Come un amore che si rinnova – Io-Riciclo Eliana
“Amo trovare la bellezza nelle piccole cose, credo sia necessario anche per apprezzare quelle grandi”
Il riciclo è un’arte, ma anche una passione. Eliana Ascioti l’ha coltivata e resa un mestiere: si occupa del recupero di mobili usati che diventano nuovi capolavori di artigianato.
Ciao Eliana, mi sono imbattuta per caso nel tuo profilo Instagram e ne sono rimasta subito colpita.
Il Climate Clock, l’orologio installato su uno dei grattacieli di Union Square a New York, ci avverte che ci rimangono solo 7 anni prima che la Terra tocchi il punto di non ritorno e si avvii la catastrofe ambientale globale: mai come adesso ho desiderato che al mondo esistessero molte più persone come te!
Ti occupi di riciclo creativo e verti tutto il tuo lavoro su scelte ecosostenibili: quando e come inizia la tua mission?
Intanto grazie mille, mi fa sempre molto piacere sapere che quello che faccio venga apprezzato. Effettivamente tutto è iniziato con la precisa intenzione di recuperare gli orfanelli (come li chiamo io!) che trovavo abbandonati accanto ai cassonetti.
Ho iniziato a chiedermi “com’è possibile che la gente butti via di tutto?” e poi ho trovato il coraggio di fermarmi e adottare la prima poltroncina.
Dividi il percorso che hai fatto dall’inizio ad ora in step, capitoli o fasi: dà loro un nome e una breve descrizione.
Il mio percorso fondamentalmente si potrebbe suddividere in 3 fasi:
La prima la chiamerei “il rifugio” proprio perché tutto nasce dalla mia necessità di impiastricciare e creare qualcosa con le mie mani. Con il senno di poi ho capito che nei momenti più difficili della mia vita la creatività mi ha aiutata tantissimo e che comunque ha sempre fatto parte della mia vita.
La seconda fase potrei definirla “Amare il proprio lavoro è la cosa che si avvicina più concretamente alla felicità sulla terra” che ad un certo punto è diventata un po’ la mia filosofia proprio perché ai tempi avevo un lavoro che non amavo particolarmente e ho iniziato a pensare (per poi successivamente concretizzare) che la mia passione sarebbe potuta diventare un lavoro.
La terza invece la chiamerei “i sogni nel cassetto fanno la muffa” e rappresenta a pieno gli ultimi 5 anni della mia vita perché comunque ho deciso di crederci e provarci e arrivare fin qui nonostante le mille incertezze.
Quali sono stati gli stati d’animo che ti hanno accompagnato in questo percorso?
Sicuramente sono stati molto vari, sono passata dall’incertezza alla paura fino ad arrivare alla sicurezza e alla consapevolezza. Naturalmente tutto guidato da una fortissima passione che è stata sempre il motore di tutto.
La tua è un’arte più che mai necessaria al giorno d’oggi: riciclare le cose che si hanno, dar loro una nuova veste per renderle ancora fruibili – un po’ come rinnovare un amore – per combattere il consumismo e ridurre l’impatto ambientale. Tutto quello che sai oggi lo hai imparato da sola sperimentando o hai avuto qualche mentore?
Fondamentalmente posso dire di essere autodidatta, da sempre mi piace sperimentare e misurarmi con tecniche sempre nuove. Leggo tanto e poi su internet ormai si trovano tutorial di ogni tipo dove poter prendere un sacco di spunti. Per me poi è sempre stata una sorta di vocazione, amo tantissimo sperimentare e inventarmi nuove tecniche.
Hai un affetto in particolare verso uno dei mobili che hai riciclato?
Assolutamente sì! Con ognuno di loro ho un rapporto diverso, alcuni mi stanno antipatici, altri li amo al primo sguardo, qualcuno vorrei che rimanesse sempre con me… un po’ come con le persone!
Adesso hai un vero e proprio negozio dedicato al riciclo, ma prima dove lavoravi i mobili e quanto tempo gli dedicavi a settimana?
Devo dire che è stato un crescendo sia per quanto riguarda il tempo che lo spazio!
Ioriciclo per me era un hobby, il mio rifugio dopo un lavoro che non mi piaceva. Sono partita dedicando qualche ora la settimana in un ripostiglio, per poi passare ad un garage sotterraneo dove passavo le mie serate e talvolta le nottate a creare. Poi ho affittato una casa con un garage molto più grande e luminoso e lì ho iniziato a passarci molte più ore fino all’apertura del negozio che ha completamente assorbito tutto il mio tempo, finesettimana compresi!
Mi è difficile immaginare che una come te possa avere un blocco creativo, però penso che come tutte le persone creative anche tu ti ci imbatta ogni tanto. Se sì, cosa fai per superarlo?
Grazie per fiducia! In realtà succede anche a me, non così spesso lo ammetto!
Negli anni ho capito che passeggiare serve a schiarire le idee, naturalmente dipende dal momento. Fare una passeggiata nella natura mi fa trovare velocemente l’equilibrio e la tranquillità ma a volte sento anche il bisogno di sperdermi in grandi città (ho la fortuna di abitare molto vicino a Firenze, Pisa, Livorno, Bologna… ) e ammirare le architetture, andare ad una mostra o andare a caccia di street art e scorci urbani.
Chi ti ha ispirato nel corso del tempo e perché?
In generale mi piacciono tanto le persone che possiedono poco e riescono a fare tanto, in qualsiasi ambito e di qualsiasi estrazione sociale. Amo trovare la bellezza nelle piccole cose, credo sia necessario anche per apprezzare le grandi cose e ammiro profondamente chi riesce a farlo nonostante le “brutture” che ci circondano.
Qual è la tua routine? Quando elabori un mobile o un oggetto per dargli nuova vita qual è il tuo momento preferito?
Da quando ho aperto il negozio la mia routine inizia prima di tutto dall’apertura la mattina e varia a seconda delle giornate, da quello che ho da fare e talvolta anche dai clienti che vengono a farmi visita.
Il mio momento preferito arriva quando finalmente posso usare i pennelli e decorare il mobile, che solitamente è molto atteso perché arriva dopo la parte più noiosa e faticosa che è pulire, scartavetrare e preparare il mobile in generale.
Hai un appello o un consiglio per i nostri lettori?
Quello che mi piace consigliare sempre a tutti è di andare oltre le apparenze, guardare oltre in generale e non soffermarsi mai alla prima occhiata.
L’appello che mi piacerebbe fare invece è quello di pensarci qualche volta prima di disfarsi dei vecchi mobili di famiglia, spesso basta pochissimo per cambiargli aspetto e renderli contemporanei.
Ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato e spero vivamente di incontrarti un giorno! Magari ti commissionerò il rimodernamento di un mobile per arredare la mia fantastica casa immaginaria del futuro in cui vivo col mio fantastico futuro fidanzato immaginario! A presto!
Grazie mille a te, sei stata davvero molto carina! Fidanzato o no, io ti aspetto comunque!
Immagine di copertina: IoRiciclo Eliana- Officina italiana del recupero





