Io Me La Godo: Cronache Dal Concerto D’Addio Di Bugo
Noto ai più per gli eventi di Sanremo 2020, Bugo sale sul palco per far capire (per l’ultima volta) il vero valore della sua musica
Quando mi è stato rivolto l’invito per andare ad assistere al concerto d’addio di Bugo, la mia mente non ha potuto fare a meno di ripensare a quell’infausto Sanremo del 2020 insieme a Morgan e all’episodio de “le brutte intenzioni, la maleducazione” che tanto l’ha reso noto al grande pubblico. La verità è che dietro quel piccolo momento televisivo si cela un artista molto più grande e profondo, con una carriera che procede da più di trent’anni, quella sua uscita di scena che è passata alla storia già lasciava intravedere sprazzi del vero Cristian Bugatti.
Per cui, molto incuriosito e affamato come sempre di esibizioni dal vivo (ancor di più se si tratta di un evento come un concerto d’addio), ho accettato l’invito pur conoscendo giusto una manciata di brani. A posteriori, mai scelta fu più giusta, perché questa mia posizione nei confronti dell’artista mi ha permesso di presentarmi alla serata senza alcuna aspettativa, pronto solo a godermi lo spettacolo.
L’atmosfera che si respira all’interno dell’Alcatraz di Milano è quella delle grandi occasioni, con un gran numero di fan radunati nelle prime file ad intonare cori e preparare striscioni da esibire durante il concerto. Nel momento esatto in cui Bugo mette piede sul palco si capisce immediatamente la natura dell’evento: non una serata d’addio con discorsi e spiegazioni velate di malinconia, ma una serata tra amici di lunga data in cui ci si vuole divertire fino all’ultimo secondo.

Lo dimostra subito la partenza quasi a cappella con Piede Sulla Merda, per la quale l’artista si presenta da solo in scena, muovendosi continuamente da un lato all’altro e alternando il suo cantato unicamente a degli intermezzi eseguiti sull’armonica. Questo brano serve da introduzione al primo set della serata, in cui Cristian – è una serata tra amici, possiamo permetterci di chiamarlo per nome – che nel frattempo ha imbracciato la sua chitarra, viene raggiunto da Bruno Dorella al basso e Cristian Dondi alla batteria.
Da qui in poi seguirà una scaletta in pieno stile grunge, contro ogni pronostico, durante la quale il trio dimostra una grandissima energia ed intesa. Bugo, nel frattempo, libera tutta la sua vera natura, si contorce nei suoi brevi assoli, salta e si gasa a dismisura, quasi a voler imitare nelle movenze e nella gestualità l’icona del genere Kurt Cobain. È con questo spirito che ci si muove tra classici del suo repertorio come Il Sintetizzatore o Ggeell, in cui la formazione diventa a quattro con l’intervento di Fernando Nuti dei New Candys, e brani tratti dal suo ultimo disco del 2024 PER FORTUNA CHE CI SONO IO come Rock And Roll, che ha visto la partecipazione speciale alla batteria di Aimone Romizi dei Fast Animals And Slow Kids.
Dopo questa lunga scarica di adrenalina urge una pausa, per questo alla fine del primo set il nostro protagonista lascia il palco per permettere alcuni cambi di scena. Dopo pochi minuti, rientra in scena da solo munito unicamente di chitarra acustica ed armonica, aprendo una sezione del concerto dal taglio molto più intimo e percepita quasi come un dialogo con il pubblico, che è esattamente quello che accade. Infatti, tra una Comunque Io Voglio Te e una Cosa Fai Stasera si instaura una conversazione con l’artista: ad un “Non mollare!” gridato dal pubblico Bugo replica “Ma allora non avete capito niente! Mollo per non mollare”, mentre quando qualcuno fa partire il classico coro “Sei bellissimo” lui confessa “A questo non posso resistere”.
Questa breve parentesi si esaurisce senza nemmeno accorgersene e lascia presto spazio a un nuovo set elettrico più a cavallo tra rock e pop, con venature britpop, come testimonia la Epiphone Sheraton con il corpo interamente occupato dalla bandiera del Regno Unito, imbracciata dall’altro chitarrista della nuova formazione a quattro che accompagna la star della serata. È in questo frangente che trovano spazio alcuni dei brani più celebri di Bugo, tra cui spicca Invece Sì, con cui è tornato in gara a Sanremo nel 2021 e che mostra qui una resa nettamente superiore ed intensa rispetto a quella obbligatoriamente più pettinata del Festival.

C’è spazio anche per un brano che in questa serata sembra un’autentica dichiarazione d’intenti come Me La Godo, cantata a squarciagola da tutti i fan più accaniti, e per un ultimo ospite: per l’esecuzione di Pasta Al Burro, arrangiata in chiave quasi rap metal recuperando gli accordi di chitarra di Sabotage dei Beastie Boys, è intervenuto J-Ax con una strofa inedita, la cui conclusione ha toccato proprio quel tema che tutti aspettavano. Bugo, quindi, se ne lava le mani e lascia l’incarico al suo ospite, ma non sorprende che la chiusa “Sono sopravvissuto in un mondo di Morgan, il mio consiglio è quello di essere Bugo” abbia mandato in visibilio il pubblico.
Chiude i giochi come bis quello che è forse il manifesto dell’artista, nonché il messaggio che ha voluto lanciare in questa serata di commiato: Io Mi Rompo I Coglioni, io smetto semplicemente perché non ne ho più voglia. Ed è qui che la festa, con tutti gli ospiti riuniti insieme per il bis, tocca le sue vette più alte con un’invasione di palco comandata da Bugo stesso, che ha creato il caos più totale e ha regalato scene memorabili, come quella di un fan che si è trovato a duettare con J-Ax, mentre il nostro Cristian era inspiegabilmente finito alla batteria.

Alla fine di questo viaggio durato oltre due ore non c’è stato nessun discorso strappalacrime né conferma sul proprio futuro lontano dalla musica, ma un saluto sincero (parafrasando il titolo del brano sanremese con Morgan), che è ciò che basta per concludere nel migliore dei modi una piacevole serata con gli amici di una vita.
Dopo questo concerto si torna a casa con la consapevolezza di aver assistito ad uno spettacolo genuino, così come l’artista che l’ha messo in piedi, capace di prendersi sul serio quanto basta e di godersi ogni attimo di quella che è stata solo e soltanto la sua serata. Troppo spesso bistrattato dai media negli ultimi anni, Bugo con questo concerto si è preso una bella rivincita contro tutti i suoi detrattori, mostrando il lato più autentico del suo essere artista, musicista e cantautore.
E da adesso in poi siamo sicuri che questa vita se la godrà a dismisura, ancor più di prima.






