Cammina ubriaco e viene multato
Multato a piedi perché ubriaco, scena degna di un cinepanettone? Oppure realtà cruda dovuta al nuovo codice della strada?
È notizia di qualche giorno fa che un uomo a Genova, consapevole di non poter guidare dopo aver bevuto, ha scelto di lasciare la propria auto parcheggiata e tornare a casa ubriaco a piedi. Durante il tragitto, è stato fermato dai carabinieri che, osservando i segni di ubriachezza, gli hanno elevato una multa. I fatti riportati da diverse testate giornalistiche hanno scatenato commenti indignati sui social. Molti utenti hanno gridato allo scandalo, sostenendo che si trattasse di un eccesso di repressione legato al nuovo Codice della Strada. Ma la sanzione non ha nulla a che fare con il recente aggiornamento normativo, poiché trova le sue radici in una disposizione ben diversa.
Articolo 688 del Codice Penale
Il caso si fonda sull’applicazione dell’articolo 688 del Codice Penale, una norma che vieta lo stato di ubriachezza manifesta in luogo pubblico o aperto al pubblico. Anche se depenalizzata, questa disposizione prevede una sanzione amministrativa pecuniaria per chi si trovi in tale condizione. La multa non è quindi una novità introdotta dal nuovo Codice della Strada, ma il risultato dell’applicazione di una regola già esistente.
Tecnicamente, lo scopo di questa norma è prevenire comportamenti che possano creare disagi o rischi in contesti pubblici, mantenendo un certo decoro e sicurezza. Pur essendo meno noto, l’articolo 688 è una delle tante disposizioni che mirano a disciplinare la condotta civile al di fuori dei veicoli.
La percezione alterata della realtà
Questo episodio è emblematico di come media, influencer e opinione pubblica possano distorcere la realtà, amplificando fatti isolati e generando percezioni errate. La narrazione che associa la multa al nuovo Codice della Strada è un esempio di questa tendenza.
In realtà, il nuovo Codice della Strada non c’entra nulla con la multa di Genova. La norma contestata risale all’articolo 688 del Codice Penale, ormai depenalizzato, ma ancora applicato come illecito amministrativo. Questo dettaglio è stato ignorato da molti commentatori, creando confusione e una percezione distorta dei fatti.
La società attuale è iperconnessa, dove pochi episodi eclatanti possono diventare il centro dell’attenzione, generando una rappresentazione post-apocalittica spesso priva di fondamento. Si tende a credere che determinati problemi siano in crescita solo perché ne sentiamo parlare di più, mentre i dati reali spesso raccontano una storia diversa. Prima che i social media dominassero il dibattito pubblico, episodi simili passavano inosservati o ricevevano un’attenzione molto minore.
Riflessione
Prendo spunto da questo episodio per considerare un problema più ampio: la capacità di media e opinione pubblica di alterare la percezione della realtà. L’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada ha destato preoccupazioni, spesso legittime, su alcuni aspetti repressivi o incoerenti della normativa. Associare episodi come questo non contribuisce a un dibattito razionale, ma alimenta solo allarmismi ingiustificati.
Anche prima del nuovo Codice, multe per ubriachezza in luogo pubblico erano possibili. Illuminare questi episodi con un riflettore esagerato e associarli a riforme recenti serve unicamente a distorcere la realtà e creare un senso di emergenza che non corrisponde ai fatti. Questo, negli ultimi anni, avviene anche per altri episodi e narrazioni che, a seconda del proprio tornaconto, possono essere esagerati per influenzare l’opinione pubblica. Di esempi, nel 2024, ce ne sono stati tantissimi. Semplicemente, casi di violenza estrema c’erano anche prima, e magari di più, ma l’avere una cassa di risonanza così forte dovuta ai nuovi media li fa venire fuori.
Potrei scommettere che molti lettori pensano che oggi il nostro paese non sia mai stato così insicuro, povero, privo di valori, mentre invece nel passato esisteva tutto il contrario. Ebbene, basterebbe confrontare pochissimi dati per smentire tutto ciò.

Conclusioni
Per il 2025, auspico che tutti noi affrontiamo notizie e opinioni con maggiore consapevolezza critica. Fermiamoci a riflettere prima di accettare passivamente ciò che leggiamo o ascoltiamo. Approfondire, comprendere e contestualizzare è fondamentale per evitare di cadere in narrazioni distorte e per migliorare il dibattito pubblico.
Buon anno nuovo a tutti!






