniera più superficiale o forse, in certi casi, proprio non avrei neanche potuto conoscere. La cosa bella è che ogni luogo, se lo vivi con qualcuno del posto, ti racconta qualcosa che ti può sempre aprire nuovi pensieri. Io scrivo tantissimo quando sono in tour, perché vedere posti diversi genera in me sempre nuove idee.

Cosa dobbiamo aspettarci dallo spettacolo di Pescara?

Noi in tour facciamo quello che ci riesce meglio, cioè suoniamo tanto. C’è molta musica suonata insieme, ci sarà la band che mi segue sempre e con cui lavoro anche in studio. È questo quello che noi cerchiamo di portare, non è uno spettacolo pirotecnico, ma è molto incentrato sulla musica, sugli strumenti e sul piacere di suonare. 

Willie Peyote live, luglio 2025 (Foto di Emanuela Giurano, The Soundcheck)

Avendo visto tuoi concerti in precedenza, mi ricordo che avete il “vizio” (meraviglioso) di fare dei mashup e di incorporare nelle canzoni del repertorio brani celebri di altri artisti. Ci saranno ancora?

Sì, assolutamente! In ogni tour ne mettiamo delle nuove, quindi, in questo ce ne sono alcune che non abbiamo mai fatto. A me piace molto mettere in mezzo anche pezzi che ci piacciono e, in qualche modo, fare un racconto di ciò che ci ha ispirati nel nostro percorso, citando proprio fisicamente canzoni altrui che ci hanno portati fino a qua. Anche questa volta ci sarà questo gioco che a noi diverte molto e spero che piaccia anche al pubblico. Il bello, poi, è vedere durante la live quante le persone riescono a riconoscerne, perché ce ne sono alcune più evidenti e altre un po’ più nascoste. 

Allora anche io a mia volta raccolgo la sfida!

Grande! Poi ci vediamo a Pescara così a fine concerto mi dici quante ne hai riconosciute.

Ci avviamo verso la conclusione. Quali progetti hai per il futuro prossimo?

Come ti dicevo prima, da quando abbiamo ricominciato a lavorare per Sulla Riva Del Fiume ci siamo trovati a scrivere tanto e abbiamo riscoperto la nostra dimensione naturale di composizione, quindi, sto continuando a buttare giù molte cose nuove. Adesso mi concentro sul tour, ma ti posso dire che abbiamo già in cantiere sicuramente molto più materiale di quello che mi aspettavo, visto che il disco è uscito solamente a febbraio, però ben venga. Cerchiamo di continuare ad avere sempre nuove idee: non so cosa mi riserva il futuro, ma sicuramente un sacco di musica.

Potenzialmente, quindi, c’è già materiale sufficiente per un nuovo disco?

Direi proprio di sì, però adesso è il momento di concentrarsi sul tour, una cosa per volta.

Locandina per la data di Pescara di Willie Peyote

Anche a distanza di alcune settimane, mi trovo ancora a dover realizzare che la conversazione che avete appena letto sia accaduta realmente. La verità, tuttavia, è che è successo e che non rimane altro da fare se non aspettare l’11 agosto, quando finalmente Willie Peyote tornerà in Abruzzo per regalarci un concerto memorabile.

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Studente di Linguaggi dei media ed inguaribile nostalgico del rock dei decenni passati. Ascolto sempre tanta musica e di generi sempre diversi per espandere le mie conoscenze. Nel tempo libero suono anche la chitarra e stilo classifiche. (@luca_gilmour70)

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