Non lasciatevi ingannare dal luccichio: Elisabetta Franchi

Vita, messaggi e considerazioni di una grande lavoratrice e stimata stilista

Qualche mese fa ho scoperto questo brand di moda: Elisabetta Franchi. Ho così deciso di informarmi un po’ di più sulla storia di questo marchio.

Approfondendo su internet e guardando il suo documentario Essere Elisabetta sono rimasta colpita dell’evoluzione imprenditoriale che ha portato la stilista alla fondazione del brand nel 1998. Condivido con voi quello che ho scoperto.

Elisabetta Franchi nasce a Bologna nel 1968 e cresce nel travagliato ambiente famigliare segnato sia dall’assenza del padre che dalla violenza del compagno della madre.

Vivendo una situazione economica difficile si trova costretta a studiare in un istituto professionale per poi sbarcare subito nel mondo del lavoro come addetta alle vendite presso il mercato ambulante della sua città svegliandosi ogni mattina alle 4, dando così prova della propria tenacia. Appena diciannovenne entra nell’ambito del pronto moda e, scalando velocemente la gerarchia, diventa braccio destro del capo. 

Il desiderio di fondare una propria maison spinge Elisabetta a lasciare il lavoro per buttarsi anima e corpo nel nuovo progetto che porta il suo nome; a darle man forte trova Sabatino Cennamo, un imprenditore disposto a supportarla finanziariamente e, in seguito, sentimentalmente. Elisabetta Franchi si trova a giostrarsi tra una propria attività avviata e un matrimonio dalla cui unione nasce una bimba: Ginevra.

Nel 2007, dopo una breve malattia, viene a mancare Sabatino in uno dei momenti più delicati per la casa di moda, l’apertura di svariate boutique monomarca in Russia. Elisabetta, a distanza di tredici anni dalla dipartita, lo ricorda ancora in ogni momento della vita lavorativa tanto da affiggerne una foto nella sala riunioni, «in modo che anche chi non sa si possa chiedere chi è».

In seguito, Elisabetta ritrova ad una festa il suo primo amore, Alan Scarpellini.

Dopo essersi resi conto che la scintilla alimenta ancora i loro cuori dal lontano 1986, i due decidono di non perdersi nuovamente e si uniscono in matrimonio; nel 2013 nasce il primo figlio della coppia: Leone.

Il marchio EF è famoso in tutto il mondo con 80 boutique monomarca collocate in città come Parigi, Madrid, Mosca, Hong Kong, Dubai, Milano. Grazie alla costante cura dei dettagli, all’evoluzione stilistica e alla qualità del brand risulta una delle firme più richieste dallo Star System tanto da arrivare a vestire di Lady Gaga, Angelina Jolie, Dita Von Teese, Kate Hudson, Jennifer Lopez, Jessica Alba, per citarne alcune.

 L’imprenditrice ha 310 dipendenti e vanta 117 milioni di euro di fatturato, realizzazione possibile grazie all’arduo lavoro ed al costante impegno per il miglioramento della propria carriera.

Elisabetta Franchi nel suo profilo Instagram condivide, insieme ai suoi 1,9 milioni di followers, la propria esistenza tra il lavoro, la famiglia e la privata fondazione onlus nella difesa dei diritti degli animali. Adora i cani infatti ne ha adottati otto salvandoli da un destino ormai segnato.

Quasi ogni storia che pubblica è personalizzata dalla musica. Lei balla, canta, scherza, invita ad adottare animali, fa sport mostrandosi per una donna solare, benestante, impegnata ma con addosso un vestito in voga tutte le stagioni: l’umiltà.

Le descrizioni dei suoi post emergono incoraggianti: «Non lasciatevi ingannare dal luccichio». «Osa, ma soprattutto portane il peso e la responsabilità di tutte le scelte che fai e farai… non è sempre colpa di qualcun altro, ma soprattutto non lasciatevi ingannare dal luccichio! L’erba del vicino a volte è marcia…». «Mi hanno messa al mondo con tutti gli ingredienti per essere infelice ma io non ho collaborato». «Pensa in grande. Se vuoi, puoi».

Ho sempre avuto una grande capacità: di non vergognarmi a chiedere quando non sapevo. Il ricordo più bello che ho e lo racconto spesso… Eravamo in sala riunioni con venti incravattati, tutti uomini, parlavano una lingua bocconiana, incomprensibile… Mi sono alzata e ho detto: «Qui siamo a casa mia, a Bologna, io sono italiana e state parlando con me. Quindi riazzerate tutto quello che avete detto e iniziate a parlare italiano e chiaro perché sennò potete prendere la porta e andare». Silenzio; e abbiamo iniziato la riunione col mio linguaggio e credo che questa sia una grande capacità di consapevolezza perché quando hai paura a manifestare che una cosa non l’hai capita è perché sei insicura. Io non sono insicura per niente. Io sono una tigre.

Insegna a sognare in grande perché tutto diventa avverabile con i sacrifici, la perseveranza e la fatica; componenti che l’hanno condotta a diventare una vera fuoriclasse.

In conclusione, Essere Elisabetta è uno speciale ricamato con il tessuto di un passato chiaroscuro, impreziosito con l’umiltà e le soddisfazioni del presente proiettato verso un futuro ornato di grinta e consapevolezze. 

Secondo me, quest’abito lucente è a portata di tutti.

P.S. Non lasciamoci ingannare dal luccichio.

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Mi chiamo Andreea e studio presso l'Università degli Studi di Udine. Adoro i bambini, la musica, i film e le sorprese. Mi piace scrivere e leggere. Nutro un affetto particolare per i classici perchè mi insegnano qualcosa di nuovo ogni volta che li rileggo. Il mio libro preferito è "Il fu Mattia Pascal" di Pirandello. La mia citazione preferita è: "Per angusta ad augusta".

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